Pochi volti nuovi si insedieranno al Consiglio Comunale di Marsala
Ritorno al passato: giovedì 25 giugno si insedia il Consiglio Comunale: solo 4 su 24 consiglieri sono nuovi alla politica, forse. Intanto è tempo di toto presidente: in corsa almeno 6 super votati.

È stato convocato per giovedì 25 giugno, alle 15.30, il Consiglio comunale di Marsala. La convocazione porta la firma del presidente uscente, Enzo Sturiano. Nessuna sorpresa, nessuno strappo: si procede per rituale. In aula si terranno il giuramento dei consiglieri, il giuramento del sindaco e l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Tre atti formali che, a Marsala, finiscono sempre per trasformarsi in un appuntamento dagli esiti incerti.
Faranno parte del nuovo Consiglio Comunale Massimo Grillo, per diritto, in quanto candidato sindaco più votato ma non eletto e 23 “nuovi” consiglieri comunali. Peccato che le virgolette intorno a “nuovi” siano più che obbligatorie. Perché su 24, di realmente nuovo, c’è veramente poco. Anzi, quasi niente.
Cominciamo dai numeri: sono 12 gli uscenti riconfermati a Palazzo VII Aprile, la metà. Eccoli, uno per uno, con i loro nomi, voti e casacche, ordinati in base ai consensi ricevuti: Gaspare Di Girolamo – 1884 voti (UDC); Enzo Sturiano – 1107 voti (Forza Italia), Eleonora Milazzo – 721 voti (Progettiamo Marsala), Gabriele Di Pietra – 849 voti (Compatti per Marsala), Leo Orlando – 683 voti (Compatti per Marsala), Mario Rodriquez – 667 voti (PD), Pino Ferrantelli – 666 voti (UDC), Lele Pugliese – 633 voti (Fratelli d’Italia), Piergiorgio Giacalone – 617 voti (Progettiamo Marsala), Pietro Cavasino – 569 voti (PD), Michele Gandolfo – 360 voti (Marsala Civica), Rino Passalacqua – 310 voti (Marsala Civica).
Poi ci sono tre consiglieri che hanno fatto una pausa, una legislatura, e ora tornano in scena: Linda Licari (970 voti nel PD, Lillo Gesone (700 voti in “Si Muove la Città”), e Federica Meo (563 voti in “Si Muove la Città”). Non sono volti nuovi. Sono volti che si erano solo concessi un intervallo. Tra i 24 figura anche un ex consigliere provinciale, Giovanni Maniscalco (822 voti in “Si Muove la Città”), e l’ex deputato e sindaco, Massimo Grillo per essere arrivato secondo nella corsa a sindaco. Un seggio previsto dalla legge elettorale.
A questo punto, chi non ha mai occupato un ruolo elettivo scende a soli 7 elementi. Ma anche su di loro aleggia il dubbio: Francesco Carini (778 voti in Fratelli d’Italia) debutta da figlio d’arte, avendo il padre Renzo ricoperto il ruolo sindaco di Marsala. Vito Abrignani (886 voti in “Liberi”) e Flavia Sammartano (608 voti in “Liberi”), avendo avuto incarichi fiduciari dal sindaco uscente, non sarebbero del tutto nuovi alla politica attiva. Restano quindi, a voler essere severi, restano solo 4 consiglieri senza alcun incarico politico precedente: Baldassare Bertolino (641 voti in “Compatti per Marsala”), Marco Bonfratello (590 voti in “Si Muove la Città”), Duilio Piccione (578 voti nella “Lega”) e Angela Caradonna (512 voti in “Si Muove la Città”). Quattro new entry su 24, insomma. La verginità politica, a Marsala, è merce rarissima.
E se i nuovi volti si contano sulle dita di una mano, non è certo per mancanza di fiducia nei confronti della “vecchia guardia” di Palazzo VII Aprile. Anzi, se quei veterani della politica locale continuano a occupare i loro scranni, un motivo ci sarà. Nessuna avversione, quindi, verso i rieletti: il voto è la prova che hanno lavorato bene. Continuità non è conservatorismo, ma credibilità riconosciuta. E se i nomi sono sempre quelli, forse è perché gli elettori preferiscono la sostanza alla novità.
E adesso veniamo al dunque. Fra questi 24 consiglieri dovrà essere eletto l’ufficio di Presidenza del nuovo Consiglio Comunale. Tutto si basa sulla coalizione vincente, sul numero di voti ottenuti da ciascun candidato e sulle ambizioni personali. Allo stato attuale, salvo imprevisti sconvolgenti, la seconda poltrona istituzionale, quella che più conta dopo il sindaco, potrebbe andare a Linda Licari o a Giovanni Maniscalco, i più votati dello schieramento. Ma attenzione: non sono loro i soli a voler presiedere il massimo consesso civico. Ci sono anche Eleonora Milazzo, già vice presidente del Consiglio Comunale precedente, ma anche Piergiorgio Giacalone, Gabriele Di Pietra e Lillo Giasone, forti dei loro consensi.
Tutti destinatari di una valanga di voti nelle liste che sostenevano la sindaca Andreana Patti. Tutti con un curriculum, una base elettorale e un’ambizione da vendere. Tutti, insomma, con “tutti i diritti” per aspirare alla poltrona. Peccato che a Palazzo VII Aprile la poltrona che conta sia una sola. Il contentino della vicepresidenza non entusiasma nessuno. E come se non bastasse, restano ancora da assegnare 3 assessorati, la poltrona di Marsala Schola e quella dell’Ente Mostra di Pittura. Roba da non poco, per chi deve saziare ambizioni personali e pretese politiche.
Quindi, per il momento, tutto resta in bilico. Non è per nulla facile prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni. Ma una cosa è certa: a Marsala la politica è un circolo privato. Si entra, si esce, si rientra. Le facce cambiano poco, le poltrone sono sempre le stesse. E il nuovo Consiglio, prima ancora di giurare, non propone novità eclatanti. Cambia la legislatura ma non le ambizioni di chi naviga da anni nei mari inquietanti della politica marsalese. La maggioranza è già al primo vero banco di prova. E dalla sua riuscita dipende tutto, futuro compreso. La storia, però, insegna una cosa: il peggior nemico del sindaco uscente si chiama “scontentezza”. Quella di chi non ha visto realizzato un sogno, è passato all’opposizione e ha trasformato tutto in una questione personale. Fino a finire nello schieramento opposto, con un solo obiettivo: avere la meglio su Massimo Grillo.
Detto questo, ai 24 consiglieri che siederanno a Palazzo VII Aprile va comunque rivolto un sincero augurio di buon lavoro. Perché al di là delle poltrone, delle rielezioni e dei giochi di palazzo, ciò che conta davvero è la città. E a questi 24 consiglieri – vecchi e nuovi che siano – chiediamo e auguriamo di saper mettere da parte le ambizioni personali e lavorare insieme per un solo obiettivo: far risollevare Marsala, in questo quinquennio, dal torpore politico e amministrativo in cui troppo spesso è rimasta impigliata.
Alberto Di Paola
