Marsala, un cadavere recuperato dalle acque del Fortino

I sommozzatori dei Vigili del Fuoco, supportati dalla Guardia Costiera e dalle forze dell’ordine, hanno recuperato il cadavere tra le onde in tempesta. 

Disperso in mare ex direttore del Cnr di Mazara del Vallo

 

Il mare in tempesta restituisce un corpo senza vita a Marsala, recuperato nella mattinata di oggi nelle acque antistanti la curva che precede la zona del Fortino. L’allarme è scattato a seguito della segnalazione telefonica di un automobilista di passaggio, il quale ha notato il cadavere affiorare tra i flutti.

Sul luogo dell’evento sono intervenuti prontamente gli agenti della Polizia di Stato, i Carabinieri e i militari dell’Ufficio circondariale marittimo, impegnati in un’operazione coordinata sia via terra che via mare con l’ausilio di una motovedetta della Guardia Costiera. Le operazioni di recupero sono state eseguite dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, supportati dall’equipaggio dell’imbarcazione militare, in un contesto meteo-marino particolarmente avverso.

La prima ispezione cadaverica, effettuata dal medico legale giunto sul posto, ha rivelato dettagli significativi circa lo stato del corpo. Si tratterebbe di un uomo di mezza età, in avanzato stato di decomposizione, che indossava un giubbotto di salvataggio al momento del ritrovamento. Tali elementi suggeriscono che il cadavere sia rimasto in balia delle correnti per parecchi giorni, alimentando l’ipotesi di una tragedia legata all’immigrazione clandestina.

La Procura ha già aperto un fascicolo d’indagine per fare luce sulla vicenda, mentre gli inquirenti valutano la possibile correlazione con il naufragio di numerosi barchini partiti dalle coste tunisine e travolti dalle onde anomale generate dal recente ciclone Hanry.

Sebbene manchino dati ufficiali definitivi, si stima che circa trenta imbarcazioni di fortuna fossero in navigazione nel canale di Sicilia durante i giorni dell’eccezionale ondata di maltempo. Il corpo rinvenuto oggi a Marsala potrebbe appartenere a uno dei circa mille dispersi inghiottiti dal mare, in un macabro computo che ha già visto il ritrovamento di altri due cadaveri nei giorni scorsi presso le coste di Trapani e l’isola di Pantelleria.

L’autorità giudiziaria attende ora ulteriori riscontri tecnici per tentare l’identificazione della vittima, mentre il mare continua a essere osservato speciale in attesa che la furia del vento si plachi definitivamente.

Alberto Di Paola

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