Marsala, Separazione Carriere: sabato dibattito ANDE al Parco Archeologico
Incontro al Parco Archeologico Lilibeo sulla riforma della Magistratura organizzato dalla sezione locale ANDE.

L’Associazione Nazionale Donne Elettrici irrompe nel dibattito referendario con un incontro pubblico sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. L’evento si terrà sabato 7 febbraio alle ore 17,00 presso la Sala conferenze del Parco Archeologico Lilibeo di Marsala. Sotto la direzione della presidente Giuseppina Passalacqua, l’iniziativa affronta un tema tecnico che scuote le fondamenta dell’ordinamento italiano.
Al centro del confronto si pone la distinzione dei ruoli tra chi accusa e chi giudica, una questione di alta rilevanza costituzionale analizzata con distacco istituzionale. La separazione delle carriere rappresenta lo spartiacque tra due modelli differenti di giustizia che interessano la funzione del pubblico ministero e quella del giudice. Attualmente le due figure appartengono a un unico ordine e possono transitare da una funzione all’altra.
Votare sì alla separazione delle carriere comporterebbe sul piano giuridico una distinzione netta tra chi raccoglie le prove e chi emette la sentenza. La figura del magistrato inquirente verrebbe così equiparata alla difesa in termini di distanza dal giudice terzo, garantendo una piena parità delle parti.
Votare no significherebbe mantenere l’unità della magistratura preservando la cultura della prova comune tra giudice e pubblico ministero. Questo assetto tutela l’indipendenza del pubblico ministero da ogni influenza esterna, mantenendo la sua funzione all’interno dell’ordine giudiziario ed evitando derive gerarchiche.
In Italia la separazione delle carriere è un tema ricorrente fin dalla riforma del codice di procedura penale del 1989 che ha introdotto il modello accusatorio senza però scindere i ruoli organici dei magistrati. L’incontro al Parco Archeologico analizzerà i profili di legittimità e le conseguenze procedurali di tale mutamento strutturale per restituire al diritto la sua centralità.
Alberto Di Paola
