Marsala, Nicola Fici si ritira. Centrodestra nel caos

Il passo indietro di Fici tra veleni e personalismi: mentre il centrodestra si spacca tra Grillo e Sturiano, Curatolo scalda i motori al Cine Golden e la Patti spera nel colpaccio.

Il sipario cala bruscamente sulla candidatura di Nicola Fici. È questa la notizia che scuote la politica marsalese, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, un ritiro che profuma di resa onorevole davanti a un panorama di macerie. Fici non getta la spugna, ma si arrende di fronte ad un centro destra che ne aveva chiesto la candidatura e che oggi non è in grado di coalizzarsi.

Nicola Fici usa parole pesanti che pesano come macigni, denunciando un clima di “delegittimazione continua” e “personalismo” che ha reso impossibile la costruzione di un progetto sereno. Non è solo un passo indietro; è il certificato di morte di un’ambizione di coesione in una città che sembra preferire il fango al confronto dialettico.

In questo scenario di “tutti contro tutti”, si registra il paradosso dei salti della quaglia: figure come Michele Gandolfo e Oreste Alagna e tanti altri pronti a seguirli nell’ombra. Pilastri della prima ora del progetto Grillo e già assessori della sua prima giunta, hanno compiuto un balzo carpiato verso il centrosinistra, schierandosi a sostegno di Andreana Patti. Una transumanza politica che sposta gli equilibri e solleva interrogativi pesanti sulla tenuta della coerenza ideale, trasformando i vecchi alleati nei nuovi avversari più agguerriti.

Il panorama politico locale appare ormai come un labirinto di veti incrociati. La coalizione di centrodestra, un tempo monolite elettorale capace di vincere al primo turno, è oggi un mosaico frantumato dove le ambizioni dei singoli prevalgono sulla sintesi programmatica. Da una parte, il sindaco uscente Massimo Grillo tenta la riconferma blindato da quattro liste civiche, cercando di arginare l’emorragia di consensi; dall’altra, la candidatura di Enzo Sturiano, spinta da una delle due anime di Forza Italia, certifica una lacerazione interna che pare insanabile.

Il gioco delle correnti tra azzurri e i “fratellini d’Italia” rischia però di trasformarsi in un clamoroso autogol. Questa guerra di logoramento e il frazionamento del voto moderato potrebbero spianare la strada ad Andreana Patti, sempre che il centrosinistra sia davvero quel blocco monolitico e compattato che i vertici vogliono far credere. Il sospetto che dietro la facciata di unità si celino i soliti malumori resta forte. 10:30:36A complicare ulteriormente il quadro, si aggiunge la corsa di Leonardo Curatolo, che ha già fissato l’appuntamento per lunedì 23 febbraio al Cine Golden per ufficializzare la propria posizione in questa frammentata contesa.

Alberto Di Paola

Documento di Nicola Fici

“Dopo una profonda riflessione, ho deciso di ritirare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco.
Le continue fibrillazioni che hanno accompagnato questo percorso – personali, politiche e sociali – rendono oggi difficile portare avanti un progetto che avrebbe bisogno di serenità, ascolto e coesione per poter essere davvero utile alla comunità.

Spero che questa scelta di responsabilità possa essere un segno concreto di impegno per l’unità, aiutando a superare i personalismi e a costruire insieme un cammino condiviso.

Credo che la politica, soprattutto a livello locale, debba essere uno spazio di costruzione e non di logoramento, di confronto e non di delegittimazione continua.

Una società matura non si limita a criticare per abbattere l’altro, ma si impegna a proporre, a immaginare soluzioni, a prendersi cura del bene comune. Non può fondarsi sull’odio o sul sospetto permanente, ma sull’amore per la propria comunità, sul rispetto delle persone e sulla ricerca sincera della giustizia.

Essere giusti non significa urlare più forte, ma agire con coscienza.
Non significa dividere, ma tenere insieme.
Non significa distruggere, ma migliorare ciò che esiste.

Resto convinto che il nostro territorio meriti un dibattito alto, generoso e orientato al futuro. Continuerò a credere e a lavorare, in altre forme, affinché la politica torni a essere uno strumento di servizio, non un campo di battaglia.

Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in questo percorso e che continuano a credere in una comunità capace di essere critica, sì, ma anche propositiva, giusta e profondamente umana”.

Nicola Fici

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