Marsala, maggioranza inquieta, la giunta Patti vacilla

La maggioranza a Marsala si divide: i consiglieri comunali di maggioranza Rino Passalacqua e Linda Licari in una intervista rilasciata a RMC 101 criticano l’Amministrazione Patti. 

Si avverte negli ambienti politici un certo scricchiolio nella maggioranza a Marsala. Piccoli segnali, a 4 mesi dal voto, che andrebbero approfonditi. Gli spunti arrivano da due interviste a Il Volatore di RMC101: Rino Passalacqua, coordinatore cittadino di Casa Riformista-Italia Viva, e Linda Licari, segretaria cittadina del Pd. Entrambi fanno parte della maggioranza che ha portato Andreana Patti al Palazzo Comunale. Entrambi, con toni diversi, dicono cose che di solito si ascoltano dai banchi dell’opposizione. Le domande sorgono spontanee. Se chi sostiene la giunta Patti parla così, cosa resta della maggioranza? E come si fa a sostenere una sindaca e, nello stesso tempo, a criticarla con la precisione di chi ha il registro dei difetti sotto mano?

Partiamo dalla Tari. A Marsala è diventata una telenovela per i contribuenti, sui quali pesa un aumento che va dalle 50 alle 80 euro. Passalacqua chiede di capire se esiste la possibilità di rivedere il Piano economico finanziario dei rifiuti, soprattutto dopo la sentenza del Consiglio di Stato. “Mi aspettavo di capire se c’è la possibilità e la voglia di poter rivedere il Pef”, dice. Aggiunge che gli aumenti in previsione sono importanti e che vorrebbe recuperare quelli attuali.

Poi la domanda che vale un’intera seduta consiliare: chi fa il piano dei rifiuti per metterlo a bando? Licari, dal canto suo, chiede che il Pd e il Consiglio siano coinvolti nella costruzione del nuovo piano. Vuole mantenere la raccolta differenziata, intervenire sulle difficoltà del centro storico con i mastelli e valutare isole ecologiche. Su un ritorno dei cassonetti è categorica: non si può fare. Due voci della stessa area, due richieste di partecipazione.

Sul rapporto con la sindaca, Passalacqua non usa giri di parole. Racconta di aver sostenuto la candidatura di Patti e oggi parla di interlocuzioni assenti. “Mi aspetto una risposta degna di un primo cittadino, se c’è la levatura da città”, dice. Il giudizio sulla partenza dell’amministrazione è netto: deluso. Però precisa di voler concedere fiducia e pretende un cambio di passo.

Il capitolo assessori è forse il più gustoso. Passalacqua denuncia l’assenza degli assessori nelle commissioni consiliari. “Abbiamo sempre chiamato gli assessori per capire la parte politica, se no la città da chi è governata?”, chiede. E rincara: se fanno tutto i burocrati e i dirigenti, allora chi governa davvero? Aggiunge di aver scritto alla sindaca per chiedere un assessore con competenza tecnica sull’urbanistica e di non aver mai ricevuto risposta. Licari, dal suo ruolo di presidente della Commissione Politiche sociali, parla di fragilità enormi, di donne che subiscono violenza, di minori sottratti alle famiglie e di minori stranieri non accompagnati. Anche lei chiede di lavorare con l’assessorato competente e di rivedere il regolamento dei servizi sociali. Due commissioni, due richieste di presenza politica.

Sul caso panchine tolte in piazza Matteotti, alias Porta Mazara, la politica marsalese offre il suo spettacolo migliore. Passalacqua dice che togliere le panchine è un segnale di resa e che non si affronta il problema dal punto di vista culturale. Licari ricorda che il Pd cittadino ha chiesto il ripristino e che la critica non riguardava la riqualificazione, ma la tempistica. Prima il progetto, poi eventualmente le rimozioni. Entrambi, in modi diversi, mettono il dito nella stessa piaga: la comunicazione politica di questa amministrazione sembra arrivare sempre dopo le decisioni, mai prima

Licari definisce infelice l’uscita dell’assessora Anna Caliò durante la Festa dell’Unità, ma la liquida come uno scivolone. Più netta sulla nota della segreteria provinciale del Pd: se fosse stata segretaria provinciale non avrebbe parlato, perché non toccava a lei. Tradotto: ognuno a casa propria, ma intanto le panchine restano un tema su cui la maggioranza si divide con eleganza.

Passalacqua chiude con una frase che vale un editoriale: “Sarò il loro tallone d’Achille”. Si definisce in maggioranza perché eletto con la sindaca, ma responsabile in prima persona di chi governa. Critica il clima del Consiglio, tutti uno contro l’altro, e avverte: o ci si rilassa e si discute sui temi importanti, o per cinque anni non si capirà più niente e la città ne uscirà distrutta.

Licari, sul futuro, parla di periferie, trasporti e cultura. Vuole garantire mezzi pubblici e spostare le attività culturali fuori dal centro storico, coinvolgendo scuole e comunità delle contrade. Passalacqua, sul piano regionale, auspica che gli individualismi vengano messi da parte e guarda con favore a Pietro Bartolo. Due visioni, due sensibilità, ma un elemento comune: la sensazione che questa amministrazione debba ancora dimostrare di saper governare, non solo di essere stata eletta.

E qui la domanda sorge spontanea, come sempre quando la politica si fa con astuzia. Se due esponenti della maggioranza parlano come se fossero all’opposizione, chi sta davvero all’opposizione a Marsala? E soprattutto: la sindaca Patti ha intenzione di rispondere o continuerà a lasciare che siano i burocrati a governare la città? Il lettore ha il diritto di farsi qualche domanda. Noi, per ora, ci limitiamo a registrarle.

Alberto Di Paola

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