Marsala, il Movimento Popolare Siciliano sostiene la petizione sulla sicurezza
L’iniziativa di Lealtà Italiana per fronteggiare l’allarme sicurezza a Marsala ha trovato il supporto del Movimento Popolare Siciliano. “Servono fatti, non bastano le rassicurazioni”

La sicurezza a Marsala non è più solo un tema da campagna elettorale. È un’emergenza quotidiana che sta logorando la pazienza di anziani, donne e residenti delle contrade, sempre più soli di fronte a furti e microcriminalità. A dare voce a questo malcontento ci pensa il Movimento Popolare Siciliano, che per bocca del presidente Sebastiano Grasso e del segretario Antonino Muscarella esprime sostegno all’iniziativa del Movimento Lealtà Italiana per chiedere interventi urgenti a tutela della legalità.
Il quadro che emerge dai territori non ammette repliche. Le recenti dichiarazioni delle autorità confermano la presenza dello Stato, ma di fronte ai ripetuti episodi di violenza occorrono risposte concrete: più controlli, risorse adeguate e un presidio costante.
Il Movimento Popolare Siciliano non si limita agli appelli e avanza cinque richieste precise: riattivazione del controllo di vicinato, un patto per la sicurezza urbana tra sindaco e prefetto, un presidio straordinario settimanale delle forze dell’ordine anche con servizi interforze, la stabilizzazione dell’operazione Strade Sicure a Marsala e un piano straordinario per illuminazione pubblica e videosorveglianza nelle contrade. Sul tavolo anche l’ipotesi, ove necessario e nel rispetto della legge, del supporto dell’Esercito.
A fare da sponda c’è la petizione popolare promossa da Lealtà Italiana, primo firmatario di un’istanza d’urgenza indirizzata al Prefetto di Trapani, al sindaco, al questore, al comandante provinciale dei carabinieri e al presidente del consiglio comunale. Il documento porta le firme di Rosanna Genna, Angelo Rallo, Agostino Sata, Giuseppina Casano, Valentina Rodriquez, Giuseppa Barbera e Salvatore Martorana.
Le richieste sono in sintonia con quelle del Movimento Popolare Siciliano e aggiungono: la riorganizzazione della Polizia locale anche in orario notturno, un sistema di videosorveglianza con lettori di targa collegati alle centrali operative e un consiglio comunale aperto alla cittadinanza.
La situazione nelle contrade ha superato il limite della sopportazione. Dopo l’ondata di furti e azioni violente denunciata sui social, gli abitanti delle zone più colpite si sono organizzati in ronde spontanee, un segnale di sfiducia verso le istituzioni che la politica non può ignorare.
“La sicurezza e la legalità non hanno colore politico”, ripetono i promotori, parlando di una vertenza collettiva per il bene comune. Ma la realtà racconta altro: famiglie barricate in casa, commercianti esposti e un centro storico che dopo il tramonto si svuota. Non bastano le rassicurazioni. Marsala ha bisogno di una presenza visibile dello Stato e di un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni competenti. Il resto è retorica.
Alberto Di Paola
