Denunciate, l’omertà non ferma i ladri: vertice sulla sicurezza a Marsala
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito a Marsala per fare il punto su furti, risse e accoltellamenti. La Prefetta Lupo e il Procuratore Asaro hanno chiesto collaborazione ai cittadini: “Nessuna giustizia fai da te”.

La sicurezza a Marsala è stata al centro di un vertice istituzionale che ha riunito le massime autorità cittadine e provinciali. La prefetta di Trapani, Daniela Lupo, ha presieduto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in un momento di particolare tensione dopo una serie di episodi che hanno scosso la tranquillità della popolazione. Presenti il procuratore della Repubblica di Marsala, Fernando Asaro, la sindaca Andreana Patti, il vice sindaco Salvatore Vullo, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco e il comandante dei Vigili urbani Giuseppe D’Alessandro.
Alla presenza dei vertici provinciali delle Forze dell’ordine sono stati posti al centro del confronto, i fatti che nelle ultime settimane hanno alimentato preoccupazione: i ladri fermati nella zona di Strasatti, le vicende di via Salemi, la violenta rissa notturna in centro e l’accoltellamento di un trentenne in contrada Ciancio, rimasto gravemente ferito. Episodi diversi tra loro, ma accomunati dalla richiesta di maggiore controllo del territorio e dalle iniziative spontanee di cittadini che, stanchi di subire furti e aggressioni, si sono organizzati in ronde notturne.
La prefetta Lupo ha ribadito con fermezza la necessità di affidarsi alle istituzioni e di non oltrepassare i limiti della legalità. Il suo invito alla cittadinanza è stato chiaro: nessuna forma di giustizia impropria, nessuna iniziativa fai da te. Sulle ronde organizzate autonomamente ha precisato che servono regole precise, un regolamento e un comitato di riferimento, e che su questo fronte ci sarà un confronto. Il vertice ha puntato a individuare risposte istituzionali concrete, in un clima segnato dalla paura e dalla necessità di evitare che questa si trasformi in azioni fuori dalle regole.
Il procuratore Asaro ha richiamato l’attenzione su un dato preoccupante: la scarsa propensione a denunciare. Ha spiegato che la realtà marsalese è segnata da una forte omertà e che in Procura non arriva la fila di denunce attese. Le poche presentate, ha aggiunto, sono quasi sempre contro ignoti. Un’assenza di collaborazione che indebolisce le indagini e alimenta la sensazione di impunità. Asaro ha inoltre messo in guardia dai rischi delle ronde: con queste iniziative si possono commettere reati, come l’associazione a delinquere o l’interruzione di pubblico servizio, come già accaduto in via Salemi.

Il quadro che emerge è quello di una città alle prese con una escalation di microcriminalità che sta mettendo a dura prova anziani, donne e quanti vivono soli nelle contrade dell’entroterra. Risse continue tra centro e periferia, furti nelle abitazioni, tentativi di intrusione e aggressioni hanno spinto alcuni residenti a organizzarsi autonomamente. Ma le ronde non hanno competenza, ruoli, poteri né mezzi per fermare chi delinque, e rischiano di complicare il lavoro delle forze dell’ordine.
La questione sicurezza a Marsala non viene sottovalutata. È in fase di elaborazione un piano interforze che, per ovvie ragioni investigative, non è stato portato a conoscenza della stampa. Le autorità stanno lavorando per rafforzare il dispositivo e individuare risposte efficaci. Ma serve anche maggiore collaborazione da parte della popolazione: troppi episodi non vengono denunciati, e quando lo sono i responsabili restano ignoti. Se questa escalation deve essere fermata, la gente deve avere più fiducia nelle forze dell’ordine e meno paura nei confronti di chi le sta rendendo la vita difficile.
Alberto Di Paola
