Marsala, caldo da bollino rosso: percezione fino a 50°

Temperature da Allerta Rossa nel Trapanese, chiuse le riserve dello Zingaro e di Monte Cofano per rischio incendi. I medici raccomandano prudenza per anziani, bambini e soggetti fragili

Il termometro non mente quando la pelle suda eccessivamente, l’aria diventa rovente e l’umidità ostacola la respirazione… tutta colpa dell’anticiclone nordafricano che imperversa da mercoledì  sull’Italia. La nuova fase di caldo intenso ha fatto schizzare i Sicilia i termometri attorno a 45 gradi nella giornata di ieri.

Non sono da meno le previsioni per oggi e domani a Marsala e in provincia di Trapani dice si prevedono temperature oltre 40°C, umidità al 60% e vento di scirocco quasi assente. Queste particolari condizioni meteo fanno si che la temperatura percepita può arrivare a 47-49°C. Afa intensa, forte disagio e rischio di disidratazione, cali di pressione, crampi e colpo di calore. Meglio bere spesso, evitare il sole nelle ore centrali, ridurre gli sforzi, stare in ambienti freschi e controllare anziani, bambini e persone fragili.

A Marsala e in tutta la provincia di Trapani il caldo non è più solo un fastidio stagionale, ma sta diventando un pericolo concreto per la salute pubblica. Ieri, venerdì, in diverse località del Trapanese le colonnine di mercurio hanno superato abbondantemente i 40 gradi. Un dato già allarmante di per sé, ma che diventa devastante se si considera l’umidità. Tradotto in parole povere: la temperatura percepita ha sfiorati i 50 gradi. Una condizione che il corpo umano, specialmente se fragile, fa sempre più fatica a sopportare. E il peggio deve ancora arrivare. Le previsioni per oggi, sabato, e per domani, domenica, sono da bollettino di guerra. Il Ministero della Salute ha piazzato i bollini rossi su Catania, Messina e Palermo, ma nel Trapanese la situazione è considerata altrettanto critica, se non peggiore, a causa dell’afa che non concede tregua nemmeno all’alba, ma soprattutto dall’umidità. Le notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 25 gradi, impediscono al corpo di recuperare le energie, trasformando ogni respiro in un affanno.

La paura più grande, in questo scenario, è per i soggetti deboli. Gli anziani soli, i bambini piccoli e chi è affetto da patologie croniche rappresentano la fascia di popolazione più esposta. Le ordinanze dei sindaci scattano una dopo l’altra per tutelare la comunità, ma la vera arma di difesa resta il buonsenso della gente. Gli esperti ripetono come un mantra di evitare l’esposizione al sole tra le undici e le diciotto, di non sforzarsi con attività fisiche e di bere almeno due litri di acqua al giorno, rigorosamente senza zucchero. Uscire di casa in queste ore, se non per una reale emergenza, è un rischio che non vale la pena correre.

La morsa del caldo ha conseguenze che vanno oltre la salute individuale. La Protezione Civile ha diramato l’allarme per il rischio incendi, classificando la provincia di Trapani con pericolosità “alta”. Una decisione che ha portato alla chiusura forzata, per l’intera giornata di oggi, delle Riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano. Le aree verdi, solitamente un rifugio per turisti e visitatori, sono diventate delle polveriere pronte a incendiarsi al primo soffio di vento. Già ieri, le fiamme hanno divorato la vegetazione a Castelluzzo, a Scopello a Castellammare del Golfo, costringendo vigili del fuoco, forestali e protezione civile a un lavoro incessante per domare i roghi.

A lanciare l’allarme più forte è però il Codacons. Il segretario nazionale, Francesco Tanasi, ha chiesto ufficialmente al governo di dichiarare lo stato di emergenza per la Sicilia. Un appello che nasce dalla constatazione che l’isola non è attrezzata per fronteggiare ondate di calore di questa intensità. Tanasi sollecita un coordinamento tra servizi sanitari, medici di famiglia e pronto soccorso, ma anche una tutela concreta per i lavoratori che sono costretti a restare all’aperto.

Un pensiero che aveva già espresso il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha invitato i datori di lavoro a rispettare l’ordinanza che vieta le attività nelle ore più calde. “Non si può mettere a rischio una persona che lavora”, ha detto Schifani, in un appello che però rischia di restare inascoltato di fronte alla necessità di portare avanti i cantieri e i raccolti.

Le riserve idriche, intanto, continuano a diminuire in modo preoccupante, un segnale che il caldo estremo sta prosciugando anche le ultime risorse della terra. Mentre gli esperti annunciano un nuovo picco di temperature per i prossimi giorni, l’unica certezza è che questo weekend sarà uno dei più difficili da affrontare. A Marsala e dintorni, l’invito è alla prudenza assoluta. Meglio restare al chiuso, abbassare le tapparelle e aspettare che questo inferno di caldo passi.

Alberto Di Paola

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