Scuola di F-35 a Birgi, il Circolo Berlinguer dice no alla militarizzazione dello Stagnone

Il Circolo Enrico Berlinguer di Marsala interviene sul progetto del polo F-35 a Birgi e richiama gli articoli 9, 11 e 32 della Costituzione per difendere la Riserva dello Stagnone.

Il Circolo Enrico Berlinguer di Marsala esprime forte preoccupazione per quanto emerso sulla stampa locale riguardo all’allarme ambientale registrato nelle basi militari statunitensi, a cominciare dalla Luke Air Force Base in Arizona. Le denunce parlamentari americane sulla contaminazione da PFAS, sostanze chimiche persistenti e tossiche legate all’uso di schiume antincendio e alle attività addestrative dell’aeronautica, mettono in luce i costi umani e ambientali della militarizzazione pesante dei territori. Un tema che il Circolo lega direttamente al progetto del polo F-35 a Birgi.

A oggi non si segnalano criticità analoghe nella base trapanese. Il caso dell’Arizona, però, rappresenta un monito e un precedente storico difficilmente contestabile. Secondo il Circolo, la servitù militare, la mancanza di trasparenza e la priorità accordata alle logiche di riarmo producono nel tempo danni irreparabili alla salute pubblica e all’ambiente.

Di fronte alla prospettiva di trasformare la base di Trapani in un polo di addestramento NATO per i caccia F-35, velivoli strettamente connessi proprio ai programmi addestrativi della Luke AFB, il Circolo ribadisce che la tutela del territorio non è un’opzione ma un dovere costituzionale. Il riferimento è all’articolo 9, che affida alla Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

Per il Circolo, l’insediamento di infrastrutture impattanti a ridosso della Riserva Naturale dello Stagnone contraddice le parole e i valori della Costituzione. Il richiamo è poi all’articolo 32, che definisce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività: la prevenzione dell’inquinamento idrico e del suolo da sostanze tossiche deve prevalere su qualsiasi esigenza bellica. E all’articolo 11, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Il Circolo ricorda anche i precedenti italiani. Dai poligoni sardi di Salto di Quirra e Capo Teulada, segnati da complessi contenziosi giudiziari sul disastro ambientale e sulle ricadute sanitarie per le popolazioni limitrofe, fino alle criticità storiche registrate attorno alle basi strategiche della Penisola, la militarizzazione non controllata ha compromesso risorse idriche, agricoltura ed ecosistemi.

Il Circolo Enrico Berlinguer annuncia di proseguire il proprio lavoro di contro-informazione per scuotere le coscienze dei cittadini davanti a una scelta di fondo per la Sicilia occidentale: mantenere questa terra come polo ecologico, culturale e turistico, custode della biodiversità dello Stagnone, oppure rassegnarsi a vederla convertita in una piattaforma militare nel Mediterraneo. Da qui l’invito a cittadine, cittadini e forze sociali del territorio a informarsi e partecipare alle prossime mobilitazioni per chiedere trasparenza totale, monitoraggi ambientali preventivi e lo stop immediato all’ampliamento militare dello scalo trapanese.

Alberto Di Paola

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