Marsala, cento giorni di Patti: il cambiamento è reale o un’illusione?
La sindaca Andreana Patti ha tracciato un bilancio dei primi cento giorni di Amministrazione tra risultati rivendicati e altri da realizzare Grillo rivendica il lavoro avviato. Intanto la città si interroga su metodo e priorità con cui si dovrebbe concretizzare il “cambiamento”

A cento giorni dall’insediamento, la sindaca Andreana Patti ha convocato la stampa per tracciare un bilancio della sua amministrazione. “Abbiamo trovato una città abbandonata, dove l’ordinario era diventato emergenza”, ha dichiarato. Una frase che suona come un’accusa all’ex sindaco Massimo Grillo, il quale non ha tardato a replicare, rivendicando di aver lasciato una città cambiata, con opere pubbliche avviate e una crescita del turismo. Ma i cittadini si chiedono: a chi si deve realmente il cambiamento, di cui parlano? A Grillo, che ha spianato la strada, o a Patti, che sta cercando di dare gli ultimi aggiustamenti? Le due versioni si scontrano, e il dubbio resta mentre sui social i cittadini continuano a lamentarsi.
Non tutti, però, concordano con la rappresentazione di una città abbandonata. C’è chi, pur avendo votato e sostenuto la sindaca, non si riconosce in questa narrazione. Marsala aveva molti problemi, diverse opere in cantiere erano magari ritenute inutili ma davano lavoro, vi fu un parziale e cattivo impiego di risorse pubbliche ma l’economia girava. Ma accanto a questo, c’erano anche opere positive, come Piazza Unità d’Italia e il rifacimento di Piazza Mameli, il watetfront, il campus in viale Regione Siciliana. In cento giorni è impossibile risolvere tutto, e la fiducia in un positivo quinquennio amministrativo resta.
Sul fronte finanziario la Sindaca rivendica risparmi per oltre 1,4 milioni di euro, con l’obiettivo di aggiungerne altri due. Annuncia il recupero di 256 mila euro dalle ditte responsabili dei lavori stradali. Poi la Patti respinge le polemiche sull’aumento delle indennità, sostenendo che la delibera abbia solo definito contabilmente compensi già applicati. E qui sorge un dubbio perchè l’indennità della sindaca, scrive l’ex candidato a sindaco Leonardo Curatolo, è passata dai 4.500 euro mensili agli attuali 6.227. Una differenza di 1.727 euro al mese che, proiettata sui cinque anni di mandato, genera un incremento totale di 103.620 euro.

La responsabilità dell’aumento della TARI non è addebitabile unicamente alla vecchia amministrazione perché vi era il tempo per fare valere la decontribuzione vantata dalle imprese del settore al fine di contenere l’aumento. Lo aveva detto in aula la consigliera e segretaria del PD Linda Licari, già a giugno, ed è stato ribadito anche dal consigliere Carini con carte alla mano. Il condigliere Enzo Sturiano aveva convocato l’assessore Daniele Nuccio in commissione. Nuccio, che non ha accolto l’invito (previsto per regolamento comunale), sarebbe auspicabile che spiegasse la sua posizione, magari in un Consiglio Comunxale aperto. La città pretende maggiore rispetto delle regole democratiche. Gli amministratori sono al servizio dei cittadini, non pensino che sia il contrario.
La città, intanto, si divide fra chi sostiene che presto per giudicare e chi si aspettava subito quanto promesso in campagna elettorale. Basta scorrere i social per vedere illustrata una Marsala diversa da quella raccontata dai pubblici amministratori. Tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene realizzato c’è un mare di disaccordo e polemiche. I quartieri chiedono sicurezza, ma nonostante l’aumento degli agenti di Polizia municipale da 37 a 54, la presenza sul territorio resta episodica. I nuovi assunti sembrano avere una particolare predisposizione per le multe. E queste sono aumentate notevolmente in un centro storico e aree balneari sprovviste di parcheggi. Sul fronte del decoro urbano e pulizia vi sono Migliaia di post. La Sindaca ha parlato di microdiscariche mappate: sono 226 ma serve ancora un regolamento comunale per utilizzare telecamere e droni. Il trasporto pubblico è in ritardo: mancano collegamenti pomeridiani e un raccordo tra periferie e centro. La coalizione che sostiene Patti appare unita ma non compatta. E i malumori interni non aiutano a dipingere un quadro di stabilità idilliaco.
Grillo, dal canto suo, rivendica il lavoro svolto: dalla videosorveglianza al partenariato pubblico-privato per l’illuminazione, dalla gara europea per il trasporto pubblico locale al patrimonio di opere progettate e finanziate con il Pnrr. “Non chiedo che vengano riconosciuti meriti a me”, afferma, “ma che venga portato avanti con determinazione ciò che è stato avviato”. E qui emerge un nodo cruciale: a Marsala, il passaggio da un sindaco all’altro segna quasi sempre un distacco netto, una discontinuità.
Eclatante è stato il passaggio dall’Adamo a Di Girolamo, non si sa come ma andarono persi 50 milioni di euro per un porto che avrebbe potuto portare tanto benessere. La storia insegna, ma sembra che nessuno voglia imparare. È troppo presto per trovare soluzioni, ma nello spirito della trasparenza sarebbe auspicabile che la sindaca e i suoi assessori rendessero di pubblico dominio certe notizie, come il futuro delle opere del Pnrr cantierate dall’amministrazione precedente. Opere pubbliche, discutibili o meno, rappresentano una grande opportunità.
Sul fronte del turismo, “Marsala Città Turistica” resta un appellativo. Lo Stagnone è il biglietto da visita più potente, e l’imminente riconoscimento UNESCO potrebbe trasformare le prospettive economiche dell’area. Ma la tutela dell’ecosistema non è negoziabile. La Riserva è gestita dal Libero Consorzio di Trapani, non dal Comune. Patti deve costruire un accordo stabile con istituzioni, enti e operatori. Servono regole chiare e un turismo distribuito durante l’anno. Il riconoscimento UNESCO è una grande occasione, ma senza governance rischia di restare una medaglia senza sostanza.
Infine, i giovani e il lavoro. Marsala continua a perdere talenti, costretti a cercare fortuna altrove. Quali misure concrete sono state avviate per offrire loro un motivo per restare? Dopo cento giorni, il giudizio più equilibrato è che Patti abbia iniziato a costruire gli strumenti per governare, ma non abbia ancora dimostrato pienamente quale città voglia realizzare. È fondamentale trovare nuove risorse, ma è auspicabile che non siano i cittadini a doverli sborsare con nuovi tributi, balzelli e multe. I cittadini attendono risposte, non promesse. E il tempo, si sa, è un giudice severo, soprattutto per chi indossa la fascia tricolore.
Da giornalista non giudico, e non me ne voglia la sindaca Patti e il suo entourage se ho mostrato anche l’altra faccia della medaglia. Si sa, la critica è sempre costruttiva, almeno nelle intenzioni di chi la formula. Lasciamo a voi lettori, invece, il difficile compito di stabilire chi ha ragione e chi ha torto, chi ha fatto scelte oculate e chi invece ha sbagliato tutto. Soltanto cento giorni sono pochi per giudicare, questo è certo. Ma che il vento sia cambiato, è ancora vedere.
Alberto Di Paola
