Aeroporto, garantiti i livelli di occupazione ma a fronte di quale carico di lavoro?

Garantita l’occupazione ai dipendenti del Trapani Birgi ma nessuna nuova sul futuro dello scalo trapanese. Pur comprendendo la necessità di “garantire” il posto di lavoro a chi lo ha avuto, viene lecito chiedersi di cosa si occuperanno i dipendenti visto che è evidente che il flusso dei viaggiatori si è notevolmente ridotto nel corso degli ultimi 2 anni e forse anche per altrettanti a venire. L’Airgest fa sapere di un tavolo tecnico per l’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro delle risorse e forse lo spiegheranno meglio nel prossimo comunicato stampa.

Pessimismo a parte ci si aspettava da Airgest, dai sindacati, dal coordinamento dei Sindaci, dalle organizzazioni di categoria, dai deputati eletti in questo territorio, dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Turano, al Presidente della Regione Musumeci…. notizie più incoraggianti circa le sorti dello scalo. Invece tutto continua a tacere mentre la programmazione delle tratte aeree è compromessa per l’inverno e l’estate prossima. Se non si corre ai ripari pure nel 2020 il Trapani Birgi rischia di rimanere a secco di voli. Praticamente una scatola vuota, dipendenti, preparati nell’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro delle risorse,  a parte ed aumento dei debiti dovuti ai costi di gestione della struttura. Ma questa è un’altra storia che non sembra importare a nessuno, la storia della Sicilia è colma di “occasioni mancate” e di “stipendifici pubblici”.

La notizia diffusa oggi da Airgest lascia intendere, comunque, che si continua a sperare in un immediata ripresa dello scalo trapanese, anche perchè non si spiegherebbe altrimenti il gran da fare che si sono dati per mantenere le poltrone in aeroporto. In qualsiasi altra società l’imprenditore, i questo caso Musumeci che rappresenta la Regione (l’Ente che mette il denaro per coprire i debiti), non avrebbe fatto trascorrere 2 anni a vuoto. Avrebbe mandato a casa già da tempo coloro che sono stati delegati alla gestione della struttura. Avrebbe chiuso tutti quei servizi che oggi sono superflui per ridurre i danni della “fallimentare”gestione (ovviamente in perdita per la diminuzione dei voli). Avrebbe già individuato le persone giuste, magari fuori dai ranghi della politica, a cui affidare il rilancio dello scalo in tempo breve. Avrebbe programmato un tempo limitato per riportare lo scalo in attivo sia come transiti di viaggiatori sia come costi di gestione. Di tutto ciò non è stato fatto nulla. Anzi si continuano ad ipotizzare nuovi scenari mentre la situazione dell’aeroporto precipita

L’unico dato incoraggiante, almeno per i dipendenti, è il mantenimento dei livelli occupazionali all’aeroporto Trapani Birgi per tutto il 2019. Lo ha comunicato l’ufficio stampa di Airgest a seguito di un incontro tenutosi al Vincenzo Florio alla presenza dei sindacati. E hanno pure esultato per il “traguardo” raggiunto. Evidentemente in questa terra ci si accontenta di poco, quasi di nulla; proprio come nel vecchio proverbio locale: “ogni ficateddu di musca è sustanza”… (praticamente l’importanza che può avere pure il “fegato di una mosca” quando non c’è altro di meglio).

Ed’è proprio il caso di dirlo che chi abita in questo versante della Sicilia sta dimostrando di averne davvero tanto di “fegato” nell’assistere al disfacelo dell’Aeroporto, del Porto, dell’Agricoltura, dell’Edilizia, del Terziario, della Sanità Pubblica, dei servizi, ecc.

Alberto Di Paola

 

Il comunicato stampa ufficiale

Airgest: incontro dirigenza sindacati. Garantiti per il 2019 i livelli occupazionali

Ormai alle spalle i contratti di solidarietà, si procede con un tavolo tecnico, per l’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro delle risorse

Si è svolto all’aeroporto Vincenzo Florio un incontro tra il presidente della società di gestione Airgest, Paolo Angius, e le rappresentanze sindacali dei lavoratori dello scalo di Trapani Birgi.

Presenti per la struttura la responsabile d’amministrazione del personale, Giusi Di Vita, i consulenti del lavoro Rosario Alescio ed Elisa Salonia, la responsabile dei servizi Handling Caterina Curatolo, per Ugl, il segretario regionale Domenico De Cosimo, il segretario provinciale Paolo Sammaritano ed Emanuele Grupposo, rsa; per la Filt CGIL, il segretario provinciale Francesco Tranchida e la rsa Clara Di Benedetto; per Uil Trasporti il segretario generale Giuseppe Tumbarello e Giovanni Angileri, rsa; per Fit Cisl il segretario generale del presidio di Trapani Rosanna GrimaudoManlio Viscardi responsabile regionale dell’area contrattazioni e Diego Daidone rsa.

Dopo aver fatto il punto sulla situazione attuale dell’aeroporto, tra cui le questioni in sospeso della nomina del nuovo direttore, della valutazione dell’ipotesi di fusione con l’aeroporto di Palermo e delle possibili nuove rotte già dalla stagione invernale in atto e dalla prossima estiva, il presidente di Airgest, Paolo Angius, ha lasciato la parola alla responsabile Giusi Di Vita che ha parlato dell’anno 2018 di Airgest, caratterizzato dallo stato di crisi, con l’accordo di contratto di solidarietà, firmato a novembre del 2017 e revocato il 31 agosto del 2018.

«Per l’anno 2019 saranno garantiti i livelli di occupazione – ha affermato la responsabile dell’amministrazione del personale Giusi Di Vita – ed è stato deciso, con le organizzazioni sindacali, l’insediamento di un tavolo tecnico per individuare una migliore organizzazione di lavoro delle risorse, in funzione della operatività dello scalo».

L’ufficio stampa di Airgest
Milvia Averna

 

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