Marsala aspetta il nuovo Presidente del Consiglio Comunale
Toto Presidente in corso a Marsala. Andreana Patti dovrà decidere se premiare il più votato (Licari), la lista più forte (Maniscalco), un profilo civico (Di Pietra) o un equilibrio territoriale (Milazzo, Gandolfo, Passalacqua).

Foto realizzata da www.marsalalive.it
Insediata la nuova sindaca si attende adesso la proclamazione dei “nuovi” inquilini di Palazzo VII Aprile. Salvo colpi di scena 15 compongono la maggioranza, 9 siederanno all’opposizione. Se i nomi dei 24 consiglieri si conosco da tempo non è cosí facile prevedere le figure di Presidente e Vice Presidente del Consiglio Comunale, insomma, è la prima grande scelta politica della nuova fase.
“Da che mondo a mondo ha sempre governato chi vince”. A Marsala, dopo il primo turno che ha consegnato la sindacatura ad Andreana Patti, la più prestigiosa poltrona di Palazzo VII Aprile non potrà che andare ad un consigliere della sua coalizione. Questo è il primo banco di prova della nuova maggioranza non sarà la giunta, bensì la presidenza del Consiglio comunale, o quantomeno riuscire a mantenere il giusto equilibrio politico. Una carica di secondo piano solo per chi ignora il peso istituzionale. Il Presidente è la seconda carica della città e percepisce un’indennità pari a quella di un assessore. Qui si gioca l’equilibrio della coalizione.
I nomi dei papabili si rincorrono già tra liste, preferenze e calcoli di probabilità. Partiamo dai dati. Nella maggioranza, la più votata è Maria Linda Licari (970 preferenze, Pd), ma è indicata come possibile assessora: se accettasse deve rinunciare al Consiglio Comunale e alla Segreteria del PD. Al contrario se non accettasse l’assessorato potrebbe essere il presidente più quotato, una candidatura fortissima, con il valore simbolico della doppia guida femminile.
Poi c’è Giovanni Maniscalco (716 voti), primo di Si Muove la città, la lista più numerosa con cinque seggi: il suo nome pesa perché rappresenta il gruppo che ha trainato la vittoria. E ancora Gabriele Di Pietra (841 preferenze, Compatti per Marsala), profilo civico di buon consenso, e Eleonora Milazzo (721, Progettiamo Marsala), altra opzione femminile. Chiudono il cerchio Michele Gandolfo e Rino Passalacqua, i due di Marsala Civica – Sud chiama Nord, possibili pedine di un accordo complessivo. Tutti in attesa di capire chi finirà in giunta e chi resterà in aula: ogni scelta della sindaca produrrà uno scorrimento o una rinuncia.
Fin qui la logica interna. Ma c’è anche un’ipotesi di apertura all’opposizione, che in molti sussurrano ma che appare molto improbabile. Perché tra i due schieramenti e i rispettivi entourage la ruggine è tanta. La piaga del risultato mancato brucia ancora forte: gli attacchi duri ricevuti durante la campagna elettorale non sono stati dimenticati, e i vincitori, presi di mira con toni pesanti, non sembrano affatto propensi a seppellire l’ascia di guerra. Difficile quindi che la presidenza vada a un volto dell’opposizione, per quanto qualificato.
I nomi che circolano: Massimo Grillo, sindaco uscente arrivato secondo, e Gaspare Di Girolamo, candidato più votato in assoluto con 1.866 preferenze nell’Udc, restano suggestioni più che concrete opzioni. Ma in un clima ancora incandescente, affidare ad uno dei due la presidenza sarebbe un atto di coraggio che nessuno nella maggioranza sembra pronto a compiere.
E poi c’è Vincenzo Sturiano, 1.092 preferenze in Forza Italia, ex presidente del Consiglio e uomo di grande esperienza. Il suo nome, però, appare oggi fuori dalla partita: era schierato con Giulia Adamo, terza classificata, e la nuova maggioranza non ha alcuna intenzione di premiare chi ha combattuto dall’altra parte.
In sintesi, il quadro è chiaro: la poltrona sarà espressione della coalizione vincente. La partita vera è tutta interna: Licari, Maniscalco, Di Pietra, Milazzo, Gandolfo e Passalacqua si giocano il ruolo in base a equilibri di lista, preferenze e scelte sulla giunta. Un gioco di incastri delicato, dove ogni assessorato assegnato esclude un nome e ne promuove un altro.
Quel che è certo è che la compagine in Sala delle Lapidi sarà vivace, con un’opposizione di veterani della politica: Grillo, Di Girolamo, Ferrantelli, Fernandez, Sturiano e altri. Consiglieri navigati, che hanno esperienza e consenso. Servirà quindi un presidente capace di tenere insieme il confronto senza farsi travolgere dalle polemiche.
La prima mossa della sindaca dirà molto sul suo metodo: se sarà il tempo della generosità o quello della memoria. Tutt’al più, la vicepresidenza potrebbe andare a un esponente dell’opposizione come gesto di apertura, un segnale distensivo verso la soluzione dei grandi problemi irrisolti.
Marsala, intanto, aspetta con impazienza la proclamazione dei consiglieri, l’elezione della presidenza del Consiglio comunale e la designazione degli altri quattro assessori della giunta municipale. Perché una città si racconta anche attraverso chi amministra e i ruoli ricoperti nella pubblica amministrazione. Solo se il sindaco è circondato da una buona squadra, i risultati non tarderanno ad arrivare.
Alberto Di Paola
