Trapani: costringeva il figlio a compiere atti criminali, arrestato dalla Polizia

polizia-trapaniNella giornata di giovedì 16 aprile la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di un trapanese quarandacinquenne, in ordine ai reati di violenza o minaccia per costringere qualcuno a commettere un reato, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, aggravati dalla circostanza di essere stati commessi in danno del proprio figlio minorenne.

Nello specifico, nel primo pomeriggio di giovedì gli agenti della Squadra Volante, in seguito ad una segnalazione giunta sulla linea di emergenza 113, si recavano prontamente in una delle vie principali del centro storico trapanese, ove constatavano la presenza di un minore che appariva in uno stato di shock emotivo, oltre a manifestare evidenti segni di percosse sul viso e sugli indumenti.

Pertanto, i poliziotti, intuito che il bambino fosse stato da pochissimo vittima di un’aggressione, dopo avere prestato le prime cure del caso, con grande professionalità tranquillizzavano lo stesso mettendolo nelle condizioni di raccontare, alla presenza di un familiare, quanto accaduto.

Dal racconto della vittima emergeva che l’autore delle violenze altri non era che il proprio padre, non nuovo ad episodi di maltrattamenti in famiglia, tanto da essere stato già ammonito dal Questore di Trapani ai sensi dell’art. 3 della Legge 119 del 2013, meglio nota come legge contro la violenza di genere e domestica.

Appreso quanto sopra, grazie al coordinamento della Centrale Operativa, un altro equipaggio della Volante si metteva immediatamente alla ricerca dell’uomo, che veniva rintracciato poco dopo non lontano dai pressi dell’abitazione domestica della moglie e del figlio, col chiaro intento di voler perseverare nella condotta criminosa, mentre al minore, accompagnato presso il locale Pronto Soccorso, veniva riscontrata dai medici una valida contusione all’emivolto destro con una prognosi di 20 giorni.

Dagli accertamenti condotti dagli agenti di polizia emergeva che l’uomo all’uscita da scuola aveva avvicinato il proprio figlio costringendolo a recapitare alla madre, nonché sua ex moglie, delle lettere, tutte debitamente sequestrate, contenenti minacce di morte dirette a quest’ultima e, al rifiuto del bambino, non aveva esitato a colpirlo con violenza al viso dopo averlo afferrato con forza per la maglietta.

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