Ospedale di Marsala, per cena una blatta tra gli spinaci al Reparto di Pediatria

Una blatta, alias uno scarafaggio, è stato trovato ieri sera nella cena servita al Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Paolo Borsellino di Marsala. La “sconvolgente” scoperta è stata fatta, purtroppo a metà cena, dalla mamma di uno dei pazienti ricoverati al sesto piano del nosocomio marsalese.

La donna ha subito chiamato l’attenzione del personale e della dottoressa in servizio, mostrando la macabra scoperta nel pasto in parte consumato, consegnatole dall’inserviente della struttura ospedaliera. Dell’accaduto, e delle fotografie al corredo che vedete pubblicate, siamo stati informati subito dopo dalla stessa donna  e abbiamo informato, attraverso una nostra collaboratrice,  il Commissario dell’Asp di Trapani Giovanni Bavetta il quale nel rassicurarci del suo immediato intervento, ci invitava ad aspettare la mattinata di oggi – prima di scrivere l’articolo –  per avere ulteriori chiarimenti. Cosa che è stata fatta da parte nostra, ma di chiarimenti la nostra testata non ne ha ricevuti.

Intorno alle 11:00 la nostra troupe giornalistica si è recata in ospedale per quei chiarimenti promessi la sera prima, tra l’altro ci era stato preannunciata una ispezione guidata dal dottore Bavetta in persona. Qui, come spesso accade in casi analoghi, ci siamo scontrati con il muro di gomma della burocrazia sanitaria.

Il primario del reparto non ha trovato un paio di minuti per riceverci e, attraverso un infermiere, ci ha mandati dal Direttore Sanitario per le autorizzazioni del caso. Qui veniamo ricevuti con cordialità, ma ci viene subito detto che non possono rilasciare alcuna dichiarazione se non attraverso il loro ufficio stampa. Il direttore sanitario ha detto che stava stilando una relazione tecnica e che avrebbe trasmesso il tutto a Trapani. Ci conferma, comunque, che un altro caso simile si è verificato la settimana scorsa sempre all’Ospedale di Marsala (il post era finito su facebook, ma giornalisticamente avevamo pensato che si trattasse di una fake news).

Del breve infruttuoso incontro ci sorprende il clima tranquillo, molto disteso del colloquio, come se non fosse accaduto nulla di grave. Tutto ciò ci  ha lasciati perplessi, fino al punto di chiedergli se fosse normale quanto è accaduto e che la vicenda di ripete nell’arco di una settimana. Cambia il tono, il direttore Sanitario, e ci invita: “a non mettergli in bocca parole che non ha pronunciato”. In quel momento abbiamo capito che non serviva continuare la discussione, lo invitiamo a telefonare al dottore Bavetta, magari era già in ospedale per l’ispezione. Dall’altra parte del cavo la segreteria telefonica a cui, il Direttore Sanitario dell’Ospedale di Marsala, lascia il messaggio della nostra inaspettata visita. Chiusa la chiamata ci rassicura dicendo che ci avrebbe chiamato non appena avesse sentito il Commissario, ma stranamente non ci chiede un recapito telefonico.

Chissà, forse il vero problema al Paolo Borsellino di Marsala, non erano le blatte finite nel cibo dell’ospedale ma la nostra “ingombrante” presenza. Con questo interrogativo abbiamo lasciato la Direzione Sanitaria e chiamato l’ufficio stampa dell’Asp per avere la fatidica dichiarazione di Bavetta. Il collega non aveva ancora ricevuto alcuna nota dal manager e ci informa che avrebbe personalmente approfondito l’accaduto. Dopo una mezzoretta ci invia, infatti, una precisazione: “Il commissario dell’ASP questa mattina ha inviato i medici del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione, sia al reparto per verificare quanto accaduto, che all’azienda che fornisce i pasti”.

 Dopo un’ora, intorno alle 13:00 ci giunge la nota ufficiale: “Il commissario dell’ASP Giovanni Bavetta questa mattina ha inviato  i medici del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione, a supporto del direttore del presidio ospedaliero di Marsala Francesco Milazzo, che sta conducendo un indagine interna sulla vicenda sentendo tutti gli attori, compreso il titolare della azienda che fornisce i pasti. Successivamente questi inoltrerà dettagliata relazione al Commissario che adotterà eventuali provvedimenti. L’Asp ha anche inviato suoi rappresentanti del servizio tecnico alla sede dell’azienda, per verificare se vi sia un focolaio nelle strutture o nella catena di produzione o invece sia solo un singolo caso presente nelle verdure e non eliminato durante il lavaggio prima del confezionamento”.

Missione compiuta, la notizia è pubblica e chi di competenza ha il dovere di intervenire per evitare che episodi del genere possano ancora verificarsi.

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