Marsala, si ritorna a parlare del Museo del Vino

Si ritorna a parlare del Museo del Vino. Non è una novità nella città simbolo dell’enologia fino al punto di condividerne il nome, Marsala, con il suo pregiato nettare. La scorsa settimana l’idea era stata rilanciata da un giovane imprenditore, Francesco Alagna, che intende trasformare l’antica area del Baglio Woodhouse in un polo didattico interamente dedicato alla storia e alla produzione del vino Marsala, protagonista indiscusso del glorioso passato della costa occidentale della Sicilia e vino icona dell’enologia isola. Ora è il sindaco Di Girolamo a riscoprirsi “mecenate” del vino e propone un Museo a tema coinvolgendo il pubblico, le aziende e la cittadinanza. Per la parte economica è stata coinvolta la Regione Siciliana e puntando sul clima elettorale dei giorni scorsi ha trovato subito i dovuti consensi. Del resto qualche milione di euro quando sono state promesse cattedrali nel deserto sono bazzecole. La compagnia di Matteo Renzi in Sicilia aveva promesso di tutto fra cui ul ponte sullo Stretto e il completamento della rete autostradale della Sicilia. Ma questo fa parte del passato.

“Nel riconoscere la valenza dell’iniziativa, correlata alle evidenti e positive ricadute
turistiche, ho dato incarico al servizio turistico regionale di Trapani di avviare le attività propedeutiche per la realizzazione del progetto che costituisce una concreta occasione di promozione, non soltanto di un prodotto di eccellenza riconosciuto nel mondo e del territorio che lo esprime, ma anche dell’intera Sicilia”. È quanto afferma l’assessore
regionale al turismo Anthony Barbagallo nel dare la sua ufficiale approvazione ad avviare l’iter che porterà alla nascita del “Museo del Marsala”. La cabina di regia è stata affidata alla dirigente regionale Daniela Segreto (responsabile del Servizio turistico regionale dell’ex provincia) e coinvolge, oltre all’Amministrazione comunale, anche l’Istituto
regionale Vite Vino. L’accelerazione al progetto da parte dell’assessore Barbagallo, ha comportato l’insediamento del “tavolo comune istituzionale” cui hanno partecipato – con
la dirigente Segreto – il sindaco Di Girolamo e il dr. Marcello Giacome, commissario straordinario dell’Irvo. L’incontro, che si é tenuto a Trapani, ha certificato l’avvio delle
strategie e delle procedure relative alla realizzazione dell’esposizione nel prestigioso Palazzo Fici (attualmente ospita l’Enoteca comunale), già individuato nel 2008 dalla
Regione Siciliana quale sede del “Museo del Vino”.

Qui, si intende realizzare – si legge in un comunicato stampa diffuso dall’Ufficio Stampa del Comune di Marsala – un percorso virtuoso che vedrà il coinvolgimento dei produttori dell’intera filiera, nonché la stessa cittadinanza che sarà chiamata a dare un contributo di idee in alcune fasi del progetto, quale espressione della civiltà contadina e della tradizione enologica siciliana. Quella
del vino Marsala, infatti, può essere considerata tra le grandi storie della Sicilia agricola e imprenditoriale, primo esempio di industrializzazione dell’azienda vinicola in Italia avendo avuto come precursori, capitani d’impresa del calibro di Woodhouse, Ingham, Florio. Da secoli il vino, oggettivamente, merita un doveroso rilancio su diversi fronti. Anche in termini narrativi, funzione che può assolvere un museo, al fine di farne un punto qualificante dell’offerta enoturistica e culturale regionale. Sarà anche l’occasione per far sì che si possa trasmettere alle nuove generazioni – coinvolgendole nello sviluppo del progetto – una testimonianza di lavoro, impegno e successo, a partire dalla conoscenza e dalle risorse del proprio territorio.

Tanti e buoni i propositi, c’è da auspicare che vi sia una forte volontà politica a sostenere la nascita del Museo del Vino a Marsala. Sarebbe una novità, recentemente è scomparso il Consorzio per la tutela e la valorizzazione del vino Marsala e nessuno si e preso la briga di scrivere qualche riga in sua difesa. Ad onor del vero sono intervenuti solo i senatori D’Alí del Polo delle Libertà e Lumia del PD. Nessuno dei due è marsalese, ma entrambi hanno capitole la gravità dei fatti e sono intervenuti pubblicamente. Ancora una volta la miopia di chi amministra ė proverbiale.

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