Il “fallimento” del progetto Marina di Marsala è il silenzio della politica

Porto, revocata la concessione demaniale alla MYR srl naufraga il progetto Marina di Marsala, mentre la città perde una grossa opportunità la politica tace. Un gruppo di attivisti pone inquietanti interrogativi. Chissà se qualcuno si degnerà di dare le risposte!

 

La revoco della concessione demaniale non è cosa recente, risale infatti allo scorso 19 marzo scorso, il silenzio attorno alla vicenda è ingiustificabile. Il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali e persino i deputati regionali tacciono; sono completamente  assenti, mentre la più importante infrastruttura della città affonda miseramente tra l’indifferenza generale. La diatriba pubblico o privato che aveva animato il dibattito politico durante la sindacatura Adamo, finisce nel peggiore dei modi,  con un clamoroso nulla di fatto. Un “fallimento” totale.

Questa testata lo aveva previsto in tempi non sospetti che questo porto non sarebbe risorto, rischiando un “linciaggio” da chi pensava che una modesta srl potesse ricevere a fondo perduto, o quasi, fondi pubblici per diverse decine di milioni di euro per finanziare un porto turistico privato. Si privato a tutti gli effetti visto che la gestione veniva affidata in toto alla MYR per 30 lunghi anni.

Anche in quella occasione, come recentemente avvenuto per sollecitare l’apertura di un pronto soccorso a Marsala (dopo la chiusura di quello esistente), la nostra testata giornalistica ed il suo direttore responsabile si sono fatti decine di nemici tra politici che volevano cavalcare l’onda, tra chi – buono per loro – cercava di speculare sul porto, sulle are urbane circostanti, e chi si illudeva di poter mettere le mani sulle briciole (un parente da sistemare, un servizio da gestire, un capannone nuovo al posto di una catapecchia demaniale, un appalto, una concessione in deroga, qualche pacchetto di voti che non guasta mai “bevanda” e…).

Quanti sogni infranti?

Il Marina di Marsala non s’ha da fare, la notizia è ufficiale da quasi un mese, ma resta inspiegabile il silenzio della classe politica, dei vertici istituzionali. Pur comprendendo l’emergenza coronavirus in atto il loro silenzio mette quasi paura, sembra, ancora una volta, la dimostrazione che a nessuno interessi realmente lo sviluppo economico e sociale di Marsala. E pensare che a Marsala si è da tempo in clima elettorale, anche se si voterà in una data compresa fra ottobre e dicembre, Covid-19 permettente.

Preoccupati quanto noi oggi abbiamo ricevuto una lettera da parte di un gruppo di attivisti che sollecitano sindaco, assessori e consiglieri comunali ad intervenire tempestivamente per non decretare la fine del porto di Marsala. Per la rubrica  Riceviamo & Pubblichiamo abbiamo deciso di pubblicare integralmente la lettera con cui si cerca di fare breccia sulla coscienza di amministra e rappresenta il territorio.

QUESTA LA LETTERA:

Riteniamo a dir poco ambiguo il silenzio che è seguito alla notizia della revoca delle concessioni alla “MYR” da parte della Regione Sicilia, una volta appurata la evidente inadempienza della società che avrebbe dovuto realizzare i lavori del tanto agognato porto di Marsala. Non un documento politico, una comunicazione pubblica, un’informativa alla Città, perché?

Riteniamo opportuno quindi rompere il silenzio, con la speranza di aprire un dibattito in merito, convinti che il Consiglio Comunale debba assolutamente inserire la questione all’o.d.g della prossima seduta. Rimaniamo interdetti dalle dichiarazioni dell’Amministratore della “MYR”, Ing. Ombra, il quale testualmente dichiara: “a noi interessa sederci con tutti gli enti interessati per riconsiderare l’accordo di programma alla base dell’infrastruttura”. […] “In quell’accordo sono previste opere esterne al
porto per venti milioni di euro, investimenti, a nostro carico, che non portano un euro di reddito. Ecco perchè non funziona l’architettura generale di tutto il progetto”.

Riportiamo di seguito la definizione che la “Treccani” fornisce alla voce “accordo”: “Incontro di volontà per cui due o più persone convengono di seguire un determinato comportamento nel reciproco interesse, per raggiungere un fine comune o per compiere insieme un’azione o un’impresa”. Bene, alla luce di questa delucidazione ci chiediamo cosa sia cambiato da quel 15 aprile 2016, data della stipula dell’accordo di programma?

Crediamo che la comunità tutta abbia diritto di sapere con estrema chiarezza quali impedimenti hanno portato a vedere sempre più come un miraggio la realizzazione di un’opera strategica per il territorio. E, non ce ne voglia l’Ing. Ombra, il fatto che nell’accordo di programma fossero previsti degli importanti interventi in opere di pubblica utilità sarà forse legato al fatto che non è stata chiesta in alcuna misura una fideiussione, così come una sola penale, a garanzia della buona riuscita dell’accordo?

Il rischio che si sia semplicemente perso del tempo ci lascia pensare che ancora una volta si sia sprecata un’occasione. Che ne sarà allora di tutta la narrazione di questi anni?

Si può far passare il messaggio che, a torto o ragione, sia stato tutto un bluff che ha illuso e tratto in inganno un’intera comunità per anni?

Da dove ripartire allora?

Chiediamo con forza al Sindaco quali iniziative intende intraprendere l’A.C, quali azioni mettere in campo al fine di sollecitare la Regione Sicilia in merito alle disponibilità previste dal Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, all’interno del quale nell’aprile del 2017 venivano previsti interventi per 27 milioni di euro. Interventi che, una volta finanziati (valutando anche la possibilità di eleggere il Comune di Marsala quale stazione appaltante) se non altro, potrebbero scongiurare la chiusura di un porto che di mese in mese ha continuato il suo inesorabile degrado.

Riteniamo che tutti gli operatori portuali coinvolti nelle varie vicissitudini legate alla realizzazione dell’opera abbiano diritto a delle risposte chiare, così come quanti oggi vedono in un’infrastruttura di tale importanza, uno strumento strategico per la ripresa e lo sviluppo del territorio. Si è perso fin troppo tempo, è giunto il momento della chiarezza.

I firmatari:
Marco Saladino, Roberta Pulizzi, Pippo Obbiso, Sebastiano Grasso, Pietro Titone, Caterina Martinez, Francesca Parrinello, Daniele Nuccio, Matteo Linares, Giuliana Zerilli, Gianluca Lupo, Rino Bonomo, Milena Urso, Lillo Gesone, Fabio Genna, Luca Di Giovanni, Antonino Fardella, Ignazio Passalacqua, Claudio Montalto, Tommaso Picciotto, Massimo Pastore, Ivan Cappello, Rossella Ingrassia, Katia Regina”.

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Commenti

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    VINCENZO MILAZZO 5 mesi

    Pur nella consapevolezza delle priorità del momento, condivido “in toto” il contenuto di quanto argomentato nell’articolo.
    Infatti, per considerata la rilevanza della revoca delle concessioni delle aree demaniali, in merito alla realizzazione dei previsti lavori progettuali (pubblico/privato) del tanto agognato porto di Marsala, per quanto ovvio, la revoca non è solo una comunicazione, bensì un atto formale di comunicazione “inadempienza” delle condizioni contrattuali ed alle quale veniva subordinato il rilascio della stessa concessione (ritiro concessione a fronte rilascio di apposita fidejussione bancaria o inizio opere nei tempi previsti).
    Altra considerazione, non può che essere di ordine politico e coinvolgere l’attuale l’amministrazione, sin dal suo insediamento, in quanto già allora, era a tutti noto il particolare contesto di riferimento del porto ed il relativo coinvolgimento dell”ex sindaco.
    Infine, considerata la rilevanza politica della città (quinta per importanza regionale), ritengo che, il governatore non avrebbe potuto esimersi dall’anticipare allo stesso sindaco, la delibera di revoca in questione con annesse motivazioni, prima dell’effettiva comunicazione alla stessa Myr.