Uso ed abuso dello smartphone, un “aggeggio” utile, ma “pericoloso”

Al giorno d’oggi siamo tutti propensi all’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare all’utilizzo di un curioso “aggeggio” che rende felici adulti e bambini: il telefonino (o smartphone).

Molto utile, devo proprio dirlo… ma non sarà un po’ troppo?  Lo smartphone fornisce più funzioni in una: possiamo utilizzarlo per studiare, per “chattare”, possiamo utilizzarlo per fotografare, ascoltare la musica e tanto, tanto altro. Ma la società d’oggi, sfortunatamente, vive di “pane e smartphone” infatti basta recarci in un luogo pubblico, spesso e volentieri comune per trovare mille sguardi vuoti persi in altrettanti schermi. Ma come mai è così “importante”?  Beh, è per il semplice fatto che, in un tal senso, tende a “migliorare” la comunicazione tecnologica, anche se… tende a far decadere lentamente il contatto verbale, rendendolo raro e talvolta assente.

La dipendenza da Smartphone è caratterizzata da un grande attaccamento, quasi ossessivo, ad internet e particolarmente a quel device infernale. Le nostre vite ruotano ormai intorno a quel piccolo mondo che abbiamo creato all’interno di quell’oggetto. Di questi tempi è più facile essere amici su Facebook che nella vita reale, come se fosse più importante la quantità di richieste d’amicizia che quelle persone che rinuncerebbero al telefono pur di starti accanto. Adesso conta più ricevere uno stupido messaggio da Whatsapp che passare un pomeriggio insieme.

Ormai la gente calcola chi sei da quanti seguaci ha il tuo profilo Instagram, scopre i tuoi interessi e spesso ti insulta su Ask e si diverte condividendo frasi piene di nonsense tramite un uccellino blu (Twitter). Abbiamo perso il senno, non ragioniamo più: tutti dietro uno schermo, uno schermo che fa solo sembrare tutto triste… un po’ come se il mondo non lo fosse già abbastanza. Come se fossimo schiavi, con il polso virtualmente incatenato e collegato allo smartphone. Ora mi chiedo… siamo ancora umani?
…E voi, lo siete?

Sophia Di Paola

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