Turismo in Sicilia, nuove regole per agenzie e tour operator
Ecco cosa cambia nel turismo in Sicilia con il decreto Amata: obblighi chiari anche per chi vende online, polizze assicurative obbligatorie, multe fino a 20.000 euro per gli abusivi. Maggiori controlli.

La giunta regionale siciliana ha approvato un disegno di legge che riscrive da capo le regole per agenzie di viaggio e tour operator. Un intervento atteso da anni, che ora passa all’Ars per l’iter legislativo. Al centro, la tutela dei viaggiatori e la lotta all’abusivismo, ma anche un’opportunità per i territori a vocazione turistica come Marsala.
L’assessore regionale al Turismo Elvira Amata spiega che la disciplina vigente risaliva in gran parte a un decreto regio del 1936, aggiornato solo in minima parte nel 1996, quando non esistevano né i pacchetti dinamici né la vendita a distanza. “La nostra Isola, con il suo patrimonio naturalistico, storico, culturale e paesaggistico, è una delle mete più ambite dai viaggiatori italiani ed esteri, come dimostrano i flussi degli ultimi anni”, dice Amata. Da qui la necessità di un riordino che sostenga il comparto e il suo indotto.
Tra le novità principali, l’equiparazione delle agenzie online a quelle fisiche. Anche chi vende solo attraverso un sito o i social dovrà presentare la Scia al Dipartimento regionale del Turismo e rispettare gli stessi obblighi delle agenzie con sportello. Prima di aprire, serviranno polizze di responsabilità civile verso i clienti e una garanzia contro insolvenza o fallimento. Sul sito dovranno comparire denominazione, sede, titolare e recapiti, così il turista potrà verificare con chi sta trattando.
Il testo interviene anche su associazioni e turismo scolastico. Le associazioni non potranno aprire i viaggi a chiunque, ma solo agli iscritti da almeno tre mesi. I viaggi d’istruzione di più giorni dovranno essere affidati ad agenzie autorizzate. Le sanzioni contro l’abusivismo arrivano fino a 20.000 euro per chi vende viaggi senza Scia, anche solo online, e vanno da 1.000 a 15.000 euro per irregolarità come filiali non comunicate o polizze mancanti. Nasce inoltre una Consulta regionale antiabusivismo, con forze dell’ordine, Guardia di Finanza e associazioni di categoria, per coordinare i controlli sul territorio. Prima delle sanzioni più pesanti, il Dipartimento potrà diffidare l’operatore irregolare, concedendo fino a 30 giorni per mettersi in regola.
Le nuove regole premiano gli operatori seri e rendono più difficile la concorrenza sleale di chi vende pacchetti in nero, spesso solo con un profilo social e un numero di telefono. Un quadro normativo chiaro può attrarre investimenti e flussi di qualità, ma serve un passo in più: le istituzioni locali, le agenzie autorizzate e le associazioni di categoria devono lavorare in sinergia per tradurre le nuove norme in opportunità concrete per il territorio. Albo regionale, obblighi assicurativi e trasparenza online sono strumenti che, se accompagnati da una regia locale, possono rafforzare la fiducia di chi prenota e sostenere chi crea valore.
Alberto Di Paola
