Sicurezza a Marsala, Liberi: “Più agenti e meno propaganda”

Il movimento Liberi accoglie con favore le nuove assunzioni in polizia municipale ma chiede un cambio di passo all’amministrazione Patti: servono presidi fissi e una centrale operativa per la videosorveglianza.

La sicurezza a Marsala torna al centro del dibattito politico. Il movimento Liberi, pur accogliendo con favore il potenziamento dell’organico della Polizia Municipale, invita la sindaca Andreana Patti a riferire direttamente in Aula e a superare quella che definisce una logica di interventi di facciata. Il nodo, per i consiglieri Gian Paolo Abrignani, Flavia Sammartano e Massimo Grillo, non è solo il numero di divise, ma la capacità di presidiare il territorio in modo diffuso e strutturale.

Da una parte, c’è una notizia obiettivamente positiva: l’assunzione a tempo indeterminato di nove nuovi agenti, con altre otto immissioni già programmate per il 2027. Un risultato che Liberi rivendica come erede di un percorso avviato con la precedente amministrazione. “Sulla sicurezza non devono esistere divisioni politiche quando si tratta di dare risposte concrete”, sottolineano i tre esponenti. Ma l’entusiasmo si scontra con la realtà di una città a vasta estensione come Marsala, dove quei nuovi arrivi rischiano di essere una goccia nel mare rispetto a un fenomeno che non conosce confini amministrativi.

La microcriminalità, lo spaccio e il degrado non si concentrano solo in tre piazze, ma rappresentano una piaga trasversale che riguarda l’intero tessuto urbano. Per questo il movimento ha depositato tre emendamenti che puntano a trasformare le parole in azioni concrete. La prima proposta prevede l’istituzione di postazioni fisse della Municipale in punti nevralgici come Piazza della Repubblica, Piazza Matteotti e la piazza principale di Strasatti, con il coordinamento della Questura di Trapani. La seconda mira a creare una centrale operativa per la videosorveglianza in tempo reale, superando l’utilizzo a posteriori dei filmati per trasformare le telecamere in uno strumento attivo di prevenzione. La terza, infine, punta a coinvolgere commercianti e imprese in una rete integrata, offrendo sgravi fiscali a chi collegherà le proprie apparecchiature alla rete comunale.

A scaldare gli animi è soprattutto la stoccata politica alla Giunta. “Non basta togliere le panchine di Piazza Matteotti per dire di aver affrontato il problema”, attaccano i consiglieri, richiamando l’attenzione sulle 250 telecamere già installate e spesso utilizzate solo a reato avvenuto. L’appello, rivolto a tutte le forze politiche, è per un voto trasversale sulle proposte e per un confronto in Consiglio comunale che vada oltre i comunicati stampa. La sicurezza a Marsala, insomma, non può attendere.

Alberto Di Paola

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