Sicilia, gli aeroporti vanno gestiti da un unico ente

La proposta dell’ex deputata europea e regionale: sei scali integrati per una strategia condivisa e maggiore forza negoziale

L’ex parlamentare europea, già deputata all’Assemblea regionale siciliana, Eleonora Lo Curto, ha lanciato una proposta che punta a ridisegnare il futuro della mobilità aerea nell’isola. Durante un intervento pubblico, Lo Curto ha ribadito con forza che gli aeroporti siciliani non possono essere considerati beni da vendere sul mercato per fare cassa. Si tratta, al contrario, di infrastrutture strategiche da cui dipendono il turismo, le imprese e lo sviluppo economico dell’intera regione.

La sua idea è chiara e ambiziosa: creare un sistema unico che metta in rete Catania, Palermo, Trapani, Comiso, Lampedusa e Pantelleria, superando la frammentazione che ha caratterizzato la gestione degli scali negli ultimi anni. La logica che sta alla base di questa proposta è semplice ma efficace. Sei aeroporti che si presentano insieme sul mercato hanno un peso negoziale molto maggiore rispetto a sei realtà che trattano separatamente con le compagnie aeree. Un sistema unico permetterebbe di coordinare gli investimenti, ridurre i costi di gestione ed evitare quelle sovrapposizioni che spesso generano inefficienze.

Secondo Lo Curto, la Sicilia non ha bisogno di una svendita del proprio patrimonio infrastrutturale, ma di una strategia industriale condivisa, che metta al centro l’interesse pubblico. La proposta prevede la costituzione di una società siciliana unica, con una governance manageriale e obiettivi misurabili, che possa garantire trasparenza e competenza nella gestione. Non si tratta di difendere il pubblico a prescindere, ma di difendere il ruolo delle infrastrutture pubbliche quando sono in gioco lo sviluppo e il diritto alla mobilità.

Per anni la Sicilia ha vissuto una frammentazione che ha alimentato equilibri territoriali e nomine spesso poco coordinate. Oggi, di fronte alle sfide della ripartenza post-pandemica e alla crescente domanda turistica, diventa urgente superare quelle logiche. La mobilità, in un’isola, non è un lusso, ma una condizione essenziale per garantire diritti e opportunità.

Lo Curto ha voluto sottolineare che efficienza e proprietà privata non sono sinonimi e che un aeroporto produce valore per decenni, condizionando il destino di un territorio. Per questo, è arrivato il momento di avere il coraggio di costruire una politica aeroportuale regionale, basata su un sistema unico integrato, che guardi al futuro con una visione strategica e non con l’ottica del breve termine.

La proposta, ancora in fase di discussione, apre un dibattito importante sul modello di sviluppo della Sicilia e sulla gestione delle sue risorse strategiche.

Alberto Di Paola

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