Si allarga il fronte per il commissariamento di Forza Italia Trapani
Enzo Sturiano, Elia Martinico, Ivan Gerardi, Gaspare Lentini, Stefano Pellegrino ed altri esponenti di Forza Italia chiedono il commissariamento della segreteria provinciale di Tony Scilla.

Il partito azzurro in provincia di Trapani è un campo minato. Le richieste di commissariamento si moltiplicano, la frattura è ormai insanabile e la segreteria provinciale di Tony Scilla è sotto accusa da più fronti. A muovere le pedine sono nomi noti dello scacchiere politico locale: Enzo Sturiano, Elia Martinico, Ivan Gerardi, Gaspare Lentini e Stefano Pellegrino. Tutti, con toni diversi, chiedono un cambio di passo radicale.
La scintilla è divampata dopo che a Castelvetrano e a Mazara alcuni esponenti del partiti sono stat bistratti, ma il malcontento covava da tempo. A Marsala, il partito ha toccato il fondo. La lista che sosteva la candidata a sindaco Giulia Adamo si è fermata al 5,86%, eleggendo un solo consigliere: Enzo Sturiano. Un risultato risicato, maturato per un pugno di voti. Sturiano, tra l’altro, è l’unico rappresentante azzurro a Marsala e porta con sé un’eredità pesante. Era in una lista che contava tre uscenti, tra cui Elia Martinico e Vito Milazzo. Il fatto che solo Sturiano sia riuscito a entrare in Consiglio è il sintomo di un partito che non sa più fare squadra.
“Non è solo Castelvetrano, è fallimentare tutta la linea politica di Scilla”, attacca Sturiano senza mezzi termini. “Ha fallito in quasi tutti i Comuni dove ha presentato il simbolo. Non ricordo un confronto democratico con i direttivi, solamente due convocazioni in tutto questo tempo”. La sua è una richiesta secca: commissariare Forza Italia a livello provinciale. “Non c’è altra alternativa. Una figura terza che traghetti il partito fino al prossimo congresso. Il tempo della monarchia è finito”.
Anche Elia Martinico, segretaria cittadina di Marsala, alza la voce. “Mi sono ritrovata un segretario provinciale che mi chiedeva di costruire muri, non di allargare il partito. Abbiamo subito ostruzionismo su tutte le scelte”. Martinico rivendica il lavoro silenzioso fatto sul territorio, i numeri del tesseramento, e sposa la tesi del deputato Stefano Pellegrino. “Si chiuda una stagione che ha prodotto scissioni ed emorragie. Forza Italia deve essere la casa di tutti, finora non lo è stato. Il partito non è la proprietà privata di qualcuno”.

Il caso più eclatante è però quello di Ivan Gerardi. Ex assessore della giunta Grillo, tessera azzurra, Gerardi è stato messo fuori gioco. Non ha trovato spazio nella lista del suo partito ed è stato costretto a candidarsi con un’altra formazione. Un episodio che la dice lunga sul clima che si respira nella segreteria provinciale. Secondo i critici, l’ingresso in Forza Italia è consentito solo a chi riceve il lasciapassare del segretario, un meccanismo che ha allontanato diversi militanti storici.
A muovere le acque, in ordine di tempo, c’è stato anche Gaspare Lentini, ex componente del CdA di Marsala Schola. È stato uno dei primi a mettere nero su bianco le proprie perplessità, firmando un documento interno che chiedeva un cambio di passo nella segreteria provinciale.

Lentini ha raccolto le istanze di chi non si riconosceva più in una gestione ristretta e ha sollecitato i vertici regionali a intervenire prima che il partito naufragasse del tutto. Quel documento, circolato sottotraccia negli ambienti azzurri, ha rappresentato la prima crepa pubblica nel muro di omertà che per mesi ha avvolto il coordinamento di Scilla. Un campanello d’allarme che però, a giudicare dagli eventi successivi, ha aperto il dibattito su una gestione poco felice della segreteria provinciale del partito.
Pellegrino, dal canto suo, aveva già parlato di una gestione “personalistica” della segreteria Scilla. Un documento che ha aperto il dibattito interno. Ma non è stato l’unico. Gaspare Lentini è stato tra i primi a firmare un appello per un cambio di passo, evidenziando le carenze organizzative e la mancanza di trasparenza nella gestione provinciale.
Il coordinatore regionale Nino Minardo è ora chiamato a decidere. La richiesta di commissariamento arriva da più parti e il tempo stringe. Le regionali sono alle porte e il partito rischia di presentarsi spaccato. La domanda che tutti si pongono è: si può ancora recuperare o è già troppo tardi?
Alberto Di Paola
