Sanità, indennità in arrivo e carenze al Paolo Borsellino
L’Asp Trapani eroga l’indennità di Pronto Soccorso al personale, mentre al Paolo Borsellino il Movimento Log-In denuncia carenze di organico e attrezzature inadeguate

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani ha completato le procedure per il pagamento dell’indennità di Pronto Soccorso, che sarà corrisposta con il cedolino di agosto al personale dell’Area Sanità e del Comparto. Il provvedimento dà attuazione al piano di riparto dei fondi definito dall’Assessorato Regionale della Salute con il D.A. 398/2026, applicando quanto previsto dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, in particolare dagli articoli 79 del CCNL Area Sanità, 107 del CCNL 2019/2021 e 69 del CCNL 2022/2024 per il personale del Comparto.
La Direzione Aziendale ha impresso la massima urgenza al perfezionamento di tutti gli atti, e grazie all’impegno delle organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi integrativi e degli uffici amministrativi, gli importi spettanti vengono posti in pagamento. Il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti ha sottolineato che l’indennità di Pronto Soccorso rappresenta “un atto dovuto dal punto di vista contrattuale, ma soprattutto un concreto e tangibile riconoscimento dell’impegno, del sacrificio e della costante dedizione dimostrati quotidianamente dai nostri medici e dal personale sanitario operante nei servizi di emergenza-urgenza”.
Intanto sul fronte sanitario si registra l’ennesima denuncia per carenze di personale e strumenti inadeguati al Paolo Borsellino di Marsala. Il Movimento Log-In ha parlato di una situazione “drammatica e intollerabile”, chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Secondo il movimento, le criticità non riguarderebbero singoli episodi ma sarebbero il sintomo di problemi più profondi legati all’organizzazione e alla gestione della sanità pubblica, con carenze di organico, strumenti e apparecchiature ritenuti inadeguati e condizioni degli spazi che destano preoccupazione.
La posizione del movimento è netta nel distinguere le responsabilità: “La nostra rabbia non è rivolta in alcun modo al personale sanitario”, ha precisato Log-In, evidenziando come medici, infermieri e operatori siano chiamati quotidianamente a lavorare in condizioni difficili, cercando comunque di garantire l’assistenza ai pazienti.
L’accusa è invece rivolta a “chi governa e amministra questo sistema”. La denuncia del movimento va oltre la specifica vicenda del Paolo Borsellino e si inserisce in una critica più ampia al funzionamento della sanità pubblica siciliana, con liste d’attesa, carenza di risorse e un ricorso crescente alla sanità privata che rischia di creare una sanità a due velocità, divisa tra chi può permettersi di sostenere le spese per ottenere rapidamente una prestazione e chi è costretto ad attendere.
Log-In parla in questo senso di una “privatizzazione strisciante” della sanità, contestando un modello nel quale il diritto alla salute rischierebbe progressivamente di perdere il suo carattere universale. La situazione dell’ospedale marsalese diventa così il simbolo di una difficoltà più generale della rete sanitaria siciliana, con interrogativi sulla capacità della struttura di garantire standard adeguati di assistenza e sicurezza.
Il Movimento Log-In ribadisce la necessità di intervenire sul presidio ospedaliero e di invertire la rotta sulle politiche sanitarie, affermando che “la difesa dei nostri ospedali, dei presidi locali e dei diritti fondamentali non è negoziabile”.
La questione resta aperta e si attende ora un eventuale riscontro da parte dell’Asp e delle istituzioni competenti, chiamate a verificare le criticità segnalate e a chiarire quali interventi siano previsti per l’ospedale Paolo Borsellino, in un confronto che riporta al centro una questione che va oltre Marsala: quali condizioni devono essere garantite negli ospedali pubblici siciliani affinché pazienti e operatori possano contare su strutture, personale e strumenti adeguati.
Alberto Di Paola
