Rinvenuto un cadavere a Petrosino: il mare continua restituire corpi
Il cadavere rinvenuto a Petrosino è il decimo di 10 corpi riaffiorati lungo tutta la costa trapanesi. Si indaga su un possibile naufragio nel Canale di Sicilia

Un nuovo, inquietante ritrovamento scuote il litorale della provincia di Trapani. Sulla spiaggia di Torrazza, nel territorio di Petrosino, un passante ha scoperto un corpo senza vita adagiato sulla battigia, restituito dal mare dopo una lunga permanenza in acqua. E’ il decimo macabro rinvenimento in provincia di Trapani dal passaggio del ciclone Harry.
I Carabinieri della stazione di Petrosino sono intervenuti immediatamente, delimitando l’area e avviando i rilievi di rito. La salma è stata poi trasferita al cimitero di Marsala dove il medico legale ha effettuato un primo esame esterno. Da quanto trapelato, malgrado l’avanzato stato di decomposizione è si tratterebbe di un uomo, probabilmente uno dei tanti naufraghi dei giorni scorsi lungo la tratta Tunisia – Sicilia
Il ritrovamento di Torrazza si inserirebbe infatti in una sequenza drammatica che, nel giro di pochi giorni, ha interessato l’intera costa trapanese. Solo ieri, 17 febbraio, in serata, i Vigili del fuoco sono intervenuti a Frassino, nel territorio di Custonaci, per recuperare un’altra salma in mare, presumibilmente appartenente a una persona extracomunitaria.
Quel corpo si aggiunge a una scia che in 48 ore ha raggiunto quota dieci. Cinque cadaveri sono stati individuati a Pantelleria, tra acque internazionali e litorale; altri due erano stati recuperati dalla Guardia Costiera nei giorni precedenti. Un corpo è riaffiorato davanti a Trapani, un altro davanti a Marsala e uno a Custonaci. Ora anche Petrosino.
Dieci vite senza nome lungo la rotta del Canale di Sicilia. Dieci storie spezzate che il Mediterraneo restituisce una dopo l’altra, lasciando pensare a un naufragio o a più traversate finite nel silenzio. Le correnti, spiegano gli investigatori, potrebbero aver disperso i corpi lungo un ampio tratto di costa. Le verifiche sono in corso, mentre il mare continua a riportare a riva i segni più crudeli delle tragedie migratorie.
