Marsala, sentenza ignorata. Liberi: “Non si è fatto nulla per risparmiare”

Previsti aumenti fino a 80 euro sull’ultima rata della TARI.  L’amministrazione non avrebbe fatto nulla per evitarlo. Una Sentenza del Consiglio di Stato avrebbe potuto contenere i costi. 

La battaglia sulla TARI a Marsala si infiamma. I consiglieri comunali del Movimento Liberi, Gian Paolo Abrignani, Flavia Sammartano e Massimo Grillo, hanno acceso i riflettori su una questione che definiscono “gravissima”: la mancata applicazione di una sentenza del Consiglio di Stato che, secondo le opposizioni, avrebbe potuto alleggerire il peso della tassa sui rifiuti per cittadini e commercianti.

La vicenda non è nuova già lo stesso giorno dell’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026, la consigliera di maggioranza Linda Licari (PD) portò in consiglio comunale la Sentenza del Consiglio di Stato che avrebbe potuto contenere gli aumenti della TARI a Marsala. In un altra seduta del massimo consesso civico era stato il consigliere Francesco Carini a tornare alla carica sull’argomento parlando di risparmi fino a 1,4 milioni di euro .

Il riferimento è alla sentenza n. 9676/2025, al centro di un’interrogazione che ha scosso il clima politico locale. È stata la consigliera Linda Licari per prima a sollevare il caso in Consiglio, evidenziando come il pronunciamento della magistratura amministrativa offrisse margini di manovra per ridurre i costi del servizio, come già avvenuto in altre città italiane. Una possibilità che, però, non sarebbe stata colta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andreana Patti.

Francesco Carini di Fratelli d’Italia ha poi  ribadito che gli strumenti giuridici per applicare la sentenza e, di conseguenza, per ottenere un risparmio per i contribuenti sarebbero ancora tecnicamente percorribili. “C’è tempo per intervenire”, avrebbe detto Carini, sottolineando però che Palazzo Municipale starebbe perdendo un’occasione preziosa per non aggravare il bilancio delle famiglie. Le critiche si concentrano sulla tempistica: la decisione di non approfondire per tempo la portata della sentenza prima del voto sul PEF appare oggi come un atto di disattenzione che si traduce in denaro sottratto ai cittadini.

Ora è il gruppo Libero a mettere nero su bianco. Lo ha fatto con una interrogazione che evidenzia: mentre i marsalesi si apprestano a pagare gli ultimi bollettini dell’anticipo sul finire dell’anno giungerà il conguaglio che si farà sentire pesantemente sulle tasche dei contribuenti. Si prevede da 50 a 80 euro in più per le utenze domestiche, una cifra che per molti nuclei familiari rappresenta un sacrificio non da poco.

I tre esponenti del Movimento Liberi, riprendendo le sollecitazioni dei colleghi, hanno formalizzato una richiesta chiara: verificare se, nonostante l’approvazione del PEF 2026, esistano spazi normativi per ridurre l’impatto della TARI di quest’anno, prima dell’emissione dei bollettini di saldo.

In alternativa, chiedono che si inizi subito a lavorare per il 2027. “Non vogliamo trasformare la TARI in un banale scontro politico tra passato e presente”, affermano i tre consiglieri in una nota, “vogliamo capire cosa si può fare oggi per il futuro. Ogni euro risparmiato per le attività e per le famiglie è sacrosanto”.

La posizione della minoranza è chiara: il PEF per il 2026 è ormai blindato, ma rifiutarsi di esplorare tutte le possibilità di contenimento della TARI sarebbe una resa inaccettabile. La sensazione, espressa dai consiglieri, è che l’amministrazione stia perdendo un’occasione per dimostrare attenzione verso le esigenze dei cittadini, preferendo chiudere il capitolo senza approfondire le implicazioni della sentenza del Consiglio di Stato.

E mentre i marsalesi si chiedono come faranno a coprire quegli aumenti imposti dall’Amministrazione Comunale e votati favorevolmente dalla maggioranza, dall’altra parte sembra regnare un silenzio assordante. Non c’è stata alcuna verifica, alcuna ipotesi di lavoro, nessun tentativo concreto per scongiurare l’aumento. Sembra quasi che per chi amministra quei soldi in più non siano un problema, dimenticando che per tante famiglie rappresentano invece la rinuncia a una spesa importante o il taglio di qualcosa di necessario.

L’appello finale del gruppo consiliare Liberi è un invito a non rassegnarsi e a verificare fino in fondo ogni possibilità, per evitare che il 2026 sia solo l’anno dei rimpianti e che il 2027 possa invece segnare una svolta. Ma per ora, ai cittadini non resta che pagare, consapevoli che qualcuno, al momento giusto, avrebbe potuto fare qualcosa per evitarlo.

Alberto Di Paola

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