Marsala, ruba le gomme dell’auto e gli estorce del denaro per restituirgliele

Assurdo pagare un riscatto per un proprio bene, ancor di più ad un arrogante ragazzino che si prende gioco della sua vittima. I due sono l’uno di fronte all’altro e, come in un duello d’altri tempi,  si sfidano. Da un lato un uomo di una certa età, calmo e riflessivo, dall’altro un ragazzino che potrebbe essergli quasi nipote, che gli tiene testa, forte della sua giovane età, spavaldo come chi  non ha un domani. A loro fianco le gomme ed i cerchioni appena smontati dal ragazzo. L’uomo pensando di fargli un favore lo invita a restuirgli le proprie ruote e in cambio non chiamava la polizia e gli avrebbe evitato di avere guai con la giustizia. Il ragazzo se n’è infischiato  del buonsenso e non ha restituito la merce rubata; anzi ha alzato la posta chiedendo al derubato una certa somma come riscatto e per non avere altre rogne. Il duello non dura molto, perché, paradossalmente, il derubato, la persona onesta, aveva tanto da perdere, a differenza del giovane. Ed ha dovuto cedere.

I fatti sono realmente accaduti a Marsala, in una stradina della periferia, nei pressi del villaggio popolare di Amabilina, poco dopo l’alba di ieri. Qui un uomo maturo al ritorno dell’Aeroporto, dove aveva accompagnato la propria figlia per un viaggio di lavoro, ha trovato un ragazzo sotto casa che aveva smontato le gomme della Fiat 500, della propria figlia. Istintivamente ha minacciato il ragazzo di chiamare la polizia, ma questo, prendendosi gioco dell’uomo, gli avrebbe detto di non avere alcuna paura della polizia. Anzi doveva essere il derubato a preoccuparsi perche presto sarebbe ritornato libero. Una minaccia molto pesante per un uomo vicino ai 70 anni che lascia le auto fuori casa, che vive in periferia, che magari in casa ha una moglie che lascia sola di tanto in tanto, che ha una figlia che spesso vive in quella stessa casa e che magari da donna adulta si ritira tardi, che ha degli animali. Queste e mille altre preoccupazioni gli saranno passate per la mente dell’uomo che essendo una persona perbene ha capito che nessuno poteva proteggere lui, i suoi familiari, i beni che aveva acquistato con lavoro e sacrifici.

Non per paura, l’uomo alla fine ha ceduto, ha pagato l’ignobile ragazzo per avere restituite le gomme rubate dell’auto della figlia per evitare ritorsioni. Non è vigliaccheria il derubato ha reagito nell’unica maniera possibile per evitare reazioni imprevedibili. Non aveva tante scelte. Se avesse cercato di bloccare il giovane ne sarebbe scaturita una violenta collutazione dall’esito incerto. Se avesse chiamato le forze dell’ordine il ragazzo sarebbe fuggito portandosi dietro le ruote. Se lo avesse denunciato, in assenza di fragranza, il ragazzo si sarebbe beccato una denuncia a piede libero ed avrebbe potuto commettere tanti altri soprusi all’uomo, ai suoi familiari e ai beni di loro proprietà. Se gli avesse fatto davvero male o peggio ancora in preda all’ira avesse commesso un gesto inconsulto, la vittima dell’estorsione sarebbe finita nei guai, come il peggiore dei delinquenti. I ruoli praticamente si sarebbero capovolti.

Sembrerà un paradosso ma la legge in Italia è poco severa con i criminali di quanto dovrebbe esserla. E se la criminalità cresce nel Paese vi saranno sicuramente falle nel Diritto, nelle procedure delle forze dell’ordine, nell’applicazione della legge, nell’amministrazione della giustizia. Il troppo garantismo sta per opprimere la libertà della gente onesta. E ciò dovrebbe lasciarci riflettere tutti, indistintamente.

 

Lettera aperta inviata da una cittadina di cui non forniamo le generalità:

“Scrivo a questo giornale per manifestare la mia rabbia e lo schifo che provo nei confronti di alcuni delinquenti in erba che purtroppo vivono nella mia città continuando tranquillamente e liberamente a coltivare la loro meschina e viscida natura ladra!
Questa mattina si è verificato un episodio alquanto spiacevole per me ed i miei genitori che,dopo essere tornati a casa per accompagnarmi in aeroporto, hanno colto in flagrante un ragazzino a smontare le gomme della MIA auto, sotto la MIA casa. Dopo aver gentilmente invitato il ragazzo a restituire le gomme, il ragazzo ha verbalmente e fisicamente minacciato mio padre costringendolo a pagare per riavere le MIE gomme della MIA auto. È assurdo! È schifoso! È vergognoso che accadano queste cose e che i cittadini marsalesi debbano subire affronti, oltre ai danni economici, per colpa di genitori che non sanno educare i propri figli. Amo la mia città ma in questo momento provo vergogna. Vergogna perché non esiste più il rispetto per l’altro e per i beni altrui. Vergogna perché probabilmente sarebbe opportuno che le forze dell’ordine facessero più controlli in giro per le strade o per i quartieri “a rischio” di questa città in modo da evitare tutto questo. Mi auguro che queste mia testimonianza arrivi al nostro Sindaco e a tutta la giunta comunale. Probabilmente molti di loro considereranno di non grande importanza l’accaduto ma non importa! Quello che importa a me è esprimere la VERGOGNA che provo per questa città triste ed “ignorante” fatta anche di persone “malate” che non conoscono la parola RISPETTO. Rispetto per chi fa sacrifici per comprare un’auto. Rispetto per chi ogni giorno lavora onestamente. Rispetto per chi, come me, ha lasciato la propria terra per avere un lavoro.

Lettera Firmata”.

CATEGORIE
TAG
Condividi

Commenti

Wordpress (1)
  • comment-avatar
    gianfranco becchina 2 anni

    Penso a quanto sarebbe interessante dare voce anche a quel ragazzino. Dalla sua ottica potrebbe venirne fuori una analisi niente male delle realtà che tendiamo a ignorare, o sottovalutare, delle sacche di malessere sociale in sensibile espansione e delle gravi responsabilità che coinvolgono l’intera società. Diciamo che un bel servizio di approfondimento la vicenda se lo meriterebbe tutto. E non mi riferisco tanto alla richiesta del riscatto, ordinaria e consolidata amministrazione nel mondo dei ladri che riescono ad allontanarsi col bottino, quanto al fatto che il ladruncolo sorpreso ad ‘impresa’ compiuta, presumibilmente abbia preteso la ‘giusta’ mercede per quello che lui considerava il suo ‘lavoro’, il solo che gli era consentito e che andava remunerato. La sua fatica l’avrebbe difesa ad oltranza. Ognuno ne tragga la morale che crede, ma non senza avere riflettuto sul fatto che spetta alla società, nolente o volente, farsi carico dei mali e delle contraddizioni in cui vive. E che, perché no, ha contribuito a creare. Credo che ne vedremo delle belle, in pasto come ci siamo dati ad un sistema che deve ancora mostrarci la sua vera faccia. Ed a cui, persino la criminalità, serve da alibi.