Marsala, parcheggio via Omodei chiuso la notte il piano interrato
Il parcheggio comunale di via Omodei con il piano interrato a tempo limitato non si sposa con una città a vocazione turistica. Difficoltà a posteggiare un città nelle ore notturne tra divieti, autorizzazioni suolo pubblico e concessioni per disabili.

Il parcheggio comunale di via Giulio Anca Omodei continua ad essere fruibile per la sosta, con normale pagamento tramite park card negli orari e alle tariffe in vigore che prevedono 0,50 euro per trenta minuti e 0,75 euro per un’ora. L’accesso al piano superiore è consentito tutti i giorni, domenica e festivi compresi, senza limiti di orario, una concessione che sembra rispondere alle esigenze di chi arriva in città per una visita o una passeggiata serale. Al piano cantinato, invece, il parcheggio è consentito dalle ore 8 alle ore 20 di ogni giorno, sempre con pagamento tramite park card, e dopo quell’orario le auto non possono più restare, un limite che pesa come un macigno su residenti e turisti.
Il pagamento della sosta può avvenire tramite i tagliandi prepagati, i cosiddetti grattini, acquistabili negli esercizi convenzionati come tabaccherie e bar, un sistema tradizionale che funziona ma che richiede di organizzarsi in anticipo. Esistono anche le applicazioni cui è stato affidato il servizio online, tra cui Easypark, Mooneygo, Telepass Pay e Drop Ticket, che rendono più semplice la gestione del parcheggio direttamente dallo smartphone, ma questi strumenti digitali non risolvono il problema della chiusura serale del piano interrato.
In una città che vive di turismo e accoglienza, non assicurare un servizio notturno continuativo rappresenta una penalizzazione enorme, perché chi arriva in tarda serata o chi vuole godersi un evento dopo cena si trova a dover cercare un posto altrove, spesso senza successo.
La questione però non si ferma agli orari, perché la città non offre spazi adeguati per il parcheggio, a causa di una miriade di ostacoli che riducono la capacità di sosta. I passi carrabili, che punteggiano ogni via come sentinelle del divieto, riducono drasticamente i posti disponibili lungo le strade, e le aree adibite a gazebo per la ristorazione occupano porzioni di suolo pubblico che un tempo erano dedicate alle auto, in un equilibrio che sembra premiare il commercio a scapito della mobilità.
A complicare il quadro ci sono le autorizzazioni per i portatori di handicap, che pur essendo previste per legge non sempre trovano corrispondenza in stalli effettivamente liberi e accessibili, costringendo chi ha difficoltà motorie a giri interminabili prima di trovare un’alternativa. Infine la pista ciclabile, che non ha mai funzionato, ha falcidiato centinaia di posti
Il parcheggio di via Omodei, con la sua struttura a due livelli, potrebbe essere una soluzione, ma la limitazione degli orari nell’area sottostante influisce negativamente sulle esigenze di parcheggio in centro, perché toglie decine di posti proprio nei momenti di maggiore afflusso serale e notturno.
Il paradosso è che proprio nelle ore serali e notturne, quando la città si anima con la movida dei locali pubblici che prolungano le loro aperture fino a tardi e propongono esibizioni e spettacoli di ogni genere, il parcheggio comunale di via G. Anca Omodei riduce la sua capacità operativa, costringendo chi vuole partecipare alla vita notturna a lasciare l’auto in zone lontane o a rinunciare del tutto all’uscita.
Mentre i locali pubblici allungano gli orari e gli spettacoli si susseguono fino a notte fonda, il parcheggio resta chiuso nel suo livello interrato e il piano superiore, pur aperto, non basta a garantire un numero sufficiente di stalli per tutti, con il risultato che molti automobilisti girano a vuoto per mezz’ora prima di trovare un’alternativa, quando non rinunciano del tutto a uscire.
La città, che pure punta sul turismo come risorsa economica, dovrebbe ripensare la gestione del parcheggio comunale per offrire un servizio continuativo e uniforme, altrimenti rischia di allontanare quei visitatori che cercano comodità e sicurezza anche dopo le otto di sera, finendo per vanificare gli sforzi di chi organizza eventi e promuove la vita notturna come attrazione principale.
Alberto Di Paola
