Marsala, la Fp Cgil diffida la Procura per condotta antisindacale
La Funzione pubblica Cgil denuncia l’estromissione dal tavolo contrattuale sugli uffici giudiziari e chiede l’annullamento dell’accordo siglato

La Funzione pubblica Cgil ha ufficialmente avviato le procedure per condotta antisindacale contro la Procura di Marsala. Al centro della vicenda, l’esclusione del sindacato dal tavolo di contrattazione di secondo livello, convocato per decidere sulla ripartizione del Fondo risorse decentrate 2024. Un’esclusione che la Fp Cgil definisce illegittima e che ha spinto il segretario provinciale Andrea Genna a firmare una diffida formale, inviata al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Marsala, con la quale si chiede l’immediato annullamento della seduta del 23 luglio e degli accordi siglati in assenza del sindacato.
La vicenda è scoppiata nei giorni scorsi, quando altre organizzazioni sindacali hanno sollevato un’eccezione, sostenendo che la Fp Cgil non avrebbe titolo a partecipare perché non firmataria del precedente contratto collettivo. La Fp Cgil respinge al mittente questa motivazione, definendola pretestuosa e priva di fondamento normativo. Secondo il sindacato, la recente firma del Contratto collettivo nazionale di lavoro Funzioni Centrali 2025-2027 attribuisce invece alla Fp Cgil pieno titolo a sedere al tavolo in tutte le amministrazioni del comparto, compresi gli uffici giudiziari di Marsala.
Il segretario Genna ha sottolineato come l’estromissione non rappresenti solo uno sgarbo istituzionale, ma un attacco diretto ai diritti di tutte le lavoratrici e lavoratori rappresentati dalla Fp Cgil. “È assurdo e inaccettabile che in sede periferica si pretenda di sovvertire le regole sulla rappresentatività definite dall’Aran e dal Contratto nazionale attraverso veti incrociati”, ha dichiarato Genna, aggiungendo che la legittimazione a contrattare si valuta sulla rappresentatività attuale, non su situazioni passate usate ad arte per escludere la Fp Cgil.
La Fp Cgil ha quindi contestato la seduta del 23 luglio, chiedendo all’amministrazione giudiziaria di ripristinare la legalità e di riconvocare un nuovo tavolo contrattuale, con la piena partecipazione della Fp Cgil. Il sindacato ha già annunciato che, qualora non dovesse ricevere riscontro, adirà le vie legali per tutelare la propria agibilità e i diritti dei lavoratori degli uffici giudiziari, invocando l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, che disciplina la repressione della condotta antisindacale. La palla passa ora alla Procura, che dovrà decidere se annullare gli accordi e riaprire il confronto, oppure affrontare un contenzioso giudiziario destinato a tenere banco nei prossimi giorni.
Alberto Di Paola
