Marsala, incontro sui raid razzisti: urge Cabina di Regia

Presente la sindaca Patti e l’assessore La Sala. I giovani migranti denunciano: «Una volta qui era tranquillo, ora ci sentiamo in pericolo. La mattina andiamo a lavorare, non in guerra». Imprenditori agricoli solidali: «Sono una risorsa, servono corsi di lingua»

Incontro immigrazione marsala 2026

Si è svolto ieri pomeriggio, giovedì 11 giugno, presso il Monumento ai Mille, l’incontro organizzato dal Servizio 3 del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Siciliana in collaborazione con il Comune di Marsala, il Polo Sociale Integrato di Trapani coordinato da Marilena Titone (con sede a Marsala in piazzale Ugo Foscolo) e il Progetto Regionale Sicilia Integrazione, di cui è referente provinciale Albert Kalenda Kabongo.

Un’iniziativa molto partecipata che ha visto la presenza della sindaca Andreana Patti, dell’assessore comunale Enrico La Sala, del dirigente regionale del Servizio Speciale Immigrazione Michela Bongiorno, dei rappresentanti delle Comunità, delle Cooperative Sociali, del volontariato e delle istituzioni pubbliche che si occupano di immigrazione, nonché decine di braccianti, imprenditori agricoli ed esponenti del mondo sindacale.

La sindaca Andreana Patti ha aperto l’incontro con indignazione: «Quello che è accaduto nelle nostre campagne è molto grave – ha dichiarato –. Noi come amministrazione comunale non possiamo che condannare la violenza con la nostra piena solidarietà alle vittime. Ci impegneremo nelle giuste sedi per trovare le soluzioni più opportune per risolvere il problema».

Presa la parola, Salvatore Ingui ha voluto allargare lo sguardo su immigrazione, integrazione e violenza. Temi caldi fel mondo, manifestando il timore che «questa scia incontrollata di violenza possa crescere anche nella nostra città». Il dato allarmante non è solo il razzismo ma la crescente ondata di violenza «che non ha colore o razza particolare – ha osservato –. Anche la città ha subito atti di violenza ad opera di soggetti non indigeni. Per cui il problema è ben più vasto e va affrontato ad ampio raggio».

Subito dopo è stata data voce ai giovani migranti presenti in sala. «Ci alziamo la mattina per andare a lavorare, non per andare in guerra – ha raccontato uno di loro –. Una volta l’Italia era un paese tranquillo, qui a Marsala ci sentivamo al sicuro. Oggi non più». I racconti si sono concentrati sulle difficoltà quotidiane: logistiche, culturali e linguistiche, ma soprattutto sulla paura diffusa dopo le ultime aggressioni. «Siamo venuti in Italia per lavorare e aiutare le nostre famiglie rimaste al paese» hanno ribadito in coro.

La preoccupazione maggiore è emersa nelle aree di Santo Padre delle Perriere, Terrenove Bambina e Ciavolo, dove il clima di tensione è ormai insostenibile. Gli interventi, quasi tutti critici, hanno espresso un grave disagio sociale e la paura. I migranti chiedono solo protezione e rispetto dei loro diritti.

A seguire è intervenuto l’assessore comunale Enrico La Sala: «Quello che è accaduto nelle nostre campagne è molto grave – ha dichiarato –. L’amministrazione comunale è vicina ai migranti, li ringrazia per il loro contributo e condanna con forza ogni violenza. Non siete soli: ci impegneremo per la vostra sicurezza e i vostri diritti».

Tra le proposte più sensate, la costituzione di una cabina di regia per monitorare eventuali fenomeni razziali ma anche per vigilare affinché vengano garantiti i diritti costituzionali a tutti gli immigrati, anche a chi non è regolare e viene sfruttato con salari non adeguati.

L’incontro si è concluso con gli interventi di alcuni imprenditori agricoli dei settori ortofrutticolo, viticolo e floro-vivaistico. Gli imprenditori hanno esaltato il ruolo della manodopera immigrata, sottolineando come il numero di braccianti stranieri sia in continuo aumento a fronte di cittadini italiani che invece fuggono dai campi. «Essi rappresentano una risorsa – hanno ribadito – e invitiamo le istituzioni a investire sulla lingua, ipotizzando corsi specifici in azienda per apprendere anche un linguaggio tecnico, così da comprendere meglio compiti e mansioni».

Le conclusioni sono state affidate a Michela Bongiorno che si è fatta carico di affrontare le problematiche in seno all’Assessorato: «Il controllo del territorio non è di nostra competenza ma ci impegneremo a segnalare questa emergenza nelle sedi opportune per rafforzare il presidio territoriale. La legalità e la dignità dei lavoratori non sono negoziabili. Occorre un piano, un programma per intervenire con fatti concreti. La Cabina di Regia ben venga, ma solo se produce soluzioni».

L’incontro si è chiuso con un lungo applauso, segno di una comunità che chiede ascolto e risposte. La sindaca Patti, presente per tutta la durata dei lavori, ha assicurato che il Comune darà la propria parte, mentre i migranti hanno annunciato che continueranno a far sentire la loro voce finché non vedranno cambiamenti concreti.

L’appuntamento è ora alle prossime settimane, quando la tanto auspicata cabina di regia dovrà trasformarsi da proposta a realtà operativa.

 

Alberto Di Paola

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