Marsala, i 24 consiglieri giureranno giovedì a Palazzo VII Aprile
Il “nuovo” Consiglio Comunale è già un déjà-vu: su 24 consiglieti solo 4 sono nuovi alla politica. L La sfida per la poltrona numero due infiamma la maggioranza di Andreana Patti. A Marsala la politica è un girone di giostra senza fine.

Foto di www.marsalalive.it
Sarà il rito del giuramento ad aprire le danze, giovedì 25 giugno alle 15.30, ma a Palazzo VII Aprile l’aria è già carica di aspettative e calcoli. La convocazione, firmata dal presidente uscente Enzo Sturiano, dà il via alla prima grande prova: la “spartizione” delle poltrone che contano.
Il cerimoniale è scritto. Si procederà con il giuramento dei neo eletti, la verifica delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità. Quindi l’atto formale della sindaca Andreana Patti che presterà giuramento dinnanzi ai rappresentanti del popolo.
Poi, il piatto forte della seduta: l’elezione del Presidente del Consiglio comunale, del vice e la costituzione dell’Ufficio di Presidenza. Tre punti all’ordine del giorno che, in apparenza, sembrano una semplice formalità. In realtà, rappresentano il primo, autentico banco di prova per la neonata maggioranza ‘pattiana’. E se c’è una cosa che la storia politica marsalese insegna, è che la scelta del presidente dell’Aula è un passaggio sempre in bilico, capace di trasformarsi in un giallo politico.
Il paradosso della “novità”
Ma andiamo con ordine e guardiamo i numeri, perché sono loro a raccontare la verità. A comporre il nuovo Consiglio Comunale saranno in 24: Massimo Grillo, che siede di diritto in quanto candidato sindaco più votato non eletto, e altri 23 consiglieri. Tuttavia, definire “nuovo” questo gruppo è un esercizio di stile piuttosto ardito. La fotografia è impietosa: su 24 membri, la metà esatta, ovvero 12, sono reduci della precedente legislatura.
Ecco il plotone dei riconfermati, con tanto di “peso” elettorale e casacca politica: Enzo Sturiano (1.107 preferenze con Forza Italia), Leo Orlando (683 con Compatti per Marsala), Gabriele Di Pietra (849 con Compatti per Marsala), Mario Rodriquez (667 con il PD), Rino Passalacqua (310 con Marsala Civica), Eleonora Milazzo (721 con Progettiamo Marsala), Pietro Cavasino (569 con il PD), Piergiorgio Giacalone (617 con Progettiamo Marsala), Lele Pugliese (633 con Fratelli d’Italia), Pino Ferrantelli (666 con l’UDC), Gaspare Di Girolamo (1.884 con l’UDC) e Michele Gandolfo (360 con Marsala Civica). Una pattuglia di 12 reduci che, come una giunta di condominio, non molla l’osso.
A questi si aggiungono tre consiglieri che hanno semplicemente preso un “anno sabbatico” e ora tornano in scena: Lillo Gesone (700 voti in Si Muove la Città), Linda Licari (970 voti nel PD) e Federica Meo (563 voti in Si Muove la Città). Non sono volti nuovi, ma vecchie conoscenze che si sono solo concesse una pausa.
L’elenco si allunga poi con un ex consigliere provinciale, Giovannil Maniscalco (822 voti in Si Muove la Città), e con l’ex deputato regionale ed ex sindaco Massimo Grillo, che approda in Consiglio non per i voti raccolti dalla sua lista, ma come “consolazione” per il secondo posto nella corsa a sindaco. Un seggio che sa più di paracadute che di conquista.
Le new entry? Solo 4 su 24
A questo punto, contare i veri volti nuovi è un’operazione semplice: sono appena 7. E sono Francesco Carini (778 voti con Fratelli d’Italia), Marco Bonfratello (590 con Si Muove la Città), Angela Caradonna (512 con Si Muove la Città), Baldassare Bertolino (641 con Compatti per Marsala), Duilio Piccione (578 con la Lega), Vito Abrignani (886 con Liberi) e Flavia Sammartano (608 con Liberi).
Ma anche su questi presunti “neofiti” aleggiano ombre: Carini è figlio d’arte (il padre Renzo è stato sindaco), mentre Abrignani e Sammartano hanno già ricoperto incarichi fiduciari nell’amministrazione uscente. Tradotto: togliendo i debuttanti “con attenuanti”, le new entry assolute si riducono a quattro. In pratica, a Marsala, la verginità politica è un bene di lusso.
La corsa alla poltrona che conta
Ed eccoci al dunque: tra questi 24 signori si dovrà eleggere il nuovo Presidente. La partita è tutta interna alla coalizione vincente e si gioca su un mix di preferenze personali, ambizioni e peso specifico. Al momento, gli scenari più accreditati vedono in pole position Giovanni Maniscalco e Linda Licari, ma attenzione perché il bouquet dei pretendenti è ricco. Sul tavolo ci sono anche i nomi di Eleonora Milazzo, Piergiorgio Giacalone, Gabriele Di Pietra e Lillo Gesone. Tutti hanno incassato un mare di voti nelle liste a sostegno di Andreana Patti e tutti, legittimamente, ritengono di avere il profilo giusto per la seconda carica della città. Il problema, come sempre a Palazzo VII Aprile, è che la poltrona che conta è una sola. E il ruolo di vicepresidente, per chi ha appetiti importanti, sa più di contentino che di traguardo.
Come se non bastasse, sulla scacchiera restano ancora da sistemare tre assessorati, la presidenza di Marsala Schola e quella dell’Ente Mostra di Pittura. Un bottino non indifferente per chi deve placare ambizioni e soddisfare alleanze.
La politica a Marsala: un circolo privato
Al momento, l’unica certezza è l’incertezza. Prevedere l’esito di queste ore è un azzardo. Ma una riflessione sorge spontanea, quasi amara: a Marsala, la politica somiglia sempre più a un circolo privato. Si entra, si esce, si rientra. Le facce cambiano con il contagocce, le poltrone mai. E questo Consiglio, prima ancora di iniziare a lavorare, ha già il profumo stantio del già visto. Una situazione che basterebbe a tenere in ostaggio la maggioranza per settimane.
Detto questo, al di là delle polemiche e dei giochi di potere, a questi 24 uomini e donne va rivolto un sincero augurio di buon lavoro. Perché al netto delle poltrone e delle rielezioni, la posta in gioco è un’altra: Marsala. L’invito, a vecchi e nuovi consiglieri, è quello di mettere da parte le mire personali e concentrarsi su un unico, grande obiettivo. Svegliare la città dal torpore amministrativo in cui è rimasta impigliata troppo a lungo.
Alberto Di Paola
