Marsala, Giacomo Manzo racconta la sua “l’odissea” fra due Ospedali per un sospetto infarto

Testimonianza di “lentezza inaccettabile” nei soccorsi prestati ad un uomo con sospetto di infarto tra gli ospedali di Marsala e Trapani

La raccapricciante storia, che vi sta per raccontare il protagonista narra della sua “l’odissea” fra due ospedali, senza sapere per ore se fosse in pericolo di vita o meno; mentre il Pronto Soccorso del Paolo Borsellino continua a rimanere chiuso all’utenza no Covid-19

Sabato 18 aprile, un uomo di 55 anni, l’enologo Giacomo Alberto Manzo, temendo di avere in grave infarto in corso e, pensando di non arrivare in tempo utile a Trapani per essere salvato, ha avuto l’infelice idea di farsi accompagnare al Paolo Borsellino per essere “stabilizzato” nella tanto “pubblicizzata” Area d’emergenza. Inizia così “l’odissea” di Giacomo: poco dopo le ore 10 del matltino giunge al triage in tenda, una sorta di “area grigia” dove passano tutti (sicuramente sono più i sospetti casi di coronavirus a passare che quelli di pazienti con altre patologie), quindi l’avvio attraverso il cosiddetto “percorso pulito” nell’area di emergenza. Una visita, un elettrocardiogramma (nessuna analisi clinica e nessun consulto specialistico) con gli stessi sintomi con cui è arrivato gli si prospetta al Manzo il trasporto in ambulanza a Trapani.

L’uomo temendo ancor più per la sua vita rifiuta l’ambulanza e con il referto dell’area di emergenza di Marsala giunge subito dopo all’ospedale di Trapani, pensando di aver accorciato i tempi e poter ricevere subito i dovuti accertamenti diagnostici del caso. I fatti gli hanno dato ragione, nessun iter agevolato. Anzi viene sottoposto ad un secondo triage e attribuitogli un codice “giallo” ha dovuto aspettare le ore 14 (circa 4 ore dopo l’arrivo al Paolo Borsellino) prima che gli venisse fatto il prelievo di sangue per l’analisi degli enzimi cardiaci. Fortunatamente non aveva avuto un infarto ma, se avesse avuto un grave infarto del miocardio, solo un miracolo lo avrebbe potuto salvare.

Al nostro lettore tutto sommato è finita bene; ma una città con circa 85 mila abitanti nel 2020 non può essere abbandonata a sé stessa. L’assistenza sanitaria è un dovere e come tale deve essere garantito, inoltre lo prevede la Costituzione Italiana. Il soccorso alle emergenze sanitarie non puó e non deve essere “compromesso” dalla distanza chilometrica che divide la persona soccorsa  dell’ospedale, specialmente se questo si trova in un altra città della provincia. Giacomo Alberto Manzo nella sua lunga e dettagliata lettera scrive: “Mi chiedo, quali logiche politiche, sono prevalse nell’individuazione del nosocomio di Marsala a presidio anti Covid? Mi chiedo quanto tempo durerà tale “presidio”? Ma una cosa mi è molta chiara e cioè: Marsala non può fare a meno di un Pronto Soccorso”.

Questa redazione lo sostiene dal 30 marzo scorso, cosa che non stanno facendo gli organi istituzionali, politici e amministrativi del territorio. Qui si camuffa una sorta di guardia medica in Area di Emergenza per sopperire al Pronto Soccorso, senza il supporto di: laboratorio analisi, radiologia, ecografia, tac, risonanza magnetica, sala chirurgica, rianimazione e tanto meno di medici specialisti per le dovute consulenze.

E, dulcis in fondo, allo stato attuale non vi sarebbero ambulanze di rianimazione e personale medico in servizio a sufficienza per poter soccorrere contemporaneamente, 24 ore su 24, più di un pazienti gravi a cui anche una manciata di secondi possono fare la differenza fra la vita e la morte.

Per la nostra rubrica Riceviamo & Pubblichiamo ospitiamo integralmente la lettera denuncia firmata da Giacomo Manzo. 

Vien da piangere nel vedere il nostro nosocomio marsalese “Paolo Borsellino” dal 28 marzo scorso, convertito (dicono) per alcune settimane, a presidio Covid Hospital, per far fronte all’eventuale e, si spera, non necessaria, emergenza sanitaria nel territorio trapanese su scelta dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani (cosi come riportato dalla stampa locale).

Un vero peccato per una città che con i suoi 82 mila circa abitanti (dati statistici demografici del 2018, qui di seguito allegati) è la quinta città per popolazione in ambito regionale, per non parlare della centralità dello stesso nosocomio marsalese in ambito provinciale. Se poi aggiungiamo il comune di Petrosino arriviamo a un’utenza di quasi 100 mila residenti.

Al cospetto di questi dati statistici, inconstentastibili, appare del tutto evidente che in un territorio cosi vasto e cosi popolato deve assolutamente avere un Pronto Soccorso no-Covid.

Se poi analizziamo le classi di età, del Comune di Marsala, vediamo che dai 35 anni i 74 anni vi è una popolazione di 43.567 (maschile e femminile) e dai 75 ai 100 anni di 9.741 (maschile e femminile), risultante al 4780° posto su 7914 comuni per % di residenti con più di 64 anni.

Alla luce di questi dati riscontrabili sul sito: https://ugeo.urbistat.com/AdminStat/it/it/demografia/eta/marsala/81011/4 appare del tutto evidente che i numeri sopra menzionati debbano necessariamente prevedere in zona la piena operatività di un Pronto Soccorso, tale da intervenire tempestivamente nelle fasce di età (sopra indicate) più critica a tutte una serie di patologie.

Un pronto soccorso “pronto”, quindi, per tutti i pazienti che arrivano con urgenze – com’è successo a me sabato 18 aprile, e che se necessitano di controlli tempestivi e immediati. Invece no.

Andiamo ai fatti. Sabato mattina intorno alle ore 10,00 avverto un forte dolore retrosternale, già manifestatosi nella nottata, tale da sentirmi soffocato e impossibilitato a compiere una completa respirazione. Preoccupato del forte dolore, da un familiare, mi faccio accompagnare tempestivamente al P.S. del Paolo Borsellino di Marsala, temendo di non arrivare in tempo all’ospedale di Trapani, dove so che opera una valida unità di cardiologia.

Arrivato al Pronto Soccorso di Marsala, il personale medico e paramedico, venutomi incontro, e adeguatamente dotato di tutti i sistemi di protezione ( simile agli “astronauti”) mi informano che devo recarmi a Trapani, in quanto il suddetto Presidio è interdetto al no-Covid. Faccio presente ed insisto che temo di non arrivare a Trapani per il forte dolore retrosternale. Con senso di responsabilità e in rispetto al giuramento di Ippocrate, vengo regolarmente visitato, dopo il preventivo controllo al pre-Triage, e sottoposto ad un elettrocardiogramma e visita generale.

Dall’esito dei controlli di rito mi si consiglia urgentemente di farmi la “curva enzimatica” (repertoriata)e di recarmi al Pronto Soccorso del nosocomio S. Antonio di Trapani, da Loro, tempestivamente contattato per il mio trasferimento allo stesso Ospedale. Rinuncio al trasferimento in ospedale con l’Ambulanza, per ridurre i tempi, e con il familiare, muniti di dispositivi di legge anti Covid e auto-dichiarazione, ci rechiamo al P.S. di Trapani.

Arrivato al P.S. di Trapani, una gentile infermiera mi informa che devo sottopormi ad un altro pre-Triage. Per cui, mi sottopongo ad un’altra inutile e lunga attesa. Dopo la registrazione del caso al pre-Triage, un’ulteriore registrazione e controllo della documentazione esibita e fornitami dal P.S. di Marsala, e dalla quale mi viene attribuito il codice giallo. Intanto erano passate oltre due ore dalla prima registrazione avvenuta al P.S. di Marsala.

Intorno alle 14,00 gli operatori sanitari eseguono i primi controlli, elettrocardiogramma e alle 14,30 il primo prelievo di sangue per accertamento sulla presenza o meno della Troponina (insieme di proteine coinvolte nella contrazione del cuore. Un aumento della loro concentrazione nel sangue circolante può indicare un’importante sofferenza cardiaca. La Troponina, quindi, potrebbe diventare un terzo marcatore del rischio cardiaco accanto a colesterolo e pressione del sangue). Nelle ore successive vengono svolti altri prelievi, e per fortuna , con esito negativo infarto.

In tutto ciò mi sono ritrovato con altri concittadini, che per un motivo o per un altro, si trovavano al P.S. di Trapani; ma la cosa sconcertante è aver constato personalmente l’impiego di attrezzature, quali i monitor, indispensabili al monitoraggio dell’attività cardiaca, tenuti in attività, o meglio dire, funzionanti, con l’impiego dello Scotch o nastro adesivo (come da foto allegata).

Quindi, dopo diverse ore e altri due prelievi, riscontrato la negatività di eventuali complicazioni cardiovascolari, sono stato dimesso, e con tanta di prescrizione medica mi consigliano altri accertamenti propedeutici e preventivi. Tutto ciò, dopo aver trascorso l’intera giornata di sabato nei rispettivi P.S. di Marsala e Trapani.

Dopo aver evidenziato le criticità del Pronto Soccorso di Marsala (per i motivi in precedenza chiariti) che trova ampia smentita in quest’ anomala giornata e che mette in evidenza come siano non corrette le informazioni comunicate dall’Asp di Trapani (vedi comunicato stampa leggibile su diversi giornali), che sinteticamente riporta: “Siamo in piena emergenza e tutti siamo chiamati a fare sacrifici e ad essere solidali, ma abbiamo comunque pensato anche a non creare molti disagi. Per garantire l’assistenza ai cittadini del comprensorio, all’interno all’ospedale è stata individuata un’area di emergenza straordinaria in grado di far fronte alle prime necessità, dopo le quali i pazienti saranno trasferiti in altre strutture”…), ma che in ultima analisi non corrisponde al vero.

Tra l’altro in merito a questa questione era intervenuto, il sindaco di Marsala, Dott. A. Di Girolamo, che avrebbe affermato: “che avrebbe monitorato costantemente la funzionalità dell’area di emergenza individuata dall’Asp e dell’intera struttura sanitaria”.

Spiace invece riscontrare, che tale individuazione del P.S. di Marsala, anti Covid, sia stata accolta positivamente dalla politica locale e provinciale, anziché preoccuparsi di individuare nuovi siti ospedalieri, anche in altri ambiti provinciali e locali.

Mi spiace registrare come cittadino, e che, contribuisce al sostentamento della sanità pubblica come mai, non si e tenuto conto della fascia di età della cittadinanza marsalese da 35 a 74 anni (ad altro rischio cardiovascolare) e da 75 ai 100 anni (ad alto rischio per traumi o patologie diverse) non prevedere la funzionalità del Pronto Soccorso di Marsala?

Mi chiedo, quali logiche politiche, sono prevalse nell’individuazione del nosocomio di Marsala a presidio anti Covid?

Mi chiedo quanto tempo durerà tale “presidio”? Ma una cosa mi è molta chiara e cioè: Marsala non può fare a meno di un Pronto Soccorso. Chi ha deciso ciò, sicuramente, non ha tenuto conto dei dati qui sopra citati. Non è il singolo cittadino che parla, ma parlano i dati e i fatti.

Buona salute a tutti.

Giacomo Alberto Manzo

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Commenti

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    Gaspare Barraco 5 mesi

    Avete letto cosa scrissi io sull’ esclusiva Covid al Paolo Borsellino ad inizio di marzo?Cav.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.