Marsala è a secco: manca l’acqua e salta la pazienza per giorni di sacrifici
Rattoppo dopo rattoppo, la vecchia condotta idrica continua a cedere. I disagi si allungano e la pazienza dei residenti, messa alla prova da anni di promesse, comincia a scarseggiare.

Marsala è nuovamente a secco, manca l’acqua da ieri a causa di una crepa, una grossa perdita, nella condotta principale. Il luogo del disastro è via Agnello, una zona in periferia tra via Mazara e via Tunisi, in contrada Ciancio per essere più precisi. Il settore Lavori Pubblici ha comunicato, i tecnici sono accorsi, gli operai hanno iniziato a scavare. La fotografia è sempre la stessa, quella di una città che non cambia mai, fatta da mezzo secolo di amministrazioni che si sono limitate solo a rattoppare i buchi.
Da ieri pomeriggio i rubinetti sono asciutti e lo resteranno per parecchie ore. La tubazione è stata riparata ma si attendono almeno altre 48 ore per far presa alla resina e poi il tempo necessario a mettere in pressione l’intero impianto. Quattro giorni in tutto. Sulla carta.
Sulla carta, perché nella realtà dei fatti, a Marsala, quando si tratta d’acqua, le cose vanno diversamente. Una volta riparato il danno, una volta che la resina ha fatto presa e la tenuta è testata, comincia un’altra attesa. Quella della pressione. L’acqua deve riempire l’intera tubatura, servire le utenze progressivamente per chilometri di condotte vecchie e stanche, prima di riaffacciarsi ai rubinetti di chi sta in fondo alla rete.
Così i quattro giorni tecnici, per qualcuno, diventano cinque. O sei. Talvolta anche di più. E mentre gli operai ripongono gli attrezzi, c’è chi ancora aspetta con la tanica in mano davanti alle fontane.
Questa è la storia di una città vecchia, tenuta insieme dallo scotch e dalla rassegnazione. La storia di rattoppi su tubi malmessi, di promesse che si infrangono contro la prossima crepa. I cittadini non chiedono miracoli, non pretendono l’impossibile. Chiedono solo servizi efficienti. E aspettano. In silenzio, quasi con pazienza. Perché a Marsala l’acqua manca sempre. Ma la pazienza, quella no. Quella, stranamente, non finisce mai.
