Marsala, drammatico appello dall’ospedale: “siamo allo sbando, manca una guida”

Grido di allarme del personale dell’Ospedale Borsellino di Marsala.

Per la nostra rubrica “Riceviamo & Pubblichiamo” ospitiamo il grido di Allarme del personale dell’ospedale Paolo Borsellino di Marsala con la quale denunciano un periodo di confusione nella gestione del nosocomio di contrada Cardilla, la carenza di presidi sanitari, turni di 12 ore lavorative, scarsa sicurezza sul posto di lavoro e tanto altri

Il personale dell’ospedale Paolo Borsellino vuole rimanere anonimo, e noi manteniamo l’anonimato in quanto riteniamo che sia doveroso diffondere la loro voce, che descrive quello che starebbero vivendo ogni giorno dentro il nosocomio marsalese, senza cagionare loro gravi ripercussioni.

“Spett.Le. Redazione​

Medici e infermieri a lottare da soli. Direzione sanitaria inesistente. Dove sono tutti?

Da settimane ormai il nosocomio Marsalese naviga nell’incertezza e nel dubbio. Siamo un folto gruppo di dipendenti dell’Ospedale di Marsala, tutti direttamente o indirettamente coinvolti nell’emergenza Coronavirus. Lavoriamo in diversi reparti, con diverse mansioni ma parliamo tra di noi, ci confrontiamo, dialoghiamo costruttivamente. Scriviamo questa nostra lettera aperta per sottolineare quanto sta accadendo da settimane e si ripete quotidianamente.

Il nostro gruppo è formato da personale dotato di grande cuore, capacità professionali ed abnegazione. Quando ci hanno comunicato l’ordine di servizio, seppur senza alcun preavviso, per far parte della squadra COVID, abbiamo accettato senza remore la sfida che il nostro territorio ci ha chiesto di fronteggiare.

Nonostante tutti fossimo consapevoli di essere impreparati a fronteggiare tale emergenza, soprattutto perché nessuno di noi aveva conoscenza approfondita del problema, dal giorno 11 marzo è scattato in ospedale un piano di azione che definiremmo sregolato, frammentario e contraddittorio. In poche parole ci siamo accorti di non avere una guida consapevole sopra di noi. Da qual giorno si sono succedute una serie infinita di comunicazioni inutili, contraddittorie, scollegate e senza senso che cambiavano ogni mezz’ora e viaggiavano su canali tutt’altro che ufficiali. Come si può pretendere che vengano inviati ed accettati ordini di servizio su whatsapp, o peggio a voce, quando nelle lettere protocollate c’era scritto tutt’altro?

Il nostro Direttore Sanitario è barricato nella sua stanza, irreperibile, non ascolta, non agisce. Un esempio lampante è la timeline che lui stesso ci ha inviato con nota protocollata del 13 marzo, dove venivano previste diverse fasi per la realizzazione dell’ospedale: fase a) dimissione e trasferimento dei pazienti del reparto di medicina che, già perfettamente equipaggiato doveva accogliere i primi pazienti affetti da Coronavirus; fase B) Creazione del nuovo reparto COVID nei locali dismessi (ex pneumologia) entro 10 gg.

Recepite le direttive imposte, abbiamo assistito a uno scenario entusiasmante: medici con gli stracci in mano che pulivano sedie e scrivanie, infermieri trasportare, sulle loro spalle, scatoloni di materiale impolverato ed abbandonato per far posto al nuovo materiale: una unione di intenti e di forza di volontà che ha abbattuto le barriere dei ruoli e ci ha portato ad essere tutti soldati dello stesso esercito. Un esercito senza generali. L’entusiasmo è stato continuamente spezzato dalla Direzione Sanitaria, che nonostante dovesse coordinare questa organizzazione con lucidità ed esperienza, alle nostre richieste di supporto e di chiarimento rispondeva con minacce e provvedimenti disciplinari.

Così, mentre ancora tutti erano intenti ad allestire il reparto, con le porte spalancate per il trasloco in corso, ​ si presenta dentro il reparto il personale del pronto soccorso, tutto dotato di dispositivi di protezione,​ che trasporta il primo paziente COVID potenzialmente infetto, senza alcun preavviso. In quel momento, infatti, tutto il personale ancora intento a coordinare l’allestimento del reparto, non indossava i DPI. Alla richiesta di chiarimenti in merito dell’arrivo del paziente senza preavviso e con ben 8 giorni di anticipo rispetto alla data di apertura prevista, il Direttore Sanitario ha risposto con grave noncuranza che il paziente non era positivo ma bensì sospetto, come se questo bastasse a mettere il personale in sicurezza.

Da quel giorno è stato un susseguirsi di circolari contraddittorie tra di loro, di percorsi di sicurezza fittizi e identificati da chi, da settimane è chiuso in una stanza, non riceve nessuno, non ascolta i suggerimenti che arrivano da chi è in prima linea. Adesso sono iniziate ad arrivare le comunicazioni di malattia da parte dello staff della direzione sanitaria che continua a navigare nel buio.

Ci riferiscono che nel reparto COVID non esistono validi percorsi sporto/pulito, i DPI sono carenti e vengono centellinati, gli infermieri sono costretti a un turno di 12 ore notturne senza possibilità di avere un cambio, di bere o di usare i servizi, sono trattati senza rispetto, ed è impossibile capire quali sono le competenze di chi sta dentro e chi sta fuori l’area isolata. Perfino mandare un prelievo al laboratorio di analisi è un continuo dire: “No! non spetta a me! non mandiamo nessuno a prenderlo!” E’ impossibile avere risposte. Non esiste nessuno che abbia le idee chiare.

Ieri un’infermiera è dovuta rimanere fuori dalla area operativa solo per trasportare prelievi in laboratorio e sottraendo supporto al collega dentro rimasto solo.​ Per tre giorni nessuna squadra è venuta a eseguire le pulizie nel reparto lasciando il personale in servizio in un ambiente sporco e malsano perché mancavano i requisiti minimi per la loro sicurezza.

Tutti dicono ce la faremo! Andrà tutto bene!​ Siamo fiduciosi e qui​ ci sono pochi casi ma se è vero che il peggio deve ancora venire…​ abbiamo assoluto bisogno di una vera guida!

Grazie! Grazie davvero per ascoltarci!

Il personale dell’ospedale di Marsala”

 

In un periodo di così tanta confusione, dove le fake hanno il sopravvento sull’informazione, e dove si “bacchetta” e si accusa la stampa di generare falso “allarmismo”, diventa difficile il ruolo del giornalista. Ma, nessuno, specialmente in questo momento così difficile, può esimersi dall’assumere le proprie responsabilità. Ecco perché, dopo aver verificato fonte e veridicità, abiamo deciso di pubblicare questo appello che, sicuramente, ha fatto traballare la sedia sotto qualche burocrate della sanità. Nulla di personale. Non è stata nostra intenzione screditare il  Direttore Sanitario, il suo personale, il presidio ospedaliero. Tanto meno vogliamo creare allarmismo nella popolazione. Abbiamo pubblicato la lettera affinchè i vertici della sanità in Sicilia, a partire dal Presidente della Regione Musumeci e dell’assessore alla sanità Rugfero Razza, accertino quanto sta accadendo al Covid-19 Hospital di Marsala. E, se è il caso, che si prendano in tempo le dovute contromisure. A giorni raggiungeremo il “picco” della pandemia e se gli ospedali non entreranno in pieno regime di emergenza, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Noi non possiamo che auspicare nell’interesse primario del personale dell’ospedale Paolo Borsellino di Marsala e dell’utenza dello stesso, che il presidio possa essere ben guidato, dotato di strumenti, personale, presidi sanitari e di  quanto altro gli necessiti  per esercitare il proprio importante ruolo di salva vite

Alberto Di Paola

Direttore Responsabile 

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Commenti

Wordpress (9)
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    Vita 4 mesi

    Poveri noi,che il buon Dio ci aiuti.Visto che siamo nelle mani di nessuno

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    Danyiphone 5 mesi

    D’altronde, da un ospedale inesistente e nel quale regnava scarsa professionalità, umanità pari a zero ed coscienza professionale del tutto assente, cosa ci si aspettava?

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    Maurizio 5 mesi

    Purtroppo le poche esperienze personali che mi hanno portato all’ospedale di Marsala sono sempre state delle delusioni per l’inadeguatezza della struttura a fornire tempestivo aiuto a coloro che hanno bisogno. Per questo penso che in un periodo come quello attuale il nosocomio qualora i casi di covid dovessero aumentare non sarebbe in grado di fornire gli adeguati interventi.
    Leggendo la lettera e percependo lo stato d’animo dei sanitari, spero vivamente che chi comanda per davvero possa al più presto prendere la situazione in mano.

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    Natale Pisciotta 5 mesi

    Un capo che si rispetti deve prendersi la responsabilità in prima persona.
    Sicuramente avete ricevuto una circolare comportamentale a cui vi siete attenuti ed aderito.
    Eleggete un rappresentante dei medici e infermieri chi si rapporti con il vs capo( visto che il vs generale non è sul campo) ogni qualvolta è necessario, lasciando un vostro resoconto su quanto fatto e sulle cose necessarie da fare.
    In base alla vs prima dimostranza,se continua a latitare, informate il capo Prov. TRAPANI e se il caso l’assessore Regionale.
    Questo non è ammutinamento ma buonsenso.

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    Alex 5 mesi

    Purtroppo quando succede un emergenza e la cosa più importante è avere gente capace nei posti di comando, si scopre che nella realtà è gente incapace ,che non ha le capacità appunto di prendere in mano la situazione e fare da guida.
    Un po come i comandanti delle navi da crociera,si da per scontato che sono tutti bravi e preparati e che siccome non succede quasi mai niente,ne siamo convinti.
    Poi se una nave prende uno scoglio,scopri che hai sacchettino che non sa neanche mettere una scialuppa in mare.

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    Giulio 5 mesi

    Quello che ho letto su questo articolo è gravissimo,se non ci sono delle guide capaci di gestire una situazione così delicata,si dimetta e dia posto a chi sa affrontare tale situazione!!!!

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    Serafino 5 mesi

    Dai primi di febbraio vado scrivendo che bisogna potenziare i ns ospedali della provincia di trapani, specialmente quello di Marsala, nuovo ma con reparti chiusi, ma ci vogliono I mezzi, ma i mezzi lo stato che li abbia dato, siamo capaci di metterli in campo o no, I dirigenti sono capaci di attuarli o come al solito di sanità nn sanno niente, sono messi lì tanto per, che il Signore ci aiuti

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    Paola Maria 5 mesi

    Forse in Sicilia è stato sottovalutato quello che accade qui al Nord,eppure io ho da denunciare un esperienza diretta,,,il 09/03/20mia mamma ha chiamato il 118riferendo le sue condizioni di Salute(già cagionevole) febbre tosse ecc..e gli hanno detto di stare a casa,Tranquilla, qua ancora???ancore che C…e se mia madre ha preso il Cov19??

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    Andrea Pellegrino 5 mesi

    tutti quanti le persone devono capire che abbiamo un problema gravissimo in tutto il mondo quindi e necessario rimanere a casa