Marsala, bando per dirigente tecnico, ma la scelta spetta alla sindaca

L’avviso per il dirigente tecnico a Marsala arriva alla vigilia di Ferragosto. Dieci giorni per candidarsi e la scelta finale spetta solo a Andreana Patti. Opposizione sul sentiero di guerra.

Il Comune di Marsala cerca un dirigente tecnico per il Settore Servizi Pubblici Locali. L’avviso, pubblicato alla vigilia di Ferragosto, concede dieci giorni di tempo per presentare le candidature, con scadenza fissata al 24 agosto. Una tempistica, questa, che appare quanto meno singolare per un incarico di primaria importanza, in un periodo in cui professionisti, studi e uffici rallentano o chiudono per le ferie.

C’è un’altra particolarità, forse ancor più significativa, che riguarda la procedura di selezione che attribuisce la parola finale alla sindaca. È a questo punto che il meccanismo assume una connotazione politica, perché sarà Andreana Patti, con un atto proprio, a individuare il dirigente da destinare alla guida di un settore che comprende lavori pubblici, rifiuti, trasporti e urbanistica.

Il fulcro della selezione si basa sull’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, prevede che una commissione tecnica valuti i candidati attribuendo un massimo di 40 punti al curriculum e 30 al colloquio, con una soglia minima di 21 punti per superare quest’ultimo. La commissione non formerà alcuna graduatoria di merito, ma si limiterà a sottoporre alla sindaca un elenco di aspiranti ritenuti idonei, corredato dai relativi curriculum.

E sarà Andreana Patti a scegliere la figura che più gli piace. Sebbene la legge consenta espressamente questa modalità di conferimento per gli incarichi di natura fiduciaria, è proprio il combinato disposto tra la tempistica compressa e il potere discrezionale della sindaca a sollevare perplessità nell’opinione pubblica e tra le fila dell’opposizione. In molti si chiedono se un calendario più dilatato e meno estivo non avrebbe garantito una platea più ampia di candidati qualificati.

Il profilo richiesto, tra l’altro, è severo: laurea in Ingegneria o Architettura, abilitazione, iscrizione all’albo e almeno cinque anni di esperienza. Figure così specializzate, nel periodo ferragostano, potrebbero semplicemente non avere il tempo o la possibilità di organizzare una candidatura. L’opposizione non è d’accordo, si mormora finanche sull’arenile delle spiagge e si preannunciano interrogazioni roventi nei prossimi giorni.

Molti consiglieri comunali si chiedono se l’effetto voluto non sia proprio quello di restringere il campo, magari per indirizzare la scelta su un nome già individuato. Cresce la sensazione che si stia assistendo a una partita già scritta, nella quale la valutazione tecnica rischia di essere un mero adempimento formale. Naturalmente, si tratta di un sospetto che nessuno può dimostrare, ma che l’opposizione, prevedibilmente, non mancherà di sollevare in consiglio comunale.

L’amministrazione, dal canto suo, rivendica la piena legittimità della procedura e la necessità di passare dalla programmazione alla concreta attuazione del rafforzamento della macchina amministrativa, come del resto previsto dal PIAO 2026-2028. Lo stesso piano, tra l’altro, prevede assunzioni importanti, come 9 agenti di Polizia Locale quest’anno e 7 giardinieri per la cura del verde. Ma è proprio il dirigente tecnico, con il suo potere discrezionale sulle opere e sui servizi, a rappresentare il vero banco di prova per la nuova giunta.

E la scelta di procedere in agosto, con tempi così stretti, rischia di minare la fiducia dei cittadini nella trasparenza del processo. Non si tratta di mettere in dubbio la correttezza formale dell’avviso, ma di sottolineare come la percezione esterna sia quella di una partita già scritta, nella quale la valutazione tecnica rischia di diventare un semplice adempimento.

Il dirigente, una volta nominato, resterà in carica fino al termine del mandato della sindaca, rafforzando ulteriormente il legame fiduciario con il vertice politico. Un meccanismo che, se da un lato garantisce all’amministrazione la possibilità di lavorare con una figura di cui si fida, dall’altro espone la stessa sindaca al rischio di vedersi contestare una scelta che, nelle more, appare più politica che tecnica. Con dieci giorni di tempo e con Ferragosto di mezzo, è lecito chiedersi se Marsala abbia davvero la possibilità di attrarre il miglior professionista possibile, oppure se si stia assistendo a una procedura che, pur nella sua legalità, finisce per ridurre la competizione e favorire l’opacità.

L’opposizione si prepara a sollevare il caso in consiglio comunale, annunciando interrogazioni e richieste di chiarimenti. Se il candidato prescelto sarà un professionista di comprovata esperienza e indipendenza, il sospetto si dissolverà. In caso contrario, le polemiche rischieranno di offuscare gli annunciati piani di rilancio e rafforzamento dei servizi. Le prossime settimane diranno se i sospetti erano infondati o se, invece, la città si troverà di fronte a una nomina che lascerà più di un amaro in bocca.

Alberto Di Paola

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