Marsala, approvata la rottamazione dal Consiglio Comunale
Il Consiglio comunale di Marsala ha dato il via libera alla rottamazione quinquies. La misura interessa le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023 e apre una finestra di opportunità per i cittadini in difficoltà.

Il Consiglio comunale di Marsala ha approvato la rottamazione quinquies, la definizione agevolata delle pendenze tributarie affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La seduta si è svolta a Palazzo VII Aprile, presieduta da Giovanni Maniscalco, con la presenza di 19 consiglieri. Prima di entrare nel merito dei punti all’ordine del giorno, l’Aula ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria di due persone scomparse di recente. Il consigliere Piero Cavasino ha ricordato la giudice Annalisa Amato, che per anni ha prestato servizio al Tribunale di Marsala. Un pensiero è stato rivolto anche a Filippo Pavia, dipendente comunale in forza allo Sportello Unico per l’Edilizia.
Subito dopo, il Consiglio ha approvato l’adesione del Comune alla rottamazione quinquies. Il provvedimento riguarda le pendenze affidate dall’ente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I cittadini interessati potranno ora rivolgersi all’AdER per conoscere le modalità di pagamento e le procedure da seguire nei singoli casi. La misura rientra nel quadro della definizione agevolata prevista dalla normativa vigente.
La seduta è proseguita con la trattazione del Rendiconto di Gestione 2025, la cui discussione non si è conclusa nella stessa riunione. L’esame del documento contabile continuerà nella prossima seduta, fissata per giovedì 23 luglio alle ore 11. La seduta è stata trasmessa in streaming sul canale istituzionale.
L’approvazione della rottamazione quinquies rappresenta un passaggio significativo per l’amministrazione comunale. La misura consente ai contribuenti marsalesi di sanare le proprie posizioni debitorie con condizioni agevolate, riducendo l’onere fiscale accumulato nel corso di oltre venti anni. L’adesione del Comune all’iniziativa governativa apre concrete possibilità di regolarizzazione per famiglie e imprese che hanno accumulato debiti con l’erario. La rottamazione quinquies si inserisce in un contesto più ampio di semplificazione fiscale e di sostegno ai contribuenti in difficoltà economica.
L’intervento del Consiglio comunale su questo fronte è stato rapido e senza discussioni particolarmente accese, almeno sul piano formale. Tuttavia, quanto accaduto in Aula non racconta l’intera storia. Al di là dei voti e delle delibere, in Palazzo VII Aprile si respira un’aria che non promette nulla di buono per la maggioranza che sostiene il sindaco Patti. Il clima è cambiato rispetto ai primi giorni dell’amministrazione e i segnali di disagio non si contano più sulle dita di una mano.
Il problema non è legato agli incarichi o alle poltrone, quello è il classico rito di passaggio di ogni nuova amministrazione. Il nodo vero è il metodo di governo. Lo stile percepito dai consiglieri di maggioranza è fortemente verticistico, lascia poco spazio al confronto e alla condivisione delle scelte. Decisioni prese in altre stanze, comunicate in Aula come atto dovuto. Non è il modo in cui ci si aspettava di lavorare dopo una campagna elettorale costruita sulla promessa di un cambiamento radicale.
È ancora presto per parlare di crisi politica aperta. Nessuno ha alzato la voce in modo troppo forte, nessuno ha minacciato di lasciare la maggioranza anche se il cambio di casacca è sintomatico di un malessere in atto. Ma l’entusiasmo iniziale si è già affievolito e i primi malumori hanno preso forma. Per una coalizione che ha messo insieme culture politiche profondamente diverse, la capacità di ascoltare e condividere potrebbe rivelarsi decisiva quanto quella che, pochi mesi fa, ha consentito di vincere le elezioni.
C’è un aspetto istituzionale che non va sottovalutato. Nella prassi amministrativa è il regolamento comunale a disciplinare il funzionamento delle commissioni e dei lavori consiliari, non il sindaco. L’autonomia del Consiglio comunale rappresenta uno dei principi cardine dell’ordinamento degli enti locali e costituisce una garanzia di equilibrio tra gli organi istituzionali. Ignorare questo equilibrio significa mettere in discussione le basi stesse del governo dell’ente. Se la maggioranza non troverà il modo di ricomporre i rapporti interni, la rottamazione quinquies approvata oggi rischia di restare l’unico risultato condiviso di un mandato che potrebbe diventare molto più complicato del previsto.
Alberto Di Paola
