Mafia, 500 anni carcere per gli uomini delle cosche palermitane

Sono stati condannati a scontare oltre 500 anni di carcere complessivi 82 dei 97 imputati del processo per mafia “Apocalisse” condannati dal Giudice per l’udienza preliminare di Palermo col rito abbreviato. In quindici sono stati assolti. I boss, gregari ed estorsori delle cosche di San Lorenzo, Resuttana, Acquasanta, Partanna Mondello sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni e danneggiamento.

operazione-apocalisse

Ecco l’elenco completo degli imputati e le rispettive pene:Epifano Aiello (8 anni e 8 mesi), Domenico Baglione (9 anni e 4 mesi), Giuseppe Battaglia (8 anni), Giovanni Beone (10 anni), Girolamo Biondino (14 anni), Maurizio Bonfiglio (assolto, difeso dall’avvocato Massimiliano Molfettini), Giuseppe Bonura (8 anni e 8 mesi), Giovanni Cacciatore (9 anni e 4 mesi), Francesco Caporrimo (8 anni), Giulio Caporrimo (assolto, difeso dall’avvocato Giovanni Di Benedetto), Alessio Cariello (assolto, difeso dall’avvocato Cannata), Marco Carollo (4 anni e 8 mesi), Davide Catalano (assolto, avvocati Claudio Gallina Montana e Francesca Russo), Antonino Ciaramitaro (6 anni), Domenico Ciaramitaro (2 anni in continuazione), Gaetano Ciaramitaro (10 anni), Leonardo Clemente (assolto, difeso dagli avvocati Tommaso De Lisi e Massimiliano Molfettini), Domenico Consiglio (assolto, avvocati Pirrello e Nico Riccobene), Davide Contino (2 anni), Tommaso Contino (20 anni), Salvatore Coppola (2 anni), Francesco D’Alessandro (13 anni e 4 mesi), Salvatore D’Alessandro (9 anni e 4 mesi), Guido D’Angelo (10 anni e 8 mesi), Giuseppe Fabio Davì (9 anni e 4 mesi), Daiana De Lisi (assolta, difesa dall’avvocato Sapienza), Antonio Di Maggio (11 anni e 4 mesi in continuazione con una precedente condanna), Nicolò Di Maio (15 anni e 4 mesi), Filippo Di Pisa (assolto, difeso dall’avvocato Antonio Sottosanti), Sandro Diele (17 anni e 8 mesi), Ciro Enea (assolto, difeso dall’avvocato Carlo Catuogno), Erasmo Enea (assolto, difeso dagli avvocati Sanseverino e Giacopino), Carmelo Farnese (assolto, difeso dagli avvocati Vincenzo Giambruno e Salvatore Guggino), Gioacchino Favaloro (8 anni e 10 mesi), Francesco Ferrante (assolto, difeso dall’avvocato Rusciano), Gianluca Flauto (assolto, difeso dall’avvocato Giovanni Di Benedetto), Lorenzo Flauto (10 anni e 8 mesi), Roberto Flauto (assolto, difeso dall’avvocato Salvo Priola), Pietro Franzetti (2 anni), Giuseppe Fricano (14 anni), Vito Galatolo (6 anni e 8 mesi), Angelo Gallina (8 anni e otto mesi), Melchiorre Gennaro (1 anno e 4 mesi), Tommaso Bartolo Genovese (assolto, difeso dall’avvocato Antonio Turrisi), Carlo Lucio Ginestra (assolto, difeso dall’avvocato Mimmo La Blasca), Nicola Geraci (8 anni), Francesco Graziano (2 anni), Roberto Graziano (9 anni e 4 mesi), Camillo Graziano (9 anni e 4 mesi), Santo Graziano (8 anni e 8 mesi), Vincenzo Graziano (10 anni), Silvio Guerrera (10 anni), Sergio Ilardi (assolto, difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Silvana Tortorici), Gioacchino Intravaia (9 anni e 4 mesi), Avni Kpuzf (2 anni), Salvatore Lanzafame (assolto, difeso dall’avvocato Claudio Gallina Montana), Rosario Li Vigni (1 anno e 4 mesi), Luigi Li Volsi (assolto, difeso dall’avvocato Vincenzo Zummo), Paolo Lo Iacono (12 anni e 4 mesi), Angelo Lo Presti (assolto, avvocato La Rosa), Giuseppe Lombardo (1 anno e 8 mesi), Vincenzo Lucà (8 anni), Pietro Magrì (8 anni), Francesco Paolo Mangano (assolto, difeso dall’avvocato Naimo), Serafino Maranzano (3 anni e 8 mesi), Teresa Marino (assolta), Leonardo Marino (assolto, difeso dall’avvocato Michle Rubino), Filippo Matassa (12 anni e 8 mesi), Carmelo Meli (assolto dall’avvocato Giuseppe La Barbera), Salvatore Mendola (8 anni e 8 mesi), Francesco Militano (8 anni e 8 mesi), Marco Mineo (assolto, difeso dall’avvocato Marco Clementi), Pietro Mineo (assolto, difeso dall’avvocato Salvatore Centineo), Salvatore Mineo (assolto, difeso dall’avvocato Clementi), Domenico Palazzotto (20 anni), Gregorio Palazzotto (20 anni), Serafino Piazzese (assolto, difeso dall’avvocato Concteta Rubino), Salvatore Picone (assolto, difeso dall’avvocato Adamo), Michele Pillitteri (classe 1960, 10 anni), Emilio Pizzurro (10 anni e 8 mesi), Aurelio Puccio (assolto, difeso dall’avvocato Pipitone), Leandro Puccio (assolto), Marcello Puccio (8 anni e 8 mesi), Ignazio Romano (2 anni), Antonino Salerno (assolto, difeso dall’avvocato Vincenzo Giambruno), Roberto Sardisco (10 anni e 4 mesi), Domenico Serio (assolto, difeso dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Luca Cianferoni), Antonino Siragusa (8 anni e 8 mesi), Luigi Siragusa (9 anni e 4 mesi), Antonino Spina (assolto, difeso dall’avvocato Valerio Vianello), Antonino Tarallo (assolto, difeso dall’avvocato Filippo Gallina), Onofrio Terracchio (19 anni e 8 mesi), Aurelio Valguarnera (3 anni e 6 mesi), Calogero Ventimiglia (12 anni e 8 mesi), Giovanni Vitale (8 anni e 4 mesi).

Il gup ha inflitto condanne pesanti comprese tra i 2 e i 20 anni di reclusione. Ai due collaboratori di giustizia Vito Galatolo e Silvio Guerrara sono stati dati rispettivamente 6 anni e 8 mesi e 10 anni di reclusione. Davanti al tribunale, in ordinario, è in corso un’altra tranche del processo che nasce da due operazioni di polizia contro i clan palermitani: una del 2014 e la seconda del febbraio 2015.

PALERMO – Fuori dal bunker dell’Ucciardone scoppia il finimondo. Appena si sparge la voce della stangata giudiziaria si scatena la reazione dei parenti dei condannati. Urla, spintoni. Le forze dell’ordine sedano gli animi a fatica.

È durissima la sentenza del giudice per l’udienza preliminare Giuseppina Cipolla: oltre 550 anni di carcere per gli uomini che, secondo l’accusa, avevano raccolto le macerie del dopo Lo Piccolo. Avrebbero fatto parte del nuovo esercito di Cosa nostra azzerato fra il luglio 2014 e il febbraio 2015 con il maxi blitz Apocalisse che rase al suo i clan di Tommaso Natale-San Lorenzo e Resuttana. Boss e gregari chiamati a raccolta da Girolamo Biondino, fratello di Salvatore, l’autista di Totò Riina, scarcerato pochi mesi prima. Ci sono una trentina di assolti.

I pubblici ministeri Vittorio Teresi, Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e Roberto Tartagliaricostruirono la mappa del potere nei due storici mandamenti. A cominciare dal ruolo di Biondino, 66 anni, che ufficialmente faceva il pensionato e invece avrebbe dettato legge a San Lorenzo. Aveva preso in mano il bastone del comando, fedele alla linea di una mafia antica di cui la sua famiglia ha sempre fatto parte. A lui ci si doveva rivolgere per dirimere ogni questione.

Le indagini di carabinieri, poliziotti e finanzieri della Valutaria tracciarono la nuova mappa del potere: Giuseppe Fricano, reggente di Resuttana, Sandro Diele della famiglia di Pallavicino-Zen, Tommaso Contino di Partanna Mondello, Silvio Guerrera (poi divenuto collaboratore di giustizia) capo della famiglia di Cardillo; Pietro Magrì, Gregorio e Domenico Palazzotto all’Arenella; Vito Galatolo, figlio del boss Vincenzo, all’Acquasanta (pure lui si è pentito), coadiuvato da Filippo Matassa.

A Galatolo, che ha anche raccontato del progetto di attentato al pm Antonino Di Matteo, e Guerrera non è stata riconosciuta l’attenuante speciale riservata ai collaboratori di giustizia. Secondo il giudice  entrambi non sarebbero stati decisivi perché non avrebbero aggiunto elementi di novità rispetto a quanto già ricostruito dai pubblici ministeri.

Risarcimento danni per Addiopizzo, Fai, Confindustria, Confcommercio e soprattutto per i quindici commercianti che si erano ribellati al pizzo imposto a tappeto: “Il riconoscimento di un risarcimento diversificato e maggiore ad Addiopizzo, rispetto a tutte le altre associazioni anche di categoria – spiegano gli avvocati Salvatore Forello e Valerio D’Antoni – premia l’impegno profuso sul territorio in questi anni ed è il risultato anche di un lavoro di equipe, fatto di professionalità e passione. Oggi Palermo è cambiata in meglio.”

fonte: blogsicilia

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