L’Isola Schola e Lo Stagnone non devono diventare un parco giochi

Letizia Pipitone, presidente dell’associazione Legambiente contesta l’idea di rendere più fruibile l’isola Schola, nella laguna dello Stagnone di Marsala, riaccende il confronto sulla tutela della riserva.

L’isola Schola custodisce un patrimonio naturalistico che rischia di essere sacrificato sull’altare di un turismo senza regole. A lanciare l’allarme è Letizia Pipitone, presidente di Legambiente, che respinge con fermezza le proposte di una maggiore fruizione turistica dell’isolotto avanzate dal deputato regionale Cateno De Luca, candidato alla presidenza della Regione Siciliana  e dall’assessore comunale Daniele Nuccio in quota a Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).

Non si tratta di essere contrari al turismo, precisa Pipitone, ma di difendere un ecosistema fragile da un modello di sviluppo che confonde la valorizzazione con lo sfruttamento. Sull’isola nidifica ogni anno una colonia di garzette, specie tutelata dalla Direttiva Uccelli, insieme a diverse coppie di gabbiani reali. La presenza faunistica comprende due specie di rettili, il gongilo e la lucertola di Wagler, endemica della Sicilia, delle Egadi e dello Stagnone. La vegetazione conta ben 82 taxa, a testimonianza di una biodiversità che interventi non adeguatamente calibrati potrebbero compromettere per sempre.

L’isola Schola non ha bisogno di essere valorizzata, perché rappresenta già un elemento di grande valore ambientale. La sua dimensione ridotta non ne diminuisce l’importanza naturalistica, anzi ne accresce la fragilità. La Riserva dello Stagnone, inserita nella rete europea Natura 2000, sta vivendo una trasformazione profonda e preoccupante. Le segnalazioni che arrivano dalla zona di Birgi descrivono serate diventate una bolgia infernale, con musica ad alto volume proveniente da chioschi trasformati in discoteche all’aperto.

I residenti raccontano di non riuscire nemmeno a parlare durante le cene, costretti a urlare per sovrastare il frastuono che arriva fino alle abitazioni. I dj set vanno avanti fino alle tre o alle quattro di mattina, mentre la pista ciclabile viene percorsa da ragazzi con gli scooter e da auto pure in controsenso. A questi si aggiungono i fuochi d’artificio a poca distanza dalla riva, che fanno sorgere un dubbio amaro: siamo in una riserva naturale o in un parco divertimenti?

Il problema non riguarda soltanto il disturbo ai residenti, ma l’impatto che rumore, illuminazione e attività notturne possono avere sulla fauna di un ambiente protetto. Lo Stagnone è uno dei luoghi più preziosi della Sicilia occidentale, ma quando si tratta di difenderlo comincia il consueto rimpallo delle competenze tra Libero Consorzio, Comune di Marsala, Regione Siciliana e forze dell’ordine.

Il risultato percepito da chi vive e frequenta la zona è che le regole esistono ma la presenza delle istituzioni si rarefà proprio quando servirebbe maggiormente. A pochi mesi dalla visita dell’assessore Giusi Savarino, che aveva pronunciato parole condivisibili su tutela ambientale e turismo responsabile, lo Stagnone ha bisogno di fatti, non di dichiarazioni. Servono controlli concreti, rilevazioni fonometriche, sanzioni per le violazioni e una strategia che stabilisca quale futuro vogliamo per questa riserva.

Il successo turistico degli ultimi anni è evidente, ma proprio questo rende ancora più urgente fissare dei limiti. La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco ha dimostrato che la protezione degli ecosistemi può diventare essa stessa una forma di attrazione, come ha testimoniato la recente nidificazione dei fenicotteri che ha acceso i riflettori internazionali. Lo Stagnone non deve diventare un parco giochi, né un luogo dove la natura debba arretrare davanti alle esigenze delle attività economiche.

L’associazione annuncia che continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla laguna e sull’isola Schola, chiedendo che qualsiasi progetto futuro parta dalla conservazione dell’ecosistema.

Lo Stagnone non è un Parco divertimenti accessibile a tutto, ma deve essere un modello turistico-ambientale nel rispetto dei vincoli imposti della riserva e nel rispetto della natura.

Alberto Di Paola

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