Lentini sollecita un cambio di passo in Forza Italia

Dopo le vicende di Forza Italia a Castelvetrano e a Mazara si solleva il coperchio su Marsala. La resa dei conti nel Trapanese non è lontana 

Il dato è secco e spietato: dopo le elezioni amministrative dello scorso maggio, la rappresentanza di Forza Italia nel Consiglio comunale di Marsala si è dimezzata, passando da tre a un solo consigliere eletto. È questo il numero che fa da sfondo alla dura lettera di Gaspare Lentini, enologo ed ex componente del CdA di Marsala Schola, che ha deciso di alzare la voce contro la gestione del partito in provincia di Trapani .

Il messaggio di Lentini, che arriva dopo un acceso scambio di vedute tra l’onorevole Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS e il coordinatore provinciale Tony Scilla, punta il dito contro una narrazione che definisce “parziale” dei risultati elettorali. Per l’ex membro del Cda di Marsala Schola, non si possono nascondere le sconfitte dietro a numeri sul tesseramento o a percentuali di crescita in altre competizioni .

“Forza Italia ha perso nei comuni della provincia dove si è votato con il sistema proporzionale”, scrive Lentini, che invoca un cambio di passo rispetto a logiche giudicate “di conservazione”. Il riferimento è a una gestione del partito che, a suo dire, non avrebbe saputo valorizzare nuove energie a Marsala, preferendo difendere posizioni personali piuttosto che costruire un progetto vincente.

Il caso Marsala si intreccia così con le tensioni già emerse a Castelvetrano e Mazara del Vallo, dove i consiglieri Barbara Vivona e Antonella Coronetta hanno lasciato i rispettivi gruppi. Se per Scilla si tratta di scelte personali, per Pellegrino rappresentano un sintomo di “una gestione personale che è ormai problema politico regionale”. La discussione, insomma, non è più un fatto locale.

A questo si aggiunge la delicata posizione di Lentini, che a febbraio scorso aveva già rassegnato le dimissioni da Marsala Schola. Una scelta, quella di lasciare l’incarico nell’istituzione comunale, che all’epoca venne interpretata come un atto di rottura nel panorama politico cittadino, in un clima di attesa per le future candidature, non una scelta del partito di chiudere definitivamente con il sindaco Grillo.

L’articolo di Gaspare Lentini, con il suo richiamo alla necessità di “leggere i numeri” senza filtri, riporta la discussione sul piano dei fatti. E i fatti, per Forza Italia, raccontano la storia di un partito attualmente in difficoltà in una delle sue roccaforti.

Alberto Di Paola

Riportiamo qui di seguito la lettera di Gaspare Lentini

Risultati e responsabilità politiche: i numeri non si possono distorcere.
Si valuti il commissariamento della provincia di Trapani

Leggo con attenzione la replica del Coordinatore provinciale di Forza Italia e, proprio per amore della verità dei fatti, ritengo necessario riportare la discussione sul terreno che più di ogni altro dovrebbe contare per un partito politico: i risultati ottenuti nei territori e la capacità di costruire consenso.

Si rivendicano percentuali di crescita nel tesseramento e il miglioramento della posizione di Forza Italia in alcune competizioni elettorali. Sono certamente dati che meritano di essere considerati, ma non possono diventare un alibi per non interrogarsi su ciò che, invece, non ha funzionato.

Con questa guida provinciale, infatti, Forza Italia ha perso nei comuni della provincia di Trapani nei quali si è votato con il sistema proporzionale, e questo dato non può essere cancellato attraverso una narrazione parziale dei risultati.

Le sconfitte elettorali non possono passare inosservate, soprattutto quando chi ha guidato il partito ha avuto piena responsabilità delle scelte politiche, organizzative e strategiche che le hanno determinate. Riconoscere una sconfitta non significa indebolire il partito, ma dimostrare serietà, rispetto verso gli elettori e capacità di correggere la rotta.

Un partito non si misura soltanto dal numero delle tessere o dalla collocazione in una graduatoria elettorale provinciale. Si misura soprattutto dalla capacità di vincere, crescere, radicarsi e valorizzare le proprie energie, costruendo una classe dirigente credibile e competitiva.

E proprio sotto questo profilo, il caso di Marsala rappresenta un’occasione mancata che non può essere ignorata.

A Marsala non si è lavorato con la determinazione necessaria per costruire un progetto finalizzato alla vittoria e alla crescita di Forza Italia. Al contrario, è prevalsa, a mio avviso, una logica di conservazione di posizioni personali, mettendo in secondo piano la necessità di valorizzare nuove energie, aggregare consenso e costruire una proposta politica realmente competitiva.

Questo è il punto politico che dovrebbe essere affrontato. Quando un partito rinuncia a competere fino in fondo o non riesce a valorizzare le proprie risorse, la responsabilità non può essere scaricata su chi chiede spiegazioni. Deve essere assunta da chi ha avuto il compito di guidare e orientare le scelte.

Per questo è necessario un cambio di passo: non soltanto nelle parole, ma nei metodi, nelle priorità e nella capacità di coinvolgere realmente i territori. Serve una gestione più aperta, inclusiva e lungimirante, capace di superare logiche di conservazione e di mettere al centro esclusivamente la crescita del partito.

Se davvero si vuole un partito “aperto e plurale”, allora bisogna dimostrarlo nei fatti: aprendo gli spazi, valorizzando chi lavora nei territori, ascoltando il dissenso e soprattutto accettando una discussione franca sui risultati.

Non è un attacco alla persona chiedere conto delle scelte politiche. È, al contrario, un esercizio di democrazia interna. E non può essere definito un attacco personale sottolineare che, quando le sconfitte si ripetono e riguardano diversi comuni, occorre una valutazione politica seria e trasparente.

Proprio per rispetto verso militanti, amministratori ed elettori, bisogna avere il coraggio di riconoscere anche gli errori e le sconfitte, soprattutto quando esse sono il risultato di decisioni assunte da chi aveva la responsabilità della guida.

Perché se un partito perde nei territori, se non riesce a trasformare il consenso in vittorie e se in alcuni casi rinuncia persino a costruire le condizioni per competere realmente, il problema non può essere sempre chi solleva la questione. Il problema sono le scelte politiche che hanno prodotto quei risultati.

La politica richiede responsabilità, non autoassoluzioni; confronto, non delegittimazione del dissenso.

Forza Italia non ha bisogno di una gestione finalizzata alla conservazione delle posizioni acquisite. Ha bisogno di coraggio, partecipazione, meritocrazia e capacità di costruire una classe dirigente nuova e competitiva.

Il vero obiettivo dovrebbe essere uno soltanto: far crescere Forza Italia nei territori e renderla protagonista delle prossime sfide elettorali,finora e’ stato esattamente il contrario.

Per riuscirci, però, occorre prima avere l’onestà politica di guardare ai risultati senza filtri e senza narrazioni di comodo. Occorre riconoscere ciò che non ha funzionato e imprimere un deciso cambio di passo, restituendo centralità ai territori, agli iscritti, agli amministratori e agli elettori.

I numeri elettorali non si interpretano: si leggono. E soprattutto, quando sono negativi, si affrontano. Le sconfitte non si rimuovono: si analizzano e, quando vi sono precise responsabilità politiche, si assumono.
firmato
Gaspare Lentini

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