“La vita in verticale”, Di Girolamo presenta il suo ultimo libro a Palermo
Domani alle ore 18 il giornalista e scrittore marsalese racconta il precipizio dell’apparenza dialogando con Evelina Santangelo a piazzetta Bagnasco a Palermo

Viviamo almeno due vite. Una è una cosa noiosa, ormai: la realtà. L’altra è la nostra vita vera. Quella in verticale. Con queste parole Giacomo Di Girolamo apre il suo nuovo libro, un’opera che intreccia cronaca e autobiografia, ironia e speculazione. Il giornalista e scrittore, direttore di “Tp24.it” e “RMC 101” , sarà a Palermo domani, mercoledì 2 settembre, alle 18 in piazzetta Bagnasco per presentare “La vita in verticale. Cronache dal precipizio”, edito da ‘Il Saggiatore’. A dialogare con lui la scrittrice Evelina Santangelo.
Il volume è un viaggio che prova a mappare il perimetro umano di cosa siano oggi la verità e la menzogna nella vita di ognuno. Di Girolamo parte da storie vere – alcune diventate casi di cronaca nazionale – per interrogarsi su cosa sia accaduto al nostro modo di vedere e raccontare il mondo. Tra i fatti riportati: una diciassettenne che getta il neonato dalla finestra, una bambina di dieci anni morta durante una challenge online, un neonato di sei mesi annegato su una rotta migratoria. Esistenze ridotte a contenuti, identità che chiedono disperatamente di essere viste, tragedie trasformate in spettacolo e consumate attraverso uno schermo.
Al centro della riflessione c’è una domanda che riguarda il giornalismo ma anche ciascuno di noi: che cosa significa cercare la verità in un tempo nel quale la rappresentazione dei fatti rischia di diventare più importante dei fatti stessi? “Siamo passati dall’orizzonte della speranza alla verticalità della caduta”, scrive Di Girolamo, spiegando l’immagine che attraversa tutta l’opera. Un presente nel quale la verità perde consistenza e viene progressivamente sostituita dalla performance. La narrazione procede di storia in storia, episodi apparentemente lontani che finiscono per comporre un unico racconto sul nostro tempo, dominato da immagini, algoritmi e dall’urgenza di apparire.
Muovendosi tra aule di giustizia in cui la verità si deforma e laboratori di giornalismo con adolescenti soli, il libro si rivela un atto di resistenza letteraria e insieme una confessione. Il tentativo di guardare nella vertigine del precipizio senza distogliere lo sguardo, per riuscire almeno a tracciare nell’ombra la scia delle nostre cadute.
Di Girolamo, nato a Sassari nel 1977, ha ricevuto per le sue inchieste e il suo impegno civile il Premiolino nel 2014, il premio nazionale Paolo Borsellino nel 2022 e il premio Giorgio Ambrosoli nel 2024. L’appuntamento di mercoledì rappresenta la prima presentazione pubblica del libro, in uscita questa settimana in tutte le librerie.
Alberto Di Paola

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