E’ il marsalese Diego Liuzza il ragazzo ucciso dall’auto pirata

E’ stato identificato nella tarda serata di ieri la vittima dell’incidente stradale avvenuto dopo le ore 22 di mercoledì sulla via Trapani, a Marsala, nei pressi dell’Istituto Tecnico Commerciale G. Garibaldi. A perdere la vita nell’incidente stradale è stato Diego Liuzza, 23 anni, marsalese. Per tutta la giornata di ieri, visto che nessuna denuncia di scompara era stata segnalata alle forze dell’ordine si pensava che quel corpo che giaceva sul tavolo dell’obitorio fosse appartenuto ad un cittadino di qualche Paese dell’est europeo. Anche la madre avrebbe appreso della tremenda fine del proprio figlio solo in serata, quando la polizia era certa dell’identità. Malgrado la giovane età il Liuzza faceva un lavoro molto duro,  il muratore e conduceva una vita molto ritirata. Pare che la sera delllincodente, sotto la pioggia, stesse facendo rientro a casa, dopo un duro giorno di lavoro; ma il suo destino era stato già scritto: un vigliacco pirata della strada che lo ha abbandonato sull’asfalto bagnato.

Al momento del mortale impatto con il mezzo che lo ha travolto e scaraventato contro il marciapiede Diego Liuzza era sprovvisto dei documenti di riconoscimento. Inoltre l’uso di una bicicletta in tarda notte su una strada dell’immediata periferia ed i tratti somatici (bianco con carnagione chiara e capelli castano chiaro) avevano fatto pensare ad uno straniero. La nazionalità, in questo caso, conta pochissimo. La cosa assai grave è la giovane vita spezzata ed il contesto in cui è avvenuto l’incidente stradale. Il Liuzza, pare che stava percorrendo la via Trapani sotto la pioggia quando un’auto in corsa lo travolgeva da dietro proiettandolo contro lo spigolo del marciapiede, ove è rimasto immobile nell’acqua piovana. L’impatto sarebbe stato violentissimo, forse il giovane è morto sul colpo, ma ciò non giustifica in nessun modo il comportamento di chi si trovava alla guida del mezzo che ha accelerato e scappato via senza dare alcun soccorso. Un gesto riprovevole che gli costerà caro, molto caro.

La “macchina dei soccorsi” è stata messa in moto da un automobilista in transito che notando il corpo a terra del Liuzza ha bloccato la propria auto ed è accorso al capezzale del giovane; ma ormai era troppo tardi. Sul posto si sono portati contestualmente: i soccorritori del servizio 118 che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, Carabinieri per i rilevamenti di rito, i Vigili del Fuoco che hanno proceduto ad illuminare il tratto stradale  e gli agenti della Polizia di Stato che hanno avviato l’indagini per pervenire all’identificazione del pirata della strada supportati dagli agenti della Scientifica. I rilevamenti effettuati, assieme agli interrogatori di persone che si trovavano sul posto o che risiedono nelle vicinanze ed i filmati della telecamere di videosorveglianza starebbero per portare all’individuazione del veicolo e subito dopo del conducente che ha lasciato sull’asfalto lo sfortunato ciclista.

Il cerchio attorno all’automobilista, al pirata della strada, inizia a chiudersi. La Polizia, seppure mantiene il massimo riservo, avrebbe già imboccato una pista che porterebbe all’identificazione del pirata della strada. Quest’ultimo rischia una pena fino a 12 anni di reclusione ed il ritiro della patente fino a 30 anni. Ciò è  quanto previsto dal Codice della Strada con l’introduzione del reato di omicidio stradale proprio per chi fugge dal luogo dell’incidente senza soccorrere i coinvolti.

 

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