Don Luigi Calapai lascia Marsala: resta nei cuori di chi lo ha conosciuto
Dopo sette anni Don Luigi Calapai lascia la direzione dei Salesiani a Marsala. Un trasferimento a Messina che addolora la comunità, ma che non spezza il legame profondo tra il sacerdote e i fedeli.

La comunità salesiana di Marsala saluta don Luigi Calapai, che dopo sette anni lascia la città per una nuova missione a Messina. Non un addio, ma un auspicato arrivederci per tanti marsalesi che lo hanno conosciuto e apprezzato. E’ la partenza di un amico, di un punto di riferimento che ha segnato profondamente la vita dell’oratorio e delle famiglie che vi gravitano attorno. Ieri, domenica 23 agosto, durante la celebrazione eucaristica delle 19 presieduta dall’ispettore dei Salesiani di Sicilia don Domenico Saraniti, si è ufficializzato il passaggio di consegne con il nuovo direttore don Vincenzo Pisano, affiancato da don Filippo Castrovinci.
Don Luigi Calapai ha incarnato in questi sette anni lo spirito autentico di don Bosco, non solo come guida spirituale ma come uomo capace di farsi prossimo a tutti. La sua porta era sempre aperta, il suo sorriso accoglieva senza pregiudizi, la sua disponibilità non conosceva orari. I giovani dell’oratorio hanno trovato in lui un amico sincero, le famiglie un consigliere saggio, gli animatori un maestro paziente. La sua umanità era il primo messaggio evangelico, un messaggio che parlava attraverso i gesti più che attraverso le parole, attraverso la presenza costante più che attraverso i discorsi.

“Ho conosciuto don Luigi e ho imparato ad apprezzarlo come uomo prima ancora che come sacerdote. La sua forza non era nella parola, ma nello sguardo, nell’ascolto, in quella capacità unica di farsi vicino a tutti senza mai giudicare. Non predicava dall’alto, ma scendeva in mezzo ai ragazzi, con quella umanità disarmante che ti faceva sentire a casa. La sua fede si traduceva in gesti concreti: una mano sulla spalla, un consiglio al momento giusto, una risata che ti contagiava. Per i giovani marsalesi è stato un punto di riferimento a trecentosessanta gradi, una spalla su cui contare, un amico che ascoltava con il cuore. Marsala perde un grande salesiano, ma conserva l’esempio di un uomo che si è donato senza riserve”.
Durante il momento dei saluti, la comunità ha voluto omaggiarlo con una chitarra, strumento che da sempre accompagna la sua missione. Don Luigi è infatti un musicista appassionato, e la musica è stata per lui un ponte verso i ragazzi, un linguaggio universale capace di abbattere barriere e creare comunione. Quel dono racchiude sette anni di canti, di serate in oratorio, di momenti di preghiera resi leggeri dalla melodia, ma anche l’augurio che a Messina possa continuare a suonare e a seminare gioia come ha fatto a Marsala.

I salesiani di Marsala lo hanno salutato con parole che ne sintetizzano l’eredità: “padre, maestro e amico”. Tre termini che raccontano un uomo capace di essere tutto per tutti, senza mai risparmiarsi. Il suo tratto distintivo era l’allegria, quella gioia profonda che non nasce dalla superficialità ma dalla certezza di servire un bene più grande. Ed era proprio questa gioia a renderlo credibile agli occhi dei più giovani, che si avvicinavano a lui attratti dalla sua autenticità e dalla sua capacità di ascoltare senza giudicare.

Ora Marsala lo saluta con gratitudine, certa che il bene seminato non andrà perduto. Don Luigi porta con sé i ricordi di sette anni intensi, ma lascia anche un vuoto che solo chi ha avuto la grazia di conoscerlo può comprendere. Per chi resta, la sua eredità è chiara: l’esempio di una fede vissuta nella quotidianità, di un amore che si fa servizio, di una vocazione che si realizza nel dono di sé. A Messina lo attendono nuove sfide, ma i marsalesi sanno che il loro affetto lo accompagnerà ovunque, come la musica della chitarra che continua a risuonare nei cuori di chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.
Alberto Di Paola
