Disabili, aiuti del Fondo Caregiver negati nel trapanese

Lo Spi Cgil Trapani denuncia: “Si pubblichino subito gli avvisi, no ad altri ritardi per le famiglie fragili”.

Accelerare l’iter per la pubblicazione degli avvisi e garantire tempi certi per l’erogazione dei sostegni destinati ai familiari che assistono persone con disabilità grave o gravissima. È questo l’appello che lo Spi Cgil di Trapani ha rivolto ai Sindaci dei Comuni capofila dei Distretti Socio-Sanitari della provincia (D51 Pantelleria, D52 Marsala, D53 Mazara del Vallo, D54 Castelvetrano, D55 Alcamo).

Al centro della nota inviata alle Amministrazioni locali ci sono le risorse destinate al Fondo Caregiver per l’anno 2022, deliberate e liquidate dalla Regione Siciliana lo scorso 16 luglio. Ma dietro la cortina di “pratiche in lavorazione” si nasconde una verità scomoda: i soldi ci sono, sono stati assegnati alla Sicilia (oltre 2 milioni di euro) e ripartiti tra i Distretti, ma restano fermi perché mancano gli avvisi per farli arrivare alle famiglie.[1][2]

Il Fondo Caregiver 2022 non è un’elemosina, ma un diritto previsto dalla legge: serve a riconoscere economicamente il lavoro di cura non professionale svolto da coniugi, partner, figli e altri familiari che assistono persone con disabilità grave o gravissima, spesso titolari di Legge 104 e indennità di accompagnamento. Le Regioni possono usare queste risorse per erogare assegni di cura, bonus sociosanitari e interventi di sollievo, con importi che, nei casi più gravi, possono arrivare fino a 1.200 euro mensili.

Invece, nella provincia di Trapani, questi aiuti restano sulla carta. I Distretti socio-sanitari non pubblicano i bandi, le famiglie non sanno come fare domanda, e intanto continuano a pagare di tasca propria assistenza, medicine, trasporti e rinunce. “Non siamo di fronte a una semplice pratica burocratica da evadere – dice il componente della segreteria provinciale dello Spi Cgil Vincenzo Amodeo – ma a un atto di responsabilità sociale verso risorse pubbliche destinate a famiglie che vivono quotidianamente situazioni di estrema fragilità”.

Ogni giorno di ritardo nella pubblicazione degli avvisi è un giorno in più in cui un caregiver lavora gratis, si ammala, si indebita, mentre lo Stato e la Regione si limitano a trasferire fondi senza verificarne l’effettivo utilizzo. Il documento sindacale allegato chiede conto ai Comuni capofila di tempi, cronoprogrammi e modalità di informazione: domande legittime, ma che sollevano interrogativi inquietanti. Perché, se i soldi sono stati assegnati nel 2022‑2023 e la Regione ha dato disposizioni già nel 2023, nel 2026 in molti territori siciliani – Trapani in primis – gli avvisi ancora non si vedono?

Chi paga il prezzo di questa inerzia? Le stesse famiglie che ogni giorno suppliscono a un welfare pubblico sempre più smantellato. Lo Spi Cgil annuncia che “continuerà a vigilare”: ma la vigilanza non basta più. Servono nomi, cognomi e responsabilità politiche per chi tiene in ostaggio diritti già scritti nelle leggi e nei decreti.

Alberto Di Paola

 

 

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