Diga Rubino, Cipriano Sciacca chiede l’innalzamento dell’invaso

FederAgri Sicilia con un documento a firma del segretario Regionale Sciacca chiede l’innalzamento del limite massimo di altri 2 milioni di metri cubi in più. Sollecita altresí un cronoprogramma chiaro e chiede un incontro urgente con l’Assessorato.

 

FederAgri Sicilia ha lanciato un formale e urgente appello alle istituzioni regionali per scongiurare una nuova crisi idrica. L’organizzazione sindacale agricola, rappresentata dal segretario regionale Cipriano Sciacca, ha inviato una missiva ufficiale il 4 febbraio 2026 a tutti gli enti competenti, chiedendo azioni immediate sulla Diga Domenico Rubino. La richiesta principale è l’autorizzazione all’innalzamento della quota d’invaso a metri 180,40 sul livello del mare. Una misura già disposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con una nota dello scorso 25 marzo, ma non ancora attuata. Questo innalzamento consentirebbe di aumentare la capacità della Diga Domenico Rubino di oltre due milioni di metri cubi, portando il volume totale invasabile a poco più di sette milioni. Un incremento considerato vitale per la sopravvivenza del comparto agricolo del comprensorio servito dall’infrastruttura.

La lettera, indirizzata all’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, al Dipartimento dell’Acqua e al Servizio Dighe, non si limita a una semplice richiesta tecnica. FederAgri Sicilia esprime forti preoccupazioni per la gestione dell’invaso e denuncia gli scarichi di ingenti quantità d’acqua verificatisi dopo il superamento della quota autorizzata. Pur riconoscendo che le riserve attuali potrebbero bastare per la stagione irrigua 2026, l’organizzazione invoca una visione lungimirante. Feder Agri sottolinea come le annate siccitose siano sempre più frequenti e impattanti, rendendo essenziale accumulare risorsa idrica quando disponibile. Il rischio, altrimenti, è di ritrovarsi nuovamente in emergenza. Parallelamente, i rappresentanti degli agricoltori chiedono chiarezza sui tempi di ripristino del normale esercizio della Diga Domenico Rubino. FederAgri Sicilia sollecita la pubblicazione del cronoprogramma dettagliato delle attività di manutenzione indicate dal MIT.

Trasparenza e certezza programmatoria sono indicate come fondamentali per una corretta pianificazione delle future stagioni irrigue da parte delle aziende agricole. La missiva, inviata anche per conoscenza all’Assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, al Presidente della Regione, alla Prefettura di Trapani e alla Protezione Civile, contiene infine una richiesta formale di un incontro urgente con l’Assessorato competente e con il Direttore del Servizio Dighe. L’obiettivo è approfondire le criticità e trovare soluzioni condivise a tutela del settore.

 

L’intera vicenda mette in luce la fragilità del sistema idrico regionale e le tensioni tra le esigenze produttive del mondo agricolo e le procedure tecniche e amministrative degli enti gestori. La Diga Domenico Rubino, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico di un’ampia area della Sicilia occidentale, diventa così il simbolo di una battaglia per la sicurezza idrica. La palla passa ora alla Regione Siciliana, chiamata a dare una risposta rapida e operativa alle istanze del comparto agricolo in una delle aree più esposte al rischio desertificazione del Paese.

Alberto Di Paola

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