Con Gennuso sono 8 i Deputati della Regione finiti nelle maglie della giustizia

Salgono a 8 i Deputati Regionali eletti finiti nei guai giudiziari. Un numero sorprendente se si considera che la legislatura è iniziata da meno di un anno. Le inchieste giudiziarie si abbattono ancora una volta sul Parlamento siciliano. L’arresto per voto di scambio, in una indagine della Dda di Catania, del deputato autonomista Pippo Gennuso, indagato anche in un’altra inchiesta della Procura di Palermo, è solo l’ultimo provvedimento che colpisce uno degli onorevoli del Palazzo. Già prima dell’inizio ufficiale della nuova legislatura, dopo il voto di novembre, erano sei i deputati nell’occhio del ciclone di vicende giudiziarie.

A Messina la Procura indaga, per evasione fiscale, su Cateno De Luca (Udc) finito agli arresti domiciliari e poi scarcerato, proprio mentre veniva assolto per altre vicende. Sempre nella città dello Stretto i magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati per riciclaggio Luigi Genovese (Fi), figlio dell’ex parlamentare nazionale Pd e poi passato in Fi Francantonio, condannato a 11 anni nell’inchiesta sui “corsi d’oro” finanziati con fondi pubblici.

A Palermo è indagato per truffa e appropriazione indebita per operazioni di compravendite immobiliari ritenute fittizie il deputato Riccardo Savona (Fi), mentre Tony Rizzotto (Lega) è coinvolto in un presunto peculato nella gestione di un ente di formazione che lui presiedeva.

Di compravendita di voti è accusato Edy Tamajoche alle regionali è stato il più votato a Palermo nella lista di Sicilia futura. Marianna Caronia (Fi), invece, è indagata nell’inchiesta per corruzione che ha coinvolto l’armatore Ettore Morace, perché avrebbe percepito una liquidazione superiore rispetto a quella che le spettava dopo la fine del rapporto con la società Siremar.

A Catania il deputato del Pd Luca Sammartino è stato iscritto nel registro degli indagati in una inchiesta partita da un video diffuso sui social dal figlio di una donna malata di 88 anni ricoverata in una casa di cura e che qualcuno avrebbe fatto votare alle scorse regionali senza l’autorizzazione dei congiunti perché interdetta.

Il tema del voto di scambio comunque ha tenuto banco in campagna elettorale e alcuni candidati, indicati tra gli “impresentabili” sono stati poi indagati dalle procure a urne chiuse: ad esempio il candidato di Forza Italia Riccardo Pellegrino, accusato dai pm di aver comprato dei voti e che durante la campagna elettorale era finito al centro delle polemiche perché fratello di un indagato per fatti di mafia. E sempre al centro delle polemiche era finito l’ex deputato Salvino Caputo della Lega, incandidabile a novembre per una condanna per abuso d’ufficio e che aveva così lanciato il fratello: il mese scorso è finito ai domiciliari per una indagine della procura di Palermo su voto di scambio a Monreale. E sempre in riferimento alle scorse regionali, ha patteggiato una pena per estorsione anche un candidato nella lista dei 5 stelle ad Agrigento, Fabrizio La Gaipa.

 

Fonti www.gds.it

www.repubblica.it

 

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