Il colabrodo dei conti di Crocetta: si vada a nascondere, ne abbiamo abbastanza!

La Sicilia alla deriva. Quello che doveva esserne il condottiero viene silurato dalla Corte dei Conti “senza se e senza ma”, il bilancio viene bocciato e il Crocetta fallimentare rimandato al 19 luglio per dare qualche misera giustificazione al colabrodo di conti creato in questi anni. Il disfacimento delle Istituzioni, anzitutto. Una regione lenta, in ritardo cronico, persino sugli incendi….
La Procura Generale della Corte dei Conti punta il dito contro la Regione come mai prima d’ora, rimproverando sprechi, incapacità di programmazione e sviluppo e inettitudine manageriale.
La mancata concessione della parifica di bilancio è un evento storico mai verificatosi in Sicilia, è il sigillo finale alla storia di Crocetta e dei suoi fedeli scudieri, che rimarranno negli annali della malapolitica e della inefficienza amministrativa.
Dalla vicenda dei diversabili ove il Crocetta non ha convinto con le promesse di milioni a palate come fosse cosa certa, quando si è dovuto difendere dalle accuse di immobilismo lanciate attraverso la pagina dei social …. per finire con tutti i provvedimenti senza senso adottati nella SANITA’ pubblica, eterna tela di Penelope…. passando per l’ultimo valzer della rotazione…. prorogata. Insomma approssimazione, inconcludenza, inefficienza: un circo degli orrori durato cinque anni.
E vogliamo parlare del campo della formazione e del mancato decollo dei progetti per i giovani, della emigrazione dilagante e della disoccupazione a livelli mai visti prima, dei bandi europei emessi in ritardo, confezionati in fretta e furia e mal progettati? Mi si dica un settore, solo uno, nel quale questo condottiero e i suoi marinai abbiano eccelso.
Ricandidarsi? Crocetta chi ti vuole? A casa! Ne abbiamo tutti abbastanza.

Carmelo Pullara
ufficiostampa.pullara@gmail.com
Ufficio Stampa Carmelo Pullara
Responsabile Antonio Palumbo

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Commenti

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    gianfranco becchina 4 anni

    Al di là dell’inutilità del personaggio Crocetta, le analisi vanno fatte con un minimo di onestà. L’eredità nella quale si è trovato ad operare dove la mettiamo? Era tutta rose e fiori?