Calatafimi, arriva il Presepe Pasquale della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo

A Calatafimi Segesta estro e tradizione ormai si muovono insieme, non si può spiegare altrimenti la singolarità di quanto la sua gente riesce a creare. E così dopo il successo a Natale del “Presepe all’interno delle Fiat 500”, gli stessi ideatori hanno preparato per turisti e visitatori il “Presepe Pasquale”. Artefici  della singolare Rappresentazione religiosa, sono ancora una volta: Salvatore Barone e Alberto Verghetti. L’iniziativa si chiama “DIORAMA” Mostra di Presepi Pasquali della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Sostanzialmente i materiali utilizzatiraccontano Salvatore Barone e Alberto Verghetti – sono il polistirolo per le case e poi rametti di ulivo, di cipresso, tralci dei vigneti per la croce e per il resto. Le rocce le abbiamo realizzato con la schiuma espansa. Insomma sono materiali semplici, recuperati, senza alcun artifizio. Da quattro anni scherzavamo sull’idea di un Presepe Pasquale, sull’onda del successo avuto con quello in Fiat 500, quest’anno abbiamo deciso di provare. Il risultato è stato come pensavamo, straordinario, e la gente che in questi giorni viene a visitarlo ne è testimone”.

Il Presepe Pasquale – è stato realizzato in un mese su un percorso lungo 20 metri – e narra la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù Cristo. Di ogni momento e di ogni quadro è possibile leggerne la spiegazione. Lungo il percorso infatti i due creatori hanno inserito una esegesi, una riflessione di quel momento.

Il singolare Presepe, si trova in Corso Garibaldi 18 a Calatafimi Segesta – sarà visitabile ancora fino a Pasqua con orari ben definit. Il 26 Marzo e il 2 Aprile dalle 16,00 alle 21.00 – il 9, il 14 e il 16 Aprile dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 21,00.

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Commenti

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    Ravecca Massimo 3 anni

    Michelangelo potrebbe aver descritto la Passione del Signore, pur non esplicitamente rappresentata nella Cappella Sistina, tramite l’identità del supplizio e nella somiglianza fisica tra Aman crocifisso dipinto sulla Volta e il Gesù Giudice del Giudizio Universale. Michelangelo avrebbe così indicato tramite la somiglianza fisica, che allude a una somiglianza funzionale, e il medesimo supplizio, che Gesù sarebbe morto durante un carnevale ebraico, almeno per quanto riguarda la prima parte della Passione.
    Nel libro biblico di Ester, Aman primo ministro persiano scoperto che il suo rivale Mardocheo è ebreo, cerca di ucciderlo insieme con tutti i connazionali. Alla fine però sarà Mardocheo a far uccidere Aman sulla forca che preparò per lui. Gli ebrei nella festa religiosa carnevalesca di Purim ricordavano e ricordano tuttora, la salvezza degli ebrei e la morte del loro persecutore. Gesù sarebbe morto sulla croce interpretando (anche) il ruolo di Aman. Michelangelo, in tal modo anticipò di quattro secoli l’ipotesi dell’antropologo e storico delle religioni scozzese Sir James George Frazer (1854-1941) che con il suo lavoro: La crocifissione di Cristo del 1900 espresse per primo in modo formale e più approfondito tale ipotesi. Cfr. ebook/kindle. La Passione di Gesù negli affreschi di Michelangelo della Cappella Sistina.