Bretella Birgi-Marsala-Mazara, un Piano strategico per il completamento

Hub istituzionale e infrastrutture, la ricetta del Presidente Quinci per il rilancio del territorio trapanese

Il Libero Consorzio di Trapani prova a cambiare marcia e lo fa partendo dalle infrastrutture. Al centro del nuovo Piano strategico dell’ente c’è la tanto attesa bretella autostradale Birgi-Mazara del Vallo, un’opera ritenuta fondamentale per sbloccare la mobilità e connettere aree oggi troppo isolate. Ma il disegno del presidente Salvatore Quinci è più ampio e ambizioso, perché punta a fare del Consorzio un vero hub istituzionale per il confronto e la progettazione condivisa.

Non si tratta solo di asfalto e cantieri, spiega Quinci, ma di un cambio di passo culturale che deve coinvolgere imprese, cittadini e istituzioni in una sinergia capace di guardare lontano. Il nodo della bretella, però, non è l’unico tassello di un puzzle che comprende anche il recupero della linea ferrata Palermo-Trapani via Milo, il collegamento della A29 con il bacino marmifero di Custonaci e una visione sistemica della viabilità secondaria.

Il ragionamento del presidente si spinge fino al mare, perché il porto di Trapani è considerato un’infrastruttura che ha bisogno a sua volta di altre infrastrutture. Secondo Quinci, i cambiamenti geopolitici e le nuove rotte commerciali stanno riportando il Mediterraneo al centro degli scambi mondiali, e il territorio trapanese potrebbe giocare un ruolo da protagonista nella logistica, nella crocieristica e nelle filiere energetiche.

In questo quadro, il presidente ha apprezzato le osservazioni arrivate dal mondo privato, in particolare la nota di Gaspare Panfalone della “Riccardo Sanges & C.”, che ha invitato a lavorare con un metodo basato su investimenti privati e sostegno pubblico. Un approccio che Quinci dice di condividere pienamente e che ha già provato a tradurre in indirizzo politico, come dimostra la disponibilità a organizzare un grande evento nazionale proprio sul porto di Trapani per rilanciarne la centralità nel Canale di Sicilia.

Ma il Piano strategico, affidato alla società Kpmg, non resterà un documento chiuso in un cassetto. Quinci annuncia la necessità di una cabina di regia permanente, un organismo che possa monitorare i lavori, mediare tra gli interessi e fare da traino per un’azione di lobbying territoriale che sia trasparente e legittima. Perché, avverte, l’accesso ai fondi pubblici è ormai una partita concorrenziale e servono competenza ed efficacia per non farsi trovare impreparati.

La bretella, in questo senso, diventa il simbolo di una sfida più grande, quella di trasformare il trapanese in un laboratorio di sviluppo capace di incidere non solo a livello regionale, ma anche nazionale. Il cantiere delle idee è aperto, e il presidente sembra determinato a non lasciarlo spegnere.

Alberto Di Paola

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