Aeroporto, il M5S spiega i retroscena della crisi che sta portando alla chiusura dello scalo

Birgi: Il M5S pubblica e spiega le tappe della crisi con documenti ufficiali

Accorpamento, privatizzazione chiusura dello scalo sono gli scenari possibili per la soluzione della crisi che ha messo in ginocchio l’aeroporto di Trapani Birgi. Il fallimento del bando che avrebbe dovuto attivare ben 25 tratte aeree non lascia presagire nulla di buono: le sorti dello scalo sembrano segnate. Nella migliore delle ipotesi sarà “regalato” alla Gesap la società palermitana, di proprietà del Comune, che gestisce il Falcone Borsellino di Punta Rais.

Dopo il disastroso 2018 che ha visto scemare il numero delle tratte e con esso ridursi ai minimi termini il numero dei passeggeri in transito il Movimento 5 Stelle con un documento ufficiale, di cui diamo pubblicazione integrale, spiega i retroscena che hanno portato all’aggravarsi della situazione. Forse, la nostra testata lo ha sempre sostenuto, nulla è avvenuto per caso. Molti dei nostri sospetti si stanno rilevando fondati in quanto sostiene il Movimento 5 Stelle.

Per il momento non aggiungiamo altro, ma vi lasciamo al documento politico diffuso dai Deputati regionali pentastellati di questa provincia, da cui si evincono parecchie “anomalie” amministrative, finanziare e di procedura:

Il documento del Movimento 5 Stelle:

Il percorso per la fusione di Airgest con la Gesapintrapreso dalla Regione ci spinge a pubblicare documenti e informazioni fino ad ora rimasti sconosciuti ai cittadini. Intendiamo fare piena luce sulle vicende che hanno provocato la crisi di Birgi e di evitare l’occultamento dei fatti e la strumentalizzazione delle nostre dichiarazioni. Vedremo adesso chi ha il coraggio di giocare a carte scoperte”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Sergio Tancredi e Valentina Palmeri a proposito della probabile fusione tra le società di gestione degli aeroporti di Trapani e Palermo.

“Oggi – spiegano i deputati – pubblichiamo l’Ordinanza n.15/2018/PRSP della Sezione Controllo Regione Sicilia della Corte dei Conti che ha esaminato la questione il 20/12/2017 la delibera assembleare di Airgest dell’8 agosto 2017 criticando fortemente il piano aziendale che avrebbe dovuto risanare la società. La Corte dei Conti bocciava il piano su tutta la linea qualificandolo come ‘privo, già a un esame esteriore, di fondamentali elementi di forma e contenuto’ ed ordinava alla Regione di trasmettere, come la legge prevede, il piano di risanamento di Airgest S.p.a. all’Autorità di regolazione del settore, cioè all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per la necessaria approvazione. La Corte dei Conti addirittura dichiara il piano ‘non valutabile’ e sostanzialmente dice che il piano di risanamento non è un vero piano di risanamento, ma che ‘aggiornamento del piano industriale 2015/2019’”.

“La Corte – sottolineano ancora Tancredi e Palermi – solleva molti dubbi sull’operato della società di revisione KPMG affermando che non sono state assicurate ‘le più basilari esigenza di certezza e di trasparenza delle decisioni assunte da un’amministrazione pubblica’, contestando come la società avrebbe addirittura previsto che il piano fosse integrato con una relazione orale e non scritta.

Il documento è stato, peraltro, classificato dalla KPMG come riservato e confidenziale in barba alla necessità di trasparenza degli atti, indispensabile anche per le valutazioni della corte. Ciò che appare più grave è che non risulta allegato al verbale notarile di assemblea straordinaria il ‘piano di risanamento triennale proposto dall’Organo Amministrativo’ il che, a parere del magistrato istruttore, impedisce l’effettuazione delle valutazioni da parte della magistratura contabile”.

“L’istruttoria della Corte – spiegano infine i deputati – arriva anche raccomandare alla Regione di esercitare i suoi poteri di vigilanza e di controllo nella forma e nei contenuti per scongiurare ‘ipotesi di grave irregolarità’ e per adottare i provvedimenti necessari al fine di prevenire l’aggravamento della crisi. Inutile raccontare ai cittadini, che lo sanno bene, che la crisi da allora si è ‘molto’ aggravata” – chiosano i deputati Ars”.

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