Agricoltura, al via i ristori della regione per i danni del ciclone Harry
Il governo regionale attiva i fondi per i danni al settore agricolo e della pesca dopo il passaggio del maltempo.

Il comparto agricolo siciliano prova a rialzarsi dopo la devastazione del ciclone Harry. L’assessorato regionale dell’Agricoltura ha pubblicato l’avviso ufficiale per permettere alle imprese siciliane di segnalare i danni subiti a strutture, serre e impianti arborei. I tempi sono stretti. Gli imprenditori hanno tempo fino al 15 febbraio per inviare i moduli agli ispettorati competenti. La procedura richiede il supporto di professionisti per la redazione di una perizia asseverata, documento indispensabile per quantificare le perdite reali sul campo.
Il governo Schifani ha messo in campo una strategia di intervento rapida per evitare il collasso delle aziende rurali già provate da una crisi climatica senza precedenti. I ristori per l’agricoltura siciliana rappresentano il primo pilastro di un piano di aiuti più vasto, che vede lo stanziamento di 90 milioni di euro complessivi per le emergenze. Di questi, una parte rilevante è destinata a coprire i danni subiti dal settore primario e dalla pesca.
Per velocizzare l’iter, le imprese sono state esentate dalla presentazione del Durc e dei certificati fiscali, una deroga eccezionale per garantire liquidità immediata. In questa fase iniziale, i ristori agricoltura Sicilia prevedono contributi a fondo perduto erogati tramite l’Irfis, con l’obiettivo di coprire i costi di ripristino delle colture travolte dalle piogge e dal vento.
Il presidente Schifani, durante il sopralluogo a Furci Siculo insieme al ministro Salvini, ha confermato che non verranno toccati i fondi del Ponte sullo Stretto, preferendo attingere dai fondi di sviluppo e coesione per dare risposte immediate ai territori. Secondo i dati Censis, il costo del dissesto idrogeologico per l’agricoltura italiana ha superato i 6 miliardi di euro nell’ultimo anno.
La seconda fase del programma di sostegno partirà a fine febbraio e introdurrà finanziamenti agevolati fino a 400 mila euro. Questi strumenti permetteranno alle aziende di ristrutturare i fabbricati rurali danneggiati e di programmare la ripresa produttiva.
Scadenze e Tempistiche
- 15 Febbraio 2026: termine ultimo per l’invio della segnalazione danni agli Ispettorati provinciali dell’Agricoltura competenti per territorio.
- Seconda metà di Febbraio 2026: attivazione della piattaforma informatica per le domande di contributo diretto tramite Irfis.
- Fine Marzo 2026: obiettivo del Governo regionale per l’inizio dell’erogazione dei primi bonifici.
Documentazione Tecnica Obbligatoria
Il cuore della richiesta è la perizia asseverata. Questo documento non è una semplice stima, ma un atto formale redatto da un libero professionista abilitato (agronomo, geometra, perito agrario) che deve certificare:
- Il nesso di causalità diretto tra l’evento meteorologico “Ciclone Harry” e il danno subito.
- La quantificazione analitica dei danni a serre, impianti arborei, fabbricati rurali e scorte.
- Lo stato dei luoghi attraverso rilievi fotografici datati.
Semplificazioni e Agevolazioni
Per questa emergenza specifica, il Governo ha introdotto deroghe importanti per facilitare le micro, piccole e medie imprese:
- Esonero Durc: non è richiesta la regolarità contributiva per questa prima fase di aiuti d’urgenza.
- Fiscale: non occorre produrre attestazioni di regolarità fiscale.
- Contributo minimo: previsto un forfait di 5.000 euro a fondo perduto per le necessità immediate di riattivazione.
Istruzioni per l’Invio
Le istanze devono essere inviate esclusivamente tramite PEC all’Assessorato regionale delle Attività Produttive o all’Ispettorato dell’Agricoltura, a seconda della tipologia di danno. La mail deve contenere i dati anagrafici completi dell’impresa, le coordinate IBAN del conto corrente aziendale e la documentazione tecnica allegata in formato PDF. È fondamentale che la perizia sia asseverata presso un ufficio giudiziario o un notaio per avere piena validità legale.
La cabina di regia istituita a Palazzo d’Orleans sta lavorando per superare le lungaggini burocratiche e assicurare che i primi bonifici arrivino entro marzo. La Sicilia punta anche al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea per integrare le risorse regionali. La terra non aspetta e la politica cerca di correre. Si combatte contro il tempo per salvare il fatturato delle imprese agricole, pilastro fondamentale di un’economia isolana che cerca faticosamente di tornare alla normalità.
Alberto Di Paola
