Aeroporto, risanati i conti dell’Aigest, ma quando si ritornerà a volare?

Aeroporto, risanati i conti dell’Aigest, ma quando si ritornerà a volare?

Airgest: assemblea approva il piano di risanamento, bilancio ed aumento di capitale Il presidente del C.D.A. di Airgest, Paolo Angius esprime soddisfazione per il risultato: «La fiducia degli azionisti è la dimostrazione del buon operato». Nessun riferimento alle iniziative per far ripartire lo scalo aeroportuale

‘L’assemblea dei soci di Airgest, la società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, alla presenza del socio di maggioranza della Regione siciliana, ha deliberato l’approvazione del bilancio d’esercizio 2017 e il piano di risanamento, e ha deliberato altresì l’aumento del capitale sociale di cui, il socio Regione, ha già sottoscritto in sede di lavori assembleari la complessiva quota di 12 milioni e mezzo, tra valore nominale e sovrapprezzo azioni. Il risultato è stato salutato con soddisfazione dal presidente del cda di Airgest, Paolo Angius: «E’ la dimostrazione del buon lavoro fatto in questi mesi che ha rafforzato la fiducia degli azionisti e che ha permesso il risanamento della società e l’aumento del capitale»”.

E questo, testuale per come lo abbiamo ricevuto, il comunicato stampa diffuso dall’affetto stampa dell’Aigest, l’Azienda che gestisce i servizi aeroportuali al Vincenzo Florio. Tranne ai toni trionfalistici del Presidente del Consiglio d’amministrazione la partita resta aperta e dai risultati ancora molto incerti. La Reggio è Siciliana, nella qualità di socio maggioritario, non aveva altro da fare che colmare le perdite, ovvero risanare i conti, perché se non l’avesse fatto sarebbe stata chiamata in causa per coprire i debiti, maggiorati da costi accessori, mora, interessi e spese legali. Oggi l’Airgest non dovrebbe avere più passività ed il valore dell’azienda è salito a 12 milioni e mezzo. Un piccolo passo, quindi, verso il funzionamento a pieno regime dell’Aeroporto.

Ancora un nulla di fatto si registra, invece, sul versante delle iniziative per far ritornare ad essere economicamente appetibile il Vincenzo Florio alle Compagnie Aeree. Si attende, da troppo tempo purtroppo, il bando pubblico che sostituisce il piano di co-marketing di Ryanair, strumento quest’ultimo sulla cui “trasparenza” sarebbero state espresse parecchie perplessità.

Il dato di fatto è, comunque, che Ryanair con 4 aeromobili dislocate nello scalo trapanese muoveva un milione e mezzo di passeggeri l’anno ed aveva fatto “infiammare” gli entusiasmi di migliaia di persone che hanno investito cifre non indifferenti nella ricezione alberghiera, ristorazione e servizi turistici. Da un anno, il flusso turistico nel Trapanese ha segnato il passo; Federalberghi parla di un calo di presenze che si spinge oltre il 50%, una vera sconfitta a tutto campo.

Tra l’opinione pubblica, soprattutto sui social dove molti lettori si limitano a commentare il titolo delle notizie, si esalta l’approvazione del bilancio, il risanamento delle passività è l’aumento del capitale sociale dell’Aigest come la panacea che ha portato via tutti i mali. Dal Trapani Birgi, anche se l’Airgest oggi vale più di ieri ed è economicamente salda, si continua a non volare: lo scalo ha pochissime tratte. I turisti, tanto attesi, non arriveranno per questa estate. E, forse, neanche per la prossima. Si teme, lo sostengono o sindaci che si sono costituiti in Osservatorio Permanente per il rilancio dell’Aeroporto, che il Trapani Birgi non ritornerà a funzionare a pieno regime neanche nel 2019.

La notizia, giunta dall’Airgest, va letta quindi nella giusta chiave: onore e merito al Presidente Musumeci che ha salvato L’Airgest, ma il futuro dell’Aeroporto resta purtroppo incerto. Si auspica che tutto ció non faccia parte di un piano ben architettato per spingere la struttura trapanese fra le braccia della Gesap, la società che gestisce Punta Rais, visto che la stessa ha sempre cercato di espandersi su Trapani Birgi.

Anche il sindaco di Trapani Tranchida, forse esprimendo male, avrebbe detto nella riunione di martedì scorso (riportata da un comunicato stampa del Comune di Marsala) che è il caso di utilizzare lo scalo trapanese per fare atterrare gli aerei destinati all’aeroporto Internazionale Falcone e Borsellino di Palermo-Punta Raisi. Significherebbe la fine delle velleità turistiche del territorio trapanese in quanto è risaputo che il turista organizza il proprio viaggio attorno all’aeroporto scelto per arrivare. Non serve a nulla, tranne a fare una cortesia, fare atterrare gli aerei al Trapani Birgi per poi portarli in pullman a Palermo.

Il Trapani Birgi deve ritornare a funzionare autonomamente, con le sue rotte, la programmazione delle tratte e la pubblicità per portare sempre più gente in questo “sconosciuto” versante della Sicilia. Si fa appello a quanti percepiscono compensi pubblici per incarichi politici ricoperti, a darsi una mossa ed in fretta. Il mandato elettorale non dura per sempre mentre il tempo che score inesorabile puó essere una incognita per loro. L’elettore difficilmente si dimentica di chi lo prende in giro, specialmente quando il suo disimpegno è causa danni. Riaprire il Vincenzo Florio a pieno regime e portare i transiti a 2, a 3 milioni e più è una priorità per tutti, in quanto esso mette in moto il volano dell’economia. Se malauguratamente dovesse chiudere l’Aeroporto morirebbe, di conseguenza, il turismo e l’economia provinciale.

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