Vergogna! La “Salinella” è una discarica a cielo aperto

marsala, la salinella è una discarica a cielo aperto07Di tutto e di più è stato scaricato negli ultimi tempi a ridosso del “polmone verde” della zona di Salinella, l’area che si estende lungo la fascia costiera compresa fra il Circolo Velico ed il porticciolo dei pescatori del Villaggio Popolare di Sappusi. Una delle poche aree sul mare non deturpata dalla cementificazione selvaggia è divenuta una vera e propria discarica a cielo aperto. Vi è stato scaricato, a pochi metri dal mare, un ingente quantitativo di sfabbricidi, inerti e materiali da risulta provenienti da piccoli cantieri edili, misti a immondizia non differenziata – ovviamente – e a rifiuti ingombranti, materassi, carcasse di elettrodomestici, parti di infissi,  televisori,  pezzi di computer, gomme d’auto, mobili, arredi, fili elettrici, suppellettili, libri, registri contabili, bidoni, potature di alberi e persino tronconi di palme “uccise” dal punteruolo rosso. Non manca nulla… c’è proprio di tutto e di più ad inquinare quello che doveva essere il “polmone verde” della città a ridosso dell’antico porto interrato e la spiaggia in città dell’allora sindaco Giulia Adamo.

Proprio nell’area di salinella il precedente sindaco aveva puntato tanto sul recupero ambientale della zona e, a bonifica ultimata, tanta gente aveva scoperto una incantevole spiaggétta per un salutare bagno nella splendida cornice dell’arcipelago delle Isole Egadi. Pure le scuole ed i volontari della associazioni ambientaliste avevano preso a cuore tale zona, tant’è che diverse furono, nel tempo, le giornate dedicate all’ambiente che vi si tennero. Poi cambiò Amministrazione ed anche gli obiettivi da ripulire e le aree da “restituire” alla cittadinanza: non più Salinella, bensì Monumento ai Mille. Ora che la costruenda opera, dopo 30 anni e decine di modifiche al progetto originario dell’architetto Mongiovì, é sta inaugurata si spera che Salinella possa ritornare ad essere attenzionata, per quel bene di pubblica utilità turistica é. Essa affonda le proprie radici nel passato come ex porto cittadino, e allo stesso tempo essendo rimasta una delle poche zone vicine al mare non ancora cementificate, riveste un ruolo ambientale non indifferente.

Oltre ad una intensa campagna di pulizia, che non può esserle negata, sarebbe il caso che il Comune di Marsala impiegasse meglio le associazioni di volontariato con finalità ambientalistiche e allo stesso tempo, se non sarebbe troppo, si potrebbe chiedere alla Polizia Municipale, ma anche alle altre forze dell’ordine, soprattutto alla Guardia Costiera – visto che gli abusi vengono perpetrati sul demanio marittimo – di intensificare i controlli e di punire pesantemente quanti hanno scambiato il “polmone verde” della Città per una discarica a cielo aperto. A tal proposito sarebbe il caso di rispolverare il “reato ambientale”, visto che tante volte per i recidivi le salate multe potrebbero non bastare. Infine sarebbe auspicabile, a pulizia avvenuta, chiudere con i dissuasori l’accesso ai mezzi nelle stradine e nei sentieri ambientali utilizzati da ignobili cittadini per disfarsi di quanto non è possibile “differenziare”.

Se l’Amministrazione Comunale di Marsala, volesse realmente dare una svolta a questa “scostumata” usanza di disfarsi dei rifiuti nelle proprietà altrui dovrebbe far funzionare bene i centri di raccolta per i rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, materassi, arredi, rami e affini proventi dal giardinaggio) previsti sul contratto con l’Aimeri nel numero di 3 centri e mai utilizzati ad eccezione di quello nei pressi dell’autoparco comunale che funziona a singhiozzo. E poi dare la possibilità ai cittadini che realizzano lavori di restauro in economia nella propria abitazione di potersi disfare dei propri sfabbricidi (materiali da risulta, parti di tramezzi, infissi, mattoni, terriccio, calcinacci, agglomerati cementizi, ecc.) in centri di raccolta all’uopo istituiti. Sicuramente chi ha la possibilità di disfarsi di tali materiali in discariche autorizzate – realmente funzionanti – non incappando in salate multe o addirittura in reati penali capirebbe una volta e per tutto che gli conviene non inquinare. Con ciò non si vuole giustificare nessuno, ma è pur vero che la “carota” è sempre ben più accetta dalla “frusta”.

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